FORMIA, Elezioni comunali 2027 – Prove tecniche di alleanza da contrapporre all’attuale maggioranza di centro-destra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e liste civiche) che sostiene il sindaco di Formia Gianluca Taddeo alle amministrative (posticipate) della primavera 2027. Le ha promosse ed intensificate negli ultimi giorni il coordinamento comunale della Lega che, almeno in chiave formiana, non ha alcuna intenzione di tornare nell’ovile del centro destra formiano che si è presentato unito l’ultima volta al proprio elettorato 8 anni fa, alle amministrative del 2018 che vinse la professoressa Paola Villa ai danni dell’avvocato Pasquale Cardillo Cupo. L’ultima volta che l’unità premiò il centro destra formiano risale addirittura al 2008 quando a prevalere, dopo sua parentesi parlamentare, fu il compianto Michele Forte. E tre “allievi” del Senatore di Maranola , l’ex candidato a sindaco Amato La Mura, il capogruppo consiliare Antonio Di Rocco ed il consigliere comunale e provinciale della Lega Nicola Riccardelli sono tornati a riproporre, “naturalmente con i dovuti accorgimenti e migliorie”, la coalizione trasversale che contese l’elezione a sindaco del forzista Taddeo nell’ottobre 2021.
L’hanno fatto continuando – pare che un tavolo si sia insediato prima delle ultime festività Natalizie- un’interlocuzione, politica e personale, con l’imprenditore della sanità privata Maurizio Costa che fece parte dello schieramento che non permise per soli 38 voti , al termine del ballottaggio del 17 e 18 ottobre 2021, all’infettivologo La Mura di primeggiare contro Taddeo. Costa si è detto pronto a riproporre, migliorandola, quell’inedita alleanza elettorale di cinque anni fa condividendo con i due esponenti della Lega- che in consiglio sono espressione di una lista civica, “Prima Formia” – la necessità di potenziarla con tutte le forze politiche e civiche presenti in consiglio e non solo. Questo è stato definito il primo puzzle che va inserito in un mosaico che ha un anno davanti per essere completato. Fermo restando che altre due opzioni di non secondaria importanza saranno la condivisione di una piattaforma programmatica e, naturalmente, di una comune candidatura a sindaco. L’incontro tenuto presso la clinica privata “Casa del Sole” ha rilanciato una necessità ma ha lanciato anche un monito: serve il partito Democratico, attraverso anche una sua struttura civica, per colmare quel gap che è costata al dottor La Mura la fascia tricolore da sindaco.
Il Pd cinque anni fa espresse una prova di testimonianza che, fine a se stessa, politicamente gli impedì, dopo le quattro vittorie elettorali di Sandro Bartolomeo, di tornare a guida il comune di Formia. Nel frattempo è cambiata la guida della segreteria, da Ottavia Raduazzo a Stefano Scipione, ma soprattutto sono mutati i rapporti di forza all’interno del gruppo consiliare. Nel 2021 gli oltre 3000 voti conquistati da Luca Magliozzi servirono davvero a poco: furono sufficienti soltanto per eleggere il candidato a sindaco Dem (poi diventato anche consigliere provinciale sotto l’ala protettiva del segretario provinciale Omar Sarubbo) e il primo della lista del Pd, il figlio d’arte Alessandro Carta. Che gli equilibri del 2021 all’interno del Pd siamo mutati lo conferma un dialogo, sulle principali questioni dell’agenda amministrativa, avviato tra Alessandro Carta e Imma Arnone che, eletta quale capogruppo della lista Guardare Oltre (era uno dei punti di forza della coalizione di Amato La Mura), ha ottenuto, tra non poche resistenze, l’iscrizione al Partito Democratico con l’adesione al gruppo consiliare. Carta junior ed Arnone da mesi sono sintetizzati sulla stessa frequenza politico elettorale e, cioè, che il Pd formiano debba scrollarsi di dosso quell’ortodossia che, ribaltando i termini del discorso, ha permesso a Forza Italia nel 2021 di conquistare per la prima volta il comune di Formia, il più importante del Golfo.
Che ci sia un abnorme lavorio da compiere l’hanno capito Costa, Riccardelli e La Mura anche perchè due terzi del gruppo consiliare è favorevole per verificare la riproposizione, migliorata naturalmente, della coalizione innovativa del 2021 mentre gli organismi interni Pd sono controllati, attraverso la segreteria dell’avvocato Stefano Scipione, dal capogruppo Luca Magliozzi che dice di provare l’orticaria quando deve colloquiare sul piano politico-elettorale con pezzi di centro destra. Il consigliere comunale e provinciale della Lega Riccardelli da anni rinfaccia a Magliozzi che “chi senza peccato scagli la prima pietra”. E perché lo dice? Mentre l’esponente leghista formiano – che per il suo equilibrio e moderazione potrebbe essere un nome da proporre quale candidato a sindaco – ha fatto parte della minoranza in provincia con Fratelli d’Italia dal 2024 in poi, Luca Magliozzi era diventato un fedelissimo del presidente e sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli che in via Costa era espressione di un’analoga coalizione trasversale formata dal Pd, dalle Civiche Pontine e, soprattutto, da Forza Italia.
Il sindaco di Formia Gianluca Taddeo – da quando trapela – teme che questo cantiere in fase di allestimento possa diventare un cartello elettorale nel momento in cui dovesse scendere ufficialmente in campo un suo ex amico e mentore, un altro Luca, l’avvocato Scipione. E’ lo stesso che lo scorso settembre, a sorpresa, era stato invitato, in qualità di presidente della nascente associazione culturale “Insieme per Formia”, a partecipare alla festa dell’Unità in un convegno sulle “principali problematiche” della città. E’Luca Scipione è un amico d’infanzia del capogruppo Dem Luca Magliozzi e amico dell’omonimo Stefano a cui è accomunato anche per la professione che svolge, quella di avvocato. Bisogna allargare questo campo, che è progressista sino ad un certo punto, e per motivo durante lo spoglio referendario di lunedì è balzata una notizia che non è stata smentita dall’entourage della Lega o, meglio, della lista civica “Prima Formia”. Il suo coordinatore comunale Vittorio Pecorino ha chiesto un incontro al suo omologo del Pd Stefano Scipione e ha sollecitato di tenerlo “prima possibile”, forse nella serata di giovedì. Insomma questa coalizione non vuole attendere il prossimo autunno per lanciare il guanto di sfida al sindaco Gianluca Taddeo che numericamente non ha (al momento) problemi di numeri ma di gestione dell’azione amministrativa sì: dal settore delle Opere Pubbliche alla governance della sua municipalizzata Futuro Rifiuti zero, dallo stato di agitazione dichiarato da due sindacati come la Cgil e la Uil alla necessità di chiedere i canteri aperti soltanto grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa di resilienza