Sistema Ponza, contestata la costituzione di parte civile del comune

PONZA – E’ finita sotto la lente d’ingrandimento della difesa dei 17 indagati (tra ex amministratori, tecnici e funzionari del comune di Ponza e imprenditori) sui quali pende una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Cassino la delibera della Giunta municipale di Ponza con cui l’amministrazione Ambrosino ha deciso di nominare un legale per costituirsi parte civile. “E’un provvedimento tardivo perché assunto oltre i limiti di legge” – è il pensiero del nutrito collegio difensivo formato, tra gli altri, dagli avvocati Pasquale Di Gabriele, Antonio Zecca, Domenico Bianchi, Gianpiero Antonini, Gennaro Lettieri, Riccardo Amedei, Vincenzo Macari, Liberio Cataliotti, Ciro Palumbo, Andrea Nicolangelo Romano, Massimo Ferrandino, Alessandro Parisella e Francesco Pietricola. Hanno chiesto di avere visione dell’atto deliberativo pubblicato nella giornata di mercoledì con cui la Giunta municipale ha nominato un importante legale penalista, l’ex sindaco di Frosinone e ora deputato della Lega Nicola Ottaviani. “Siamo convinti, dopo una breve consultazione, di aver assunto una delibera correttamente – ha commentato il sindaco di Ponza Ambrosino – anche perché della conclusione delle indagini prima e dell’inizio dell’udienza preliminare siamo venuti a conoscenza solo da voi giornalisti”.

La prossima udienza davanti il Gup del Tribunale di Cassino Santoni del 13 febbraio si preannuncia calda così come sono “roventi” i capi d’imputazione che, redatti dall’ex sostituto procuratore Eugenio Rubolino, sono perorati ora dalla dottoressa Maria Carmen Fusco, il magistrato che, chiedendo il processo, ha ipotizzato l’esistenza di un “Sistema Ponza” di cui avrebbero fatto parte, tra il 2019 e l’anno successivo, alcuni rappresentanti dell’allora amministrazione guidata dall’ex sindaco Franco Ferraiuolo. Oltre per l’ex primo cittadino la Procura di Cassino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex vicesindaco Eva La Torraca, per gli ex assessore Fabio Aversano e Giuseppe Mazzella e per l’ex segretario generale del Comune, Raffaele Alloca.

Molte ipotesi di reato sono a rischio di prescrizione ma l’inchiesta, chiusa tre anni fa, ruota soprattutto sull’esito, svolto nel 2020, di un concorso pubblico presso la locale Polizia Locale, prova che avrebbe visto affermare una candidata che, familiare di un assessore all’epoca in carica, fu recuperata grazie alla sua posizione utile in graduatoria spostando un vigile già in servizio presso un altro ufficio del comune isolano. La Procura ipotizza, tra gli altri, reati come l’abrogato abuso d’ufficio, l’omessa denuncia, il falso in atto pubblico, la frode nelle pubbliche forniture, la turbata libertà degli incanti per vicende che riguardano l’emissione di dubbi certificati medici falsi, la non corretta composizione della Giunta chiamata a deliberare (l’accusa parla della mancanza finanche del numero legale), l’approvazione da parte della Giunta per la riqualificazione energetica, la nomina di un avvocato per difendere il Comune davanti al Consiglio di Stato. Sono state calendarizzate un’altra udienza – il 13 febbraio- mentre la sentenza dovrebbe esserci il 1 aprile prossimo.