Formia / L’Istituto Sacro Cuore interrompe il servizio di assistenza per 19 disabili

FORMIA – Continua ad essere in affanno a Formia l’offerta socio-assistenziale per le persone diversamente abili. Se è vero che piove sempre sul bagnato a 12 mesi dalla chiusura del centro diurno gestito dalla cooperativa sociale “Herasmus in località ex Enaoli – la circostanza di aver solidarizzato con le famiglie dei ragazzi sfrattati dalla struttura comunale in via S.Maria Cerquito costò il posto in Giunta alla generosa assessora Rosita Nervino – si è aggiunta l’interruzione del servizio gestito presso l’istituto del “Sacro Cuore” nel quartiere di San Giulio a favore di 19 soggetti con disabilità e difficoltà motorie e psichiche. Le loro famiglie l’hanno saputo il 7 gennaio quando, archiviata la pausa delle festività Natalizie, è stata loro notificata una lettera in cui si comunicava la cessazione del servizio che comprendeva anche quello del trasporto degli ospiti del “Sacro Cuore”. Il disagio l’hanno provato le stesse ragazze disabili e soprattutto le rispettive famiglie che non hanno il tempo ed il modo per organizzarsi diversamente. Ma perché l’interruzione del servizio di assistenza alle ragazze portatrici di difficoltà motorie e psichiche? L’indiscrezione sarebbe fondata: l’istituto religioso di San Giulio avrebbe avviato un processo di trasformazione in una residenza sanitaria per anziani con tanto di autorizzazione della Regione Lazio. Il problema è socialmente serio e i genitori delle ragazze sinora ospiti del “Sacro Cuore” hanno chiesto in una lettera l’intervento dello stato istituto di San Giulio, del sindaco di Formia Gianluca Taddeo e della dirigente del settore Servizi sociali del Comune. Quella che si sta consumando – a dire dell’ex sindaco di Formia e attuale capogruppo della lista “Un’altra città-M5S”, Paola Villa – “è una tragedia nuda e cruda”. Presso l’istituto di San Giulio sono rimaste “soltanto” le ragazze senza famiglia, quelle che non hanno alcuna alternativa abitativa e per la professoressa Villa si “sta ripetendo una tragedia già vista agli inizi del 2025 con la chiusura dei centri diurni per disabili gestiti dalle cooperative Herasmus e Aquilone. Si decise di interrompere l’erogazione dei fondi pubblici alle due strutture accreditate, paventando anche irregolarità finanziarie, di cui più volte abbiamo chiesto traccia, ma ad oggi niente ci è stato comunicato e tutto – osserva Paola Villa – è stato fatto cadere nel dimenticatoio…tranne le famiglie degli adulti con disabilità che restano da soli con la loro tragedia nuda e cruda da affrontare”.

L’Amministrazione Taddeo rassicurò l’opinione pubblica che “avrebbe aperto di lì a breve ( la data era il 1 marzo 2025!) un centro diurno comunale per disabili. Fu individuata anche la struttura, la Casa Giusta di Acquatraversa…ma… Ad oggi…a parte qualche finanziamento pubblico per comprare mobili e suppellettili…non se ne vede traccia”. L’ex sindaco di Formia fa ora una rivelazione: “Proprio per aver sollevato l’incresciosa questione dei centri diurni per disabili e per aver reso pubbliche le dichiarazioni dell’allora dirigente del settore, la dottoressa Livornese, che a chiare lettere giudicava non corretta la scelta della giunta di Formia, l’Amministrazione Taddeo – Cardillo Cupo mi minacciò di querela, dando, con una delibera di giunta, incarico ad un avvocato per capirne e perseguire gli eventuali profili giuridici contro la sottoscritta”. Nel frattempo alcune di quelle ragazze con disabilità che avevano trovato rifugio nell’ istituto “Sacro Cuore” agli inizi di gennaio “sono state sfrattate insieme ad altre che da anni sono ospiti diurne nell’istituto, famoso per la sua serietà e professionalità – ha aggiunto Villa – Una seconda tragedia nuda e cruda si abbatte su delle famiglie già provate da burocrazia, storture del sistema e spallucce del politico di turno. E in questo marasma di scarica barile, dove il pubblico e il privato non si accordano per una soluzione giusta e condivisa, dove la commissione consiliare servizi sociali del comune di Formia è completamente scomparsa dai radar, dove si attende dal 1 marzo 2025 l’apertura del Centro diurno per disabili comunale ( probabilmente lo inaugureranno sotto le elezioni, così che gli elettori non dimentichino), dove 19 famiglie stanno vivendo la loro tragedia, una tragedia nuda e cruda – conclude Villa – si sta consumando senza alcun conforto… perché oggi non è più Natale…non è più il momento di essere più buoni”.