GAETA, porto – Non è bastata un’interrogazione parlamentare della deputata del Movimento Cinque Stelle Ilaria Fontana. La gestione monopolistica all’interno del porto commerciale di Gaeta prosegue senza sosta, nonostante diverse lettere inviate al neo presidente dell’Autorità di sistema del Mar Tirreno centro settentrionale Raffaele Latrofa chiedessero di verificare la possibilità di sospendere la richiesta di una nuova concessione. A dirlo e a denunciarlo è Simone Avico del Movimento Cinque Stelle di Gaeta che ha di nuovo avanzato delle riserve sulla richiesta di concessione presentata dalla società Interminal. Nonostante la questione fosse finita in Parlamento e “davanti al silenzio verso qualsiasi chiarimento è stato pubblicato sul sito dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta – rivela Avico – un procedimento per rilasciare una concessione a due imprese, di cui una proprio a favore dell’Interminal”. Si tratta di una gestione delle aree da parte dell’ Adsp che – osserva il dirigente pentastellato – “rischia definitivamente di non garantire più equità e proporzionalità nei confronti delle altre imprese operanti nel Porto di Gaeta. Interminal, parte di intergroup, otterrebbe così gli spazi compresi e similmente gli stessi precedentemente richiesti, e su cui ci siamo esposti contrariamente. Se il progetto dovesse concludersi positivamente il rischio di una deriva monopolistica a favore della società Interminal si concretizzerebbe definitivamente poiché tutte le aree strategiche di stoccaggio comprese nel Piazzale Regina Maria Sofia, zona adiacente all’unica banchina adibita esclusivamente al traffico commerciale, la Cicconardi, sarebbero destinate ad un’unica impresa, tra l’altro già fortemente predominante in porto, anche grazie soprattutto ai traffici di petcoke e rifiuti”.
Il progetto è stato inoltrato anche all’attenzione del sindaco di Gaeta Cristian Leccese e gli interrogativi che gli pone Avico sono intricanti: “Cosa ne pensa il Sindaco Leccese sull’installazione di silos alti 16 metri e del mega capannone di oltre 14mila metri quadrati al di fuori di qualsiasi standard rispetto agli altri porti italiani, all’ingresso della città? E come giustificherebbe la decisione di condividere un progetto che molto probabilmente butterà fuori dall’attività del porto di Gaeta le altre imprese che movimentano esclusivamente merce pulita favorendo così chi, invece, è risaputo tratta quasi esclusivamente enormi quantitativi di rifiuti e di merce alla rinfusa, in alcuni casi persino tossica, come il petcoke? Proprio Cristian Leccese un tempo parte del comitato contro le polveri sottili nel quartiere La Piaja e oggi promotore di Gaeta Capitale del Mare accetterà un “ecomostro” e quanto già sottolineato? Se qualsiasi credibilità verso l’Adsp è quasi nulla alla luce del silenzio nei nostri confronti e verso quanti hanno chiesto chiarezza si aggiunge oggi la preoccupazione – conclude un preoccupato Avico – per quale atteggiamento assumerà il Sindaco Leccese. Noi continueremo a fare la nostra parte per garantire un presente e un futuro al Porto di Gaeta certamente diverso da quello che immagina l’Autorità Portuale nostrana”.