Non ha tradito venerdì le aspettative della vigilia il consiglio comunale di Terracina, la prima vera seduta operativa dopo la laboriosa e non facile fase che ha partorito la seconda Giunta Giannetti. Grazie ad una mozione sottoscritta da centinaia di cittadini si è saldata l’alleanza, al momento amministrativo tra qualche mese elettorale, tra Forza Italia e Progetto Terracina, il cui attivo capogruppo consiliare Alessandro Di Tommaso è per il coordinatore regionale azzurro , il Senatore Claudio Fazzone, una pronta credibilità per essere una “credibile alternativa” al sindaco in carica Francesco Giannetti. E l’argomento clou della seduta ha cementato questa alleanza centrist contro la maggioranza Fratelli d’Italia, lista Giannetti e Lega. All’ordine del giorno figurava la mozione che, presentata dai consiglieri Valentina Olleia (Forza Italia), Alessandro Di Tommaso, Barbara Cerilli e Giuseppe Masci (Progetto Terracina) , sollecitava uno stop all’iter del concorso di idee bandito dalla deliberazione di Giunta numero 208 del 27 dicembre 2024 per la riqualificazione della città più importante di Terracina, piazza Mazzini. Inserito nel Documento Unico di Programmazione 2025–2027, il bilancio di previsione prevede per questo intervento pubblico la possibilità di ricorrere a un mutuo sino ad un milione mezzo di euro. Sono troppi per questi quattro consiglieri centristi che, insieme al Pd, Sinistra Italiana ed Europa Verde, costituiscono l’ossatura delle minoranze consiliari. La mozione di Forza Italia e del Progetto Terracina aveva fornito anche alla maggioranza Fdi-Lega e lista Giannetti un escomatage per uscire dall’”imbuto” in cui si era cacciata il 27 dicembre di due anni fa: la revoca in autotutela dell’atto di indirizzo, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge 241/1990. Questa revoca avrebbe permesso la sospensione dell’iter amministrativo conseguente e la destinazione prioritaria delle risorse agli interventi urgenti per il contrasto al rischio idrogeologico, la messa in sicurezza del territorio e la manutenzione urbana. Per Forza Italia e Progetto Terracina la maggioranza Giannetti ha peccato di “timidezza ma anche di presunzione. Piuttosto che pensare al nuovo look di Piazza Mazzini avrebbe dovuto “fermarsi” per “garantire coerenza e tutela dell’interesse generale”. Tradotto: una diversa gerarchia di priorità.
“Per noi, prima vengono la sicurezza del territorio, la tutela delle attività economiche, la manutenzione e la stabilità del suolo – hanno spiegato in aula Olleia, Di Tommaso, Cerilli e Masci – La nostra non è una contrapposizione ideologica. È una diversa idea di responsabilità amministrativa. Iscrivere in programmazione un possibile mutuo da un milione e mezzo euro significa indicare una scelta politica chiara. Ogni scelta che comporti potenziale indebitamento deve essere valutata con prudenza, soprattutto in una città che convive con criticità strutturali ancora irrisolte.
Il sindaco Giannetti ha difeso a denti stretti l’opzione del concorso di idee: “Per Piazza Mazzini abbiamo proposto un concorso di idee, perché volevamo che tutta la Città avesse la possibilità di esprimersi. Non credo ci sia nulla di più democratico, la politica non ha dato un incarico a qualche progettista per poter procedere poi alla realizzazione di un’opera senza mettere tutti in grado di poter partecipare”. A dire del primo cittadino “Piazza Mazzini oggi non è una piazza, ma una grande strada con due parcheggi e due aiuole, e nascosto in una di queste aiuole, e dalla possibile vista, il monumento a Giuseppe Mazzini, che sicuramente non ha mai avuto e non ha oggi il giusto riconoscimento. Mi piacerebbe farvi riflettere anche sul fatto che non abbiamo piazze a Terracina, escludendo ovviamente il nostro straordinario centro storico alto. Abbiamo solo piazza Garibaldi. Perché Piazza della Repubblica in realtà è una fontana, una rotatoria, due parcheggi e dehors. Piazza Buozzi e piazza Quattro Lampioni, allo stesso modo, non sono piazze ma sono quelli che in architettura si definiscono ‘non luoghi’, che non hanno un’identità. Luoghi di transito, di snodo di scambio che non creano aggregazione sociale. Credo fermamente che abbiamo bisogno di piazze perché abbiamo bisogno di confronto: la sua mancanza porta a una mancanza di crescita. È una priorità sociale”. Giannetti ha definito, per esempio, “una priorità assoluta” quella di dotare la Città di una bella piazza che può anche collegare l’area Chezzi e il Parco del Montuno. Contiamo di riqualificare l’area di Via Derna, che pensiamo debba diventare un ulteriore luogo di aggregazione, di provvedere al restyling del Waterfront del lungomare, che deve essere assolutamente valorizzato, come il mercato delle Arene che vogliamo diventi una casa della Cultura.”. Giannetti è stato sarcasticamente polemico e chiaro quando ha detto che piazza Mazzini non dovrà “ospitare i concerti di Springsteen o Madonna perechè pensiamo ad altri luoghi per i grandi eventi come l’area Stella Polare o il Molo. Ci piace pensare a Piazza Mazzini come un luogo di aggregazione, di cultura e di confronto”. Giannetti l’ha definita priorità sociale: “Guardo alle Città vicine, come Gaeta e Fondi, con gli interventi coraggiosi realizzati che hanno suscitato polemiche iniziali ma hanno portato a grandi risultati. Quella su piazza Mazzini appare piuttosto come una speculazione politica, e mi dispiace perché sui temi che puntano alla crescita della Città dovrebbe esserci una condivisione. Per quanto infine riguarda il milione e mezzo di euro, è un tetto di spesa che abbiamo dovuto fissare trattandosi di un concorso di idee, ma cifre e modalità di copertura per ora sono solo ipotesi. Al di là delle somme che potranno essere investite o meno, quello che è nostro interesse come Amministrazione è indicare una direzione che possa portarci a rendere bellissima Piazza Mazzini, che è un patrimonio di Terracina” ha concluso Giannetti.
La controreplica è toccata al capogruppo di Progetto Terracina Alessandro Di Tommaso: “Non stiamo parlando di essere contro una piazza più bella. Stiamo parlando di capire cosa viene prima. Quando una città ha bisogno di sicurezza, manutenzione e tutela del territorio, ogni euro deve avere una priorità chiara. Piazza Mazzini è il cuore economico e identitario di Terracina. Le scelte che la riguardano devono nascere da una visione seria e condivisa, non da un automatismo amministrativo”. La mozione alla fine è stata bocciata dalla maggioranza Giannetti, nonostante le centinaia di firme che l’hanno accompagnata.
“Rappresentano – hanno concluso polemizzando Olleia, Di Tommaso, Cerilli e Masci – un atto politico trasparente: sostenere una mozione fondata su atti ufficiali e su una valutazione concreta delle priorità. Il confronto che si è il segno di una città viva che discute sul proprio futuro. La nostra linea è netta: prima la sicurezza, prima la tutela del territorio, prima gli interventi realmente urgenti. Le scelte strutturali devono seguire questa gerarchia”.
INFANZIA E ADOLESCENZA, APPROVATO IL REGOLAMENTO
Il consiglio ha mostrato, invece, un’unanimità d’intenti quando si è trattato di approvare, dopo il nulla osta concesso dalle commissioni competenti, il regolamento per la Disciplina del Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza.
Il comune ha istituzionalizzato la figura del garante – ha spiegato il neo assessore alle politiche sociali, la leghista Nicoletta Rossi – che si propone come luogo neutro di ascolto con l’obiettivo di facilitare i rapporti tra i soggetti che a qualsiasi titolo si occupano di tematiche inerenti all’infanzia e all’adolescenza, e luogo di elaborazione e produzione di pensiero condiviso. Sarà compito del Garante, inoltre, segnalare all’Autorità Giudiziaria le situazioni di presunta violazione dei diritti e qualsiasi forma di discriminazione dei minori che necessitano di un approfondimento, come anche segnalare ogni forma di discriminazione tra i minori e verificare, tramite la collaborazione con le istituzioni preposte, che ai minori vangano garantite pari opportunità nell’accesso ai diritti senza alcuna distinzione”.
Se l’ncarico ha un carattere gratuito e la funzione è svolta a titolo onorario, il risultato scaturisce da un’iniziativa presentata il 15 ottobre scorso dal gruppo consiliare del Partito Democratico
L’ha sottolineato nel suo intervento il capogruppo Dem Pierpaolo Chiumera:” Si è arrivati all’approvazione con ritardo, è vero, e il tempo perso non va minimizzato. Ma oggi Terracina dispone finalmente di uno strumento fondamentale di tutela, ascolto e prevenzione per i diritti dei bambini e degli adolescenti. Siamo consapevoli che questa istituzione rappresenta una goccia in un mare complesso, quello della questione giovanile”.
Che questo regolamento sia un punto di partenza e non di arrivo l’ha aggiunto Chiumera che ha auspicato un “salto di qualità”.
Come? Mettendo in rete scuole, associazioni sportive, istituzioni e servizi sociali; creando l’Osservatorio giovanile; avviando progetti strutturati che colleghino i referenti antibullismo degli istituti scolastici con i safeguarding delle associazioni sportive ed intercettando in tempo fragilità, segnali di disagio, situazioni di rischio. Per Chiumera “i recenti episodi di violenza, bullismo e abusi sessuali non possono essere letti come fatti isolati. Sono spesso solo la parte visibile di un disagio sommerso che attraversa la città e che richiede risposte rapide, coordinate e condivise”. Insomma c’è a Terracina una questione giovanile che “deve diventare una priorità permanente dell’azione amministrativa, non un tema da affrontare solo sull’onda dell’emergenza.
La figura del garante rischia, a volte, di rimanere una figura simbolica ma deve diventare “un motore reale di politiche per l’infanzia e l’adolescenza, capace di incidere concretamente nella vita dei nostri ragazzi e delle loro famiglie. Terracina non può più permettersi di arrivare tardi – ha concluso il capogruppo Chiumera – Sui giovani, intervenire in tempo è l’unica scelta possibile”.
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