Trasporto pubblico a Latina, l’allarme di CSC Mobilità: «Situazione finanziaria insostenibile»

LATINA – Oltre tre milioni di euro anticipati per mantenere in funzione il trasporto pubblico urbano e assicurare il pagamento degli stipendi, mentre le risorse già stanziate resterebbero bloccate nei passaggi amministrativi. È l’allarme lanciato da CSC Mobilità, la società che gestisce il servizio nel territorio comunale di Latina e che definisce ormai «insostenibile» la propria situazione finanziaria.

In una nota, l’azienda ricostruisce una crisi che si trascinerebbe da più di due anni e mezzo, individuandone la causa principale nei ritardi accumulati nel completamento degli atti necessari a trasferire le somme riconosciute.

«Da oltre 31 mesi – sostiene CSC Mobilità – l’azienda è sottoposta a una vera e propria asfissia finanziaria, pur avendo continuato a garantire il servizio di trasporto pubblico e gli stipendi dei lavoratori».

Secondo quanto riferito dal gestore, già nel 2023 una complessa istruttoria tecnico-amministrativa avrebbe certificato la necessità di riequilibrare il contratto di servizio, individuando un corrispettivo aggiornato e adeguato ai costi sostenuti. La Regione Lazio avrebbe quindi messo a disposizione le risorse necessarie, ma il successivo perfezionamento degli atti relativi alle annualità 2024 e 2025 non sarebbe avvenuto in tempi tali da consentirne l’effettiva erogazione.

Alla data del 31 dicembre 2025, i crediti maturati e non ancora riscossi avrebbero superato i tre milioni di euro. Una somma che CSC Mobilità afferma di avere anticipato ricorrendo alle proprie disponibilità, in modo da non interrompere il servizio e continuare a corrispondere regolarmente le retribuzioni.

«Abbiamo sostenuto con risorse aziendali costi che avrebbero dovuto trovare copertura nei corrispettivi riconosciuti – evidenzia la società – assumendoci un onere finanziario che non può essere protratto ulteriormente».

Le conseguenze della carenza di liquidità avrebbero già iniziato a ricadere sull’organizzazione interna. A partire da gennaio 2026, l’azienda ha sospeso temporaneamente l’erogazione dei buoni pasto ai dipendenti. Parallelamente sono state avviate valutazioni su una possibile revisione della rete e delle linee, con l’obiettivo di ridurre i costi operativi e rendere il servizio compatibile con le risorse effettivamente disponibili.

CSC Mobilità sottolinea di avere segnalato ripetutamente il problema agli enti interessati. Tra novembre 2025 e maggio 2026 sarebbero state trasmesse nove comunicazioni ufficiali, nelle quali veniva rappresentato il progressivo deterioramento dell’equilibrio economico e il rischio di una crisi capace di compromettere la continuità del trasporto pubblico cittadino.

«Non si può sostenere che la situazione non fosse conosciuta – afferma il gestore – perché abbiamo richiamato più volte l’attenzione degli enti competenti, chiedendo interventi tempestivi e risolutivi».

Nel mirino della società finiscono soprattutto i tempi della macchina amministrativa. CSC Mobilità richiama, in particolare, la deliberazione adottata dalla Regione Lazio il 25 giugno 2026. Secondo l’azienda, il percorso necessario a renderla operativa a livello comunale avrebbe richiesto oltre un mese, rinviando ancora l’incasso delle somme attese.

Il gestore precisa comunque di non voler alimentare una contrapposizione con le istituzioni, ma chiede che gli impegni economici già assunti vengano concretamente rispettati.

«Non cerchiamo lo scontro istituzionale – dichiara CSC Mobilità – ma chiediamo il rispetto degli impegni assunti e lo sblocco delle risorse già stanziate. Non domandiamo somme ulteriori, bensì il trasferimento di quanto già riconosciuto al termine delle istruttorie svolte».

L’appello è rivolto alla Regione Lazio, al Comune di Latina e a tutti gli uffici coinvolti, affinché vengano superati rapidamente gli ultimi ostacoli amministrativi. L’obiettivo dichiarato è scongiurare ulteriori ripercussioni sui lavoratori, sulla rete delle linee e sugli utenti che ogni giorno utilizzano gli autobus cittadini.

«La continuità e la stabilità del servizio – conclude la società – possono essere garantite soltanto attraverso tempi amministrativi compatibili con le esigenze di un’azienda chiamata quotidianamente a sostenere costi, pagare il personale e assicurare il trasporto pubblico alla città».