PONZA – I destinatari della protesta sono diversi ed importanti, i Ministri del trasporti e del mare, Matteo Salvini e Nello Musumeci ma anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore ed il direttore del settore Trasporti della stessa Regione, Fabrizio Ghera e Amadio Lancia, il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella ed il presidente dell’associazione che raggruppa le isole minori, Sergio Ortelli. E poi il Presidente della Laziomar Emanuele D’ Abundo, il comandante della Capitaneria di Gaeta Felice Monetti e quello della Guardia Costiera di Ponza, Dario Nicosia. Che il vaso della pazienza sui continui disservizi e sull’inadeguatezza dei mezzi impiegati nei collegamenti marittimi con le isole di Ponza e Ventotene sia tracimato da tempo il sindaco della principale isola pontina, Franco Ambrosino, l’ha platealmente esternato in una durissima lettera in cui mette, senza peli sulla lingua, sul banco degli imputati la società, la Laziomar, che in regime di proroga gestisce i collegamenti tra le due isole pontine ed il porto di Molo Azzurra di Formia. Da tempo utenti e residenti segnalano ritardi cronici, cancellazioni improvvise e l’impiego di mezzi obsoleti, frequentemente soggetti a guasti e non rispondenti agli standard minimi di sicurezza, accessibilità per disabili e anziani, e comfort previsti dal contratto ponte attualmente in vigore. Per il sindaco leghista di Ponza questi disservizi “compromettono la continuità territoriale, arrecano danni economici e personali a chi utilizza il servizio per motivi di lavoro, salute o studio e minano la fiducia nei confronti di un servizio pubblico essenziale”. Ponza dispone quotidianamente di soli due collegamenti navali e uno di aliscafo, per un totale di tre corse in 24 ore: “Ciò rende ogni cancellazione estremamente difficile da gestire, traducendosi spesso in rinvii o annullamenti di appuntamenti inderogabili”. Da mesi, inoltre, il Tourist Ferry Boat, destinato al trasporto merci e che impiega – lo evidenzia Ambrosino – oltre 4 ore per collegare Formia a Ponza, è fermo in cantiere e le tre corse settimanali per il trasporto di gas e liquidi infiammabili – previste contrattualmente – risultano completamente assenti. “Per sopperire a questa gravissima mancanza si ricorre a collegamenti estemporanei, effettuati finora solo due volte in due mesi e senza alcuna comunicazione adeguata né congruo preavviso”. Le conseguenze sono pesantissime: scarsità di carburante, insufficienza di gas per il riscaldamento e una situazione complessiva di forte disagio per la popolazione, in pieno periodo invernale. Non meno critica è la situazione relativa all’aliscafo Rigel. Accolto con favore al suo arrivo sulla tratta Ponza–Formia circa sei mesi fa, “si è rivelato un mezzo estremamente inaffidabile – aggiunge il sindaco della principale isola pontina – Continue rotture, ripetuti interventi cantieristici e un ulteriore fermo in corso. La sua sostituzione con un catamarano leggero, più adatto ai collegamenti estivi e di breve durata, rappresenta un ulteriore peggioramento del servizio, costringendo i passeggeri a viaggi disagevoli e potenzialmente insicuri su tratte di due ore”. Non a caso l’unità (U/V Nettuno Jet) è stata soprannominata “Aids”, perché “se lo conosci lo eviti”. L’alternativa, quando disponibile, è la motomave Quirino, “un mezzo quasi cinquantenario la cui manutenzione appare quantomeno discutibile: assenza di elica di prua, difficoltà di manovra con vento di levante, servizi di bordo carenti (assenza di bar, ascensore non regolarmente funzionante, solo due bagni agibili) e una velocità di appena 13 nodi, che comporta oltre tre ore di navigazione — un tempo di percorrenza peggiore rispetto ai piroscafi Span e Caremar di oltre mezzo secolo fa. L’unica unità che garantisce un “servizio discretamente affidabile” – aggiunge Ambrosino- è il traghetto Don Francesco, che presenta tuttavia limitazioni di accesso e ingombro del garage, con conseguente impossibilità di imbarcare automezzi di dimensioni maggiori e, talvolta, approvvigionamenti necessari all’isola. Insomma il quadro che tratteggia il sindaco Ambrosino – è “quello di un evidente, innegabile e ormai intollerabile decadimento del servizio.
Il sindaco (rassegnato) di Ponza arriva ad assecondare l’aspetto della sicurezza ma confida che le autorità competenti “svolgano i necessari controlli a tutela dell’incolumità dei passeggeri, prevenendo possibili eventi gravi e irreparabili”. Sono una legnate sui denti per i vertici della Laziomar quando Ambrosino nella lettera ai Ministri Salvini e Musumeci definisce “inaccettabile” che nel 2026 un territorio insulare, “al quale una recente modifica costituzionale avrebbe dovuto garantire la riduzione degli svantaggi derivanti dall’insularità”, debba invece subirne un aggravamento causato da una gestione orientata più al profitto che alla tutela dei cittadini e perfino degli stessi lavoratori della compagnia. E di qualche settimana fa la notizia, poi, che gli stessi sindacati dei marittimi abbiano denunciato condizioni di lavoro non dignitose e mancati adeguamenti salariali. Di recente un intergruppo parlamentare ha presentato un’interrogazione “affinché la questione sia sottoposta all’attenzione dei Ministri competenti”, che sono gli stessi a cui scrive Ambrosino, Matteo Salvini e Nello Musumeci. Il servizio viene prestato e finanziato dalla Regione Lazio e da,l Ministero dei Trasporti per garantire la troppo reclamizzata “continuità territoriale” ma la “dignità e sicurezza dei cittadini non possono essere sacrificate a logiche di profitto”. Il comune di Ponza cosa chiede? Innanzitutto l’apertura urgente di un tavolo di confronto volto ad affrontare “la necessità, non più rinviabile, di assicurare un servizio dignitoso e adeguato alle esigenze degli isolani” con particolare riferimento allo svecchiamento della flotta attualmente in uso, ad un impiego di mezzi idonei alla tratta, evitando viaggi disagevoli e potenzialmente insicuri; al miglioramento della manutenzione ordinaria e straordinaria delle unità, a garantire una regolarità e puntualità delle corse, ad una tutela delle condizioni di viaggio dignitose e sicure per tutti i passeggeri e, infine, al riconoscimento dei diritti dei marittimi impiegati sulle linee. Ed il sindaco lancia un vero e proprio ultimatum a Governo e Regione: “Qualora non venissero adottati provvedimenti concreti e tempestivi, ci riserviamo di intraprendere ulteriori azioni pubbliche e legali a tutela dei diritti dei cittadini e della qualità dei servizi di trasporto” – ha concluso un arrabbiato sindaco di Ponza.