FORMIA – Una delle eccellenze mondiale nel settore dell’oncologia medica ha tentato di salvare Enrica Bonaccorti, la conduttrice televisiva, paroliera e cantante che ha cessato di vivere nei giorni scorsi a soli 76 anni e di cui sono stati officiati i funerali sabato presso la chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma. Il formiamo Giampaolo Tortora è il direttore della divisione di Oncologia del policlinico “Agostino Gemelli” e in un racconto tanto struggente quanto delicato ha voluto ripercorrere le fasi finali e drammatiche dell’artista che ha lasciato un vuoto importante nella storia della televisione e della musica italiana. “Non c’era un’operazione che potesse salvarla – ha rivelato il dottor Tortora- Quando abbiamo diagnosticato il tumore a Enrica Bonaccorti, la malattia era già in uno stadio localmente avanzato e purtroppo non era possibile intervenire chirurgicamente. Nonostante questo, non ci siamo fermati. Abbiamo iniziato le migliori terapie disponibili, una combinazione di chemioterapia e radioterapia, con un obiettivo preciso: cercare di ridurre il tumore abbastanza da poter tentare, magari più avanti, un intervento – ha aggiunto – Era una speranza a cui ci siamo aggrappati. Abbiamo provato a far regredire la malattia per aprire quella possibilità, ma purtroppo non è stato possibile arrivarci. Nel corso del tempo sono sopraggiunte delle complicanze che hanno reso impossibile sia l’operazione sia altri trattamenti. Sono quei momenti in cui la medicina deve accettare i propri limiti, anche quando si vorrebbe continuare a combattere”. Tortora, oltre ad instaurare un rapporto medico professionale, è stato costretto a promuovere uno, speciale, di natura umana con l’illustre degente:”Quello che però non dimenticherò mai è – ha aggiunto – il modo in cui Enrica ha affrontato tutto questo. Era una donna di grande classe, con un’ironia riusciva a ridere, a scherzare, a trovare sempre una battuta. E forse è proprio questo motivo e, nonostante tutto, Enrica non ha mai perso la sua natura. Era una donna di grande classe, con una straordinaria ironia e un senso dell’umorismo che non l’ha mai abbandonata. Anche nei momenti più duri riusciva a sorridere, a scherzare, a trovare una battuta.Ed è questo che mi resta più impresso di lei: la forza di continuare a vivere con leggerezza e dignità, anche quando la vita ti mette davanti alla prova più difficile”- ha concluso il direttore dell’Oncologia al Gemelli di Roma, un medico di Formia che, a differenza di altri colleghi, meriterebbe altri tipi di riconoscimenti da parte del mondo istituzionale locale. E parafrasando un testo di Enrica Bonaccorti e reso celebre da Domenico Modugno”La lontananza sai, è come il vento. Spegne i fuochi piccoli Ma accende quelli grandi, quelli grandi”..