Gaeta / Sarao diventa “Superdirigente”, nelle sue mani anche le deleghe di Di Tucci

GAETA – Più potente dello stesso sindaco Cristian Leccese. Il comune di Gaeta ha anch’esso il suo super dirigente tale da provocare invidie e gelosie al resto dei quadri apicali dello stesso palazzo municipale. Si tratta del dottor Pasquale Sarao che, nonostante il suo nome compaia a macchia di leopardo in intercettazioni telefoniche disposte dalla Dda di Napoli quando guidava nel 2021 la ripartizione tecnica del comune di Minturno, è diventato – senza ombre di smentita – il dirigente più influente del palazzo municipale di Gaeta. La sua “super promozione” l’ha sintetizzata lo stesso sindaco Leccese nel suo primo decreto dell’anno modificando ed integrando il provvedimento – il decreto 26 del 7 agosto scorso – con cui il professionista originario di Casagiove ma residente a Sessa Aurunca era stato investito della responsabilità del Dipartimento Sviluppo, Edilizia, Attività Pianificatoria. Ora Sarao è diventato il “dominus” del comune di Gaeta dopo avergli conferito la dirigenza de settori “Infrastrutture ed opere”, “Energia e riqualificazione urbana”. Il sindaco Leccese per incoronare Sarao ha dovuto dare il suo benservito ad un bravo tecnico, l’ingegnere Antonio Di Tucci, che un record l’ha stabilito: si aggiudicò nel tardo autunno 2022 la prima selezione pubblica indetta dal neo sindaco Leccese ai sensi dell’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000. La nomina a dirigente di Di Tucci fu definita una promozione provenendo egli stesso, ma con un ruolo funzionale inferiore, dalla stessa ripartizione Lavori Pubblici. Di Tucci poteva rimanere al suo posto per tre anni oppure essere prorogato sino alla scadenza naturale del sindaco Leccese. E invece il capo dell’amministrazione comunale gaetana il 5 gennaio 2026, con il decreto numero 1, ha chiesto a Di Tucci di tornare al suo posto (con una retribuzione economica decisamente più leggera) dichiarando cessata l’efficacia del decreto numero 3 con cui il 5 gennaio 2023 era stato nominato dirigente. Perché Sarao? Ufficialmente per “garantire la continuità e corretto svolgimento delle attività….essenziali dell’ente”. Mica poco. Nella tarda primavera del 2027 a Gaeta Leccese inseguirà il bis e la sua amministrazione intende puntare su una guida più esperta per sovraintendere all’apertura di nuovi cantieri dopo quelli aperti e subito chiusi, nel corso di questi primi tre anni e mezzo di mandato, per grossolani errori di progettazione e per la mancanza della necessaria copertura finanziaria. E così che Sarao, oltre alle funzioni ricoperte dal generoso Di Tucci, si occuperà della gestione di mezzo comune di Gaeta e, più precisamente, del dipartimento Sviluppo, edilizia e attività pianificatoria che ingloba, a sua volta, il demanio e l’economia del mare, il patrimonio, politiche per la casa, Manutenzione, Pianificazione urbanistica generale, edilizia e urbanistica privata, pianificazione urbanistica e l’immancabile, “Attività di vigilanza”.

La giornata lavorativa di Sarao durerà più delle 24 ore biologiche? Per una fase iniziale sì, poi il comune intenderebbe dare ad un nuovo dirigente la responsabilità dei settori che ha guidato esattamente per tre anni precisi (neanche un giorno più) l’ingegner Di Tucci. Il sindaco Leccese opererà una nuova selezione fiduciaria ai sensi dell’articolo 110 del Tuel? E’ un’ipotesi di cui il decreto numero 1/2026 non fa cenno. E’ assai probabile che il vero successore di Di Tucci arrivi dal comune di Formia. Potrebbe essere l’ingegner Emanuele D’Avino che, esclusa la “rischiosa” selezione prevista dal Tuel, diventerebbe a tutti gli effetti dirigente di ruolo del comune attraverso uno stratagemma che soltanto “menti raffinatissime” operanti non solo nel palazzo piazza XIX Maggio sanno consigliare al sindaco Leccese. D’Avino verrebbe nominato grazie allo scorrimento di una graduatoria di un concorso a cui il professionista ha partecipato presso la Regione Lazio. Sarao, appena nominato in agosto da Leccese, si era attirato le attenzioni della minoranza del Pd che in un’interrogazione aveva consigliato al sindaco di “valutare attentamente” la scelta alla luce del suo coinvolgimento in una delicata inchiesta della Dda napoletana su un giro di appalti e nomine al comune di Minturno.