Primi commenti politici alla maratona consiliare di sabato al comune di Formia che ha cercato, ma con molta stanchezza e i silenzi imbarazzanti di gran parte della maggioranza di centro destra, di emulare quelle televisive elettorali del direttore del Tg di La 7 Enrico Mentana. Il momento più stancante dell’intera seduta c’è stato quando la presidente della commissione urbanistica, l’architetto Tania Forte, ha presentato un emendamento sulla delibera più “sensibile” dell’intera chilometrica agenda consiliare: la sanatoria di cinque appartamenti in via Giorgio La Pira in località Vindicio sono stati confiscati alla famiglia Bardellino. Sono emerse alcune difformità urbanistiche per la consegna degli immobili confiscati alla sezione operativa navale della Guardia di Finanza e alla Polizia e c’era da approvare una sorta di sanatoria che, in base ad una legge dello stato, legalizzerebbe una serie di analisi tecnico-amministrative, una su tutte la mancanza del permesso a costruire dello stabile nel 1974. La presidente Forte ha presentato un emendamento che ha colto di sorpresa la sua maggioranza: “Sinceramente l’abbiamo letto e riletto in continuazione – ha osservato Imma Arnone di Guardare Oltre – ma siamo risposti sorpresi per la forma e, come detto, per la sostanza. La presidente Forte le sue integrazioni, modifiche e tagli avrebbe potuto benissimo apportarli in commissione urbanistica e non riusciamo a capire come mai dal suo magico cappello a cilindro escono sortite che non hanno davvero un senso, se non quello di interrompere i lavori per quasi un’ora. L’architetto Forte ci ha voluto comunicare che esiste e pensa? Poteva farlo benissimo in commissione di cui è la presidente”. La proposta di delibera avanzata dal dirigente del settore urbanistica Pietro D’Orazio, dopo il pit stop provocato dall’architetto Forte, ha rischiato di essere approvata all’unanimità. Se è astenuta la sola capogruppo della lista “Un’altra città”, Paola Villa: “Temo che questa sanatoria prevista dalla legge possa estendersi ad altri appartamenti che, esistenti nello stesso stabile, sono sprovvisti del permesso a costruire e soltanto qualche mese fa è stata respinta la domanda di concessione in sanatoria, contro cui si potrà sempre presentare ricorso al Tar”. Se Paola Villa non si fida per questa sanatoria “last minute”, il capogruppo della Lega Antonio Di Rocco è stato un fiume in piena, insieme al collega di gruppo Nicola Riccardelli, sul contenuto del Dup e del bilancio di previsionale 2026 che, sprovvisti di entrate aggiuntive, hanno un senso solo perché “giustificati” dalla presenza dei fondi del Pnrr. Il consiglio ha aperto un’altra ferita aperta che, se affrontata dal 2021, non avrebbe provocato alcun tipo di preoccupazione da parre delle maestranze della K City, la società di Portici che si occupa della gestione delle strisce blù. L’aula ha modificato lo Statuto della Futuro Rifiuti zero (un consiglio di amministrazione dove rimpiazzare, per esempiom la figura, dell’amministratore unico), , la municipalizzata a cui il comune è orientato a concedere in house la gestione della sosta a pagamento. La seconda proroga è fissata al 30 marzo ma la discussione ha messo in evidenza come non saranno rispettato questo termine per il passaggio delle maestranze attualmente in forza alla K City alla Frz. Anche su questo punto l’ex sindaco Villa si è astenuta e le minoranze, chiedendo alla segretaria generale Marina Saccoccia se sia lecita o meno una terza proroga, temono che l’interruzione del servizio possa provocare eventualmente una perdita mensile di 40mila così come la Dem Arnone si è detta preoccupata per il futuro delle maestranze della K City perché per il loro passaggio nella Frz non è prevista alcuna progressione per i prossimi dieci anni. Il consiglio comunale – ormai è una prassi – ha riconosciuto una valanga di debiti fuori bilancio provocati per l’infelice gestione dell’avvocatura comunale dopo che la tessa è stata di fatto smembrata e l’ente non ha potuto avanzare alcuna difesa o opporsi a semplici decreti ingiuntivi. Le minoranze avrebbero avuto ottenere una serie di chiarimenti circa la mancata acquisizione del teatro Remigio Paone (relativamente alla trattativa con ex Ipab, ora Istituto Riuniti Laziali) e sulle sorti del centro diurno pubblico che avrebbe dovuto essere operativo da marzo 2025, dopo la fine del rapporto di convenzione con i centri diurni privati, risalente ormai al novembre 2024, vicenda sulla quale è tuttora in essere l’indagine amministrativa interna sui cinque anni precedenti il novembre del 2024.
E ora l’attesa è riposta sulla richiesta delle opposizioni di convocare il consiglio comunale che, sollecitato dalle forze di minoranze, proveranno a chiedere chiarimenti sulla preoccupante situazione in cui versa il personale del comune di Formia che, in attesa della firma dell’accordo decentrato, hanno proclamato lo stato di agitazione chiedendo, attraverso le segreterie provinciali e territoriali della Funzione Pubblica della Cgil e della Uil l’intervento del Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella.