Piazzale ex stazione di Gaeta, convocazione conferenza “non conforme allo statuto comunale”

GAETA, Piazzale ex Stazione – La maggioranza Leccese rispetti le prescrizioni contenute nell’articolo 12 dello Statuto del comune di Gaeta e nel Tuel: la proposta di delibera di iniziativa popolare per il passaggio nel patrimonio immobiliare del Comune del piazzale dell’ex stazione ferroviaria deve essere esaminata con un voto, sia esso favorevole o negativo, nel primo consiglio comunale utile. Non utilizzano mezzi termini il capogruppo Dem Emiliano Scinicariello ed il consigliere Franco De Angelis che lunedì con una Pec inviata ai vertici dell’amministrazione comunale di inserire “nel primo consiglio comunale utile” – già calendarizzato per il 23 febbraio – l’esame e l’eventuale approvazione della proposta di delibera di iniziativa popolare presentata lo scorso 21 novembre. La lettera non è stata sottoscritta dalla terza rappresentante della minoranza Sabina Mitrano, travolta dalle polemiche per non aver impedito nella conferenza dei capigruppo del 12 febbraio (“quando sono arrivata il comune la naggioranza aveva già deciso”) l’inserimento del punto nell’odg del consiglio del 23. I colleghi Scinicariello e De Angelis tengono invece a specificare la proposta di delibera di iniziativa popolare, prevista dall’articolo 12 dello Statuto e dal Tuel, sia stata sottoscritta da oltre un migliaio di cittadini – cinque volte di più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente – e sia stata presentata il 21 novembre scorso. Ecco il passaggio politicamente più significativo indirizzato al presidente del consiglio comunale Gennaro Dies:“Riteniamo non sia più il tempo dell’ambiguità, dei giochi di prestigio, dei goffi tentativi di differimento sul tema dell’area “ex stazione” – hanno tuonato i due consiglieri del Pd – I termini previsti dall’articolo 12 dello Statuto comunale sono ampiamente decorsi, la proposta di delibera è corredata dei pareri necessari, avendo dunque terminato il suo iter amministrativo. La stessa segretaria Generale l’ha ritenuta ammissibile, non c’è altro passaggio da effettuare”. Insomma – a dire di Scinicariello e De Angelis – lo Statuto del Comune di Gaeta non prevede altro che mettere all’odg quella proposta di delibera nel primo Consiglio Comunale utile. E chi deve farlo, senza ulteriori indugi, è il Presidente del Consiglio Gennaro Dies. Il presidente d’aula ha ritenuto di convocare nuovamente alle 10 di martedì 17 febbraio, “e non si sa per quale bizzarro motivo”, il Comitato Spontaneo promotore della proposta.

L’invito è stato esteso anche ai consiglieri comunale ma Scinicariello e De Angelis non andranno “poiché la procedura che si sta seguendo non è conforme allo statuto comunale”. Al contrario il presidente Damiano Di Ciaccio e una rappresentanza del comitato hanno fatto sapere, invece, che risponderanno alla convocazione di Dies. Scinicariello e De Angelis nella Pec hanno fatto sapere di sentire odore di bruciato: “Questa trovata sembra un modo per differire ciò che per previsione statutaria differibile non è, magari con artifici di modifiche al testo o qualcosa di analogo. Oppure un modo per prender tempo di fronte a problemi di maggioranza che dall’interno non si riescono a risolvere, ma magari un consiglio “esterno” potrebbe… Solo il presidente del consiglio Dies “deve (o dovrebbe, in realtà) tutelare e rappresentare tutto il Consiglio Comunale e non solo la maggioranza, oltre che tutelare e rispettare – lui per primo – lo Statuto e il Regolamento del Comune di Gaeta”. Insomma la proposta di iniziativa popolare per l’acquisizione del piazzale dell’ex stazione, “tanto la parte pubblica quanto quella diventata nel frattempo privata”, non ha alternativa: deve essere approvata o bocciata. Scinicariello e De Angelis definiscono “inutile e pretestuosa” ogni nuova interlocuzione con un comitato “che ha espresso una volontà in modo chiaro, oltre che inappuntabile sotto il profilo formale. Solo se l’argomento sarà nel prossimo consiglio comunale -hanno concluso Scinicariello e De Angelis – Capiremo chi ama e rispetta Gaeta e chi no”. E non è una cosa di poco conto