Sequestro villa comunale di Cassino, attesa per l’incidente probatorio

CASSINO – Entra nel vivo l’inchiesta in merito all’appalto dei lavori della Villa Comunale di Cassino che ha determinato il sequestro di gran parte dell’area interessata dal cantiere. E’ in programma martedì davanti al Gip del Tribunale di piazza Labriola la prima udienza dell’incidente probatorio, un passaggio chiave in cui verrà conferito l’incarico a un collegio di periti composto da esperti in ingegneria ambientale, geologia e chimica. I consulenti avranno il compito di eseguire gli accertamenti tecnici sulla natura dei materiali presenti nel terreno, sui conferimenti effettuati e su ogni dettaglio utile a ricostruire l’accaduto con valore probatorio per il prosieguo del procedimento.

La fissazione dell’udienza prima della pausa feriale evidenzia la volontà dunque, di accelerare le indagini. Il magistrato ha infatti accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giancarlo Corsetti, legale del Comune che si costituito parte lesa ed ha inoltre nominato un proprio perito di parte, oltre al legale, per tutelare appieno gli interessi della nostra comunità e per riaffermare la totale correttezza dell’azione amministrativa. I componenti della Giunta e della Maggioranza tutta, “di fronte a mai sopiti atteggiamenti di speculazione politica sulla vicenda” ribadiscono “come si sia sempre agito nell’esercizio delle proprie funzioni con rigore”.

In quest’ottica ricordano come siano stati formalizzati e protocollati richiami econtestazioni riguardanti tempi, modalità, qualità dei lavori, fino ad arrivare addirittura alla formale richiesta di risoluzione contrattuale. “Da taluni, purtroppo, tali dati di fatto sono stati volutamente ignorati, e continuano ad esserlo, per mero calcolo politico – fa sapere il sindaco di Cassino Enzo Salera – A fronte delle polemiche, il quadro delineato dai magistrati evidenzia dove risiederebbero le effettive e gravi responsabilità. I veri indagati sono chiamati a rispondere di condotte ben precise. In particolare l’essersi resi protagonisti – secondo l’accusa – di una gestione dissennata dell’appalto pubblico e di manovre artificiose. Avrebbero stretto – stando a quanto loro contestato dalla Procura della Repubblica – un vero e proprio “pactum sceleris” mirato a violare il capitolato d’appalto, fornendo materiale del tutto inadeguato e non conforme a quanto contrattualmente previsto. Di fronte a queste condotte gravi, il Comune si pone chiaramente come parte lesa, pronto a far valere in sede giudiziaria il rispetto della legalità e la tutela della propria comunità”.