No alla pensilina fotovoltaica nella cittadella confinaria di Ventotene

VENTOTENE – Un eco-mostro di cui Ventotene può fare senz’altro a meno. Una petizione di firme, sottoscritta da residenti e (visto il periodo) da centinaia e centinaia di turisti, chiede al comune isolano di bloccare l’entrata in funzione, non appena saranno ultimati i lavori, di una struttura davvero particolare: deve ospitare pensiline fotovoltaiche per la ricarica di auto elettriche. I firmatari della petizione accusano apertamente il comune di “non aver avuto la giusta e necessaria fantasia” per individuare un sito alternativo rispetto a quello scelto per investire ben un milione e 266milaeuro finanziati dal Pnrrr,il piano di ripresa e resilienza.

Quest’opera, decisamente impattante sul piano estetico, insiste in una porzione del vecchio campo sportivo che si trova nella zona attigua di un luogo di dolore che rievoca gli anni più bui della seconda guerra mondiale. Si tratta della “Cittadella confinaria” che, al centro nei mesi scorsi di una delicata inchiesta della Procura di Cassino (culminata con il sequestro operato dai Carabinieri della Compagnia di Formia) per l’illegittima gestione di raccolta e trasferimento dei rifiuti, non è altro che una palazzina in cui erano stati costretti a vivere durante il fascismo esiliati e oppositori politici al regime. Poco sensibile al ruolo che svolse poco più di 85 anni, l’area della “Cittadella confinaria” stata scelta dal comune per un’opera che avrebbe meritato una diversa e più rispettosa ubicazione.

Il cantiere era stato aperto agli inizi dello scorso giugno e nelle sue battute conclusive sta creando malumori per due ordini di motivi finiti dritti dritti nella polemica petizione. Il primo è di natura economica: il comune isolano ha deciso di investire – come detto – un milione e 266 mila euro i cui lavori sarebbero dovuti essere consegnati lo scorso marzo. Il secondo potrebbe avere possibili risvolti erariali: queste pensiline quasi sicuramente saranno utilizzate in…pochi. Forse da nessuno. Beneficiario di questi finanziamenti europei, il comune di Ventotene aveva cercato di capire quanti automobilisti e imprese produttive locali avrebbero chiesto di accedere ai fondi statali per l’acquisto di auto elettriche. La risposta è stata disarmante: solo in sette avevano deciso di cambiare la propria auto. E tradizionalmente il turista medio che si reca a Ventotene, contrariamente a quanto accade a Ponza, lo fa soltanto con i bagagli essendo l’isola lunga poco meno di due chilometri e larga cinquecento metri. Lascia l’auto a Formia e si dirige a Ventotene perché fortunatamente l’auto non è mai servita