Erasmo Treglia, il tributo degli amici ed il suo impegno sociale

FORMIA – L’intera comunità di Maranola (e non solo) lunedì pomeriggio, alle 15.30, si fermerà per tributare l’estremo saluto all’etnomusicologo, musicista e ricercatore Erasmo Treglia, scomparso sabato a soli 65 dopo una lunga ma vana lotta contro un male incurabile. La Chiesa dell’Annunziata si rivelerà troppo piccola per ospitare familiari, amici e conoscenti in occasione dei funerali di Treglia che, a ragione, è considerato, insieme ed inseparabile amico Ambrogio Sparagna, uno degli interpreti più raffinati della nuova musica popolare italiana. La scomparsa di Treglia in un sol colpo ha impoverito la già precaria offerta culturale della città che, a ragione, gli voleva bene a prescindere che fosse il “papà” artistico del quasi trentennale festival de La Zampogna, la fedele e rassicurante spalla di Ambrogio Sparagna, l’inventore dello straordinario progetto e gruppo degli “Acquaragia drom”, il fondatore della casa discografica “Finisterre”, colonna portante – grazie alla sua amatissima ghironda e al violino – dell’Orchesta popolare italiana che ha trovato casa da anni presso l’Auditorium Parco della Musica-Ennio Moricone di Roma contribuendo a portare avanti un’intensa e sempre più attività concertistica ma anche di ricerca. Erasmo Treglia, componente del network delle orchestre di musiche popolari italiane, di cui era presidente e vice nel network europeo, è considerato anche oggi uno dei principali studiosi italiani delle tradizioni musicali dell’Est e dei repertori del nomadismo nel nostro paese e nell’area mediterranea.

Nonostante la sua cinquantennale e poliedrica attività artistica, Treglia era rimasto legato, come Sparagna, alla sua Maranola per la quale era orgogliosamente fiero di promuovere il suo dna: insieme per restare uniti. I funerali di lunedì pomeriggio di Erasmo Treglia – che lascia l’anziana madre, la sorella consigliera Lucia, l’adorata moglie Clara ed il figlio Giordano – sono stati accompagnati da una pioggia di commenti. Per ’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo quella di Treglia è “una perdita vera perché Erasmo è stato un ricercatore e un musicista straordinario !”. L’ex assessore alla cultura e vice sindaco di Formia Marita Rita ha ricordato Erasmo con gli occhi gonfi di lacrime: “Siamo tutti costernati. Erasmo era una bella persona, un artista vero eppure mai presuntuoso. Ho condiviso con lui progetti e idee.. sempre disponibile , professionale , collaborativo, serio … un amico … mancherà … lascia un vuoto profondo”.

Erasmo Treglia

Un personaggio importante e storico della sinistra formiana, il dottor Francesco Carta gli ha dedicato un canto di montagna di Bepi de Marzi che chissà quante volte Treglia ha suonato. Ma con un aneddoto personale: “Nel settembre 2024, anno terribile per gli incendi sulle nostre montagne, mi chiamò Vincenzo De Meo (l’indimenticato e primo presidente del Parco regionale dei Monti Aurunci) che aveva saputo di una nostra conferenza. Mi voleva parlare. C’era stato un ultimo incendio giunto a lambire il rifugio di Pornito, sul Redentore. Venne poi Erasmo Treglia. Aveva parlato con Vincenzo di un’idea per frenare quello scempio: fare dei manifesti con le foto degli incendi e un breve scritto per sollecitare tutti a vigilare, chi appiccava il fuoco si sarebbe sentito controllato. Gli dissi che ne avrei parlato con gli amici, tra i quali anche qualche allevatore. Non l’ho più visto se non una mattina in ospedale. Malgrado i suoi problemi, mi sorrise e fu molto cordiale. Ora non posso far altro che dedicargli un canto di montagna dal titolo “Signore delle cime”: ‘Dio del cielo, Signore delle cime un nostro amico hai chiesto alla montagna ma ti preghiamo, ma ti preghiamo, su nel paradiso, su nel paradiso, lascialo andare per le tue montagne. Santa Maria Signora della neve, copri col bianco soffice mantello, il nostro amico, il nostro fratello, su nel paradiso, su nel paradiso, lascialo andare per le tue montagne…’”

C’è un lato meno conosciuto di Erasmo Treglia, riguarda il suo impegno sociale. Ne dà atto una nota della Croce Rossa del Sudpontino, con la quale ha collaborato. “Salutiamo un amico che non ha esitato a mettere  a servizio della nostra missione la sua competenza e la sua professionalità. Erasmo Treglia ha fatto delle sua generosità un dono vivo, attraverso una indimenticabile serata di beneficenza organizzata presso il Teatro Romano di Minturno insieme all’inseparabile maestro ed amico Ambrogio Sparagna”.

Occasione è stata l’organizzazione di un bellissimo concerto per la raccolta fondi a favore del Comitato Cri Sud Pontino nel 2024, nel centosessantesimo anniversario della fondazione di Croce Rossa. “Con il “Concerto per la pace ed il ricordo” abbiamo ribadito che “i nostri cuori uniti sono più forti della guerra” e che non è possibile in alcun modo derogare ai principi di pace, umanità e dignità umana. Lo ringraziamo perché ci ha insegnato che l’arte e la vita non sono due entità separate, che il palco e la quotidianità debbono abbracciarsi. I generi musicali che lo hanno reso noto al grande pubblico, etichettati, forse riduttivamente come musica popolare, nascondevano una nobiltà d’animo che, siamo sicuri, rimarrà di esempio. Alla sua sua famiglia – conclude  il Comitato – vadano i nostri ringraziamenti commossi per il tempo dedicato a noi ed alle persone di cui siamo voce”.
Il presidente di Cri Sud Pontino Alessandro Sparagna ha disposto la partecipazione alle esequie di una rappresentanza ufficiale del Comitato.

Saverio Forte

Antonio Gioia