MINTURNO, Lungomare di Scauri – La neo Garante della disabilità della regione Lazio, Anna Teresa Formisano, ha deciso di occuparsi della triste vicenda di Flavia, una bambina disabile di 14 anni di Minturno che, colpita da una patologia che ne limita il linguaggio, sarebbe stata estromessa da una nota associazione a partecipare ad un campo scuola organizzato presso uno stabilimento balneare di Scauri. A chiedere ed ottenere l’intervento della dottoressa Formisano sono stati i genitori di Flavia, ai quali un operatore dell’associazione promotrice del campo scuola aveva risposto che vi avrebbero potuto partecipare solo i ragazzi più piccoli.
La famiglia ha contestato questa versione mostrando un volantino in cui era evidenziata chiaramente la possibilità di partecipare a questa iniziativa, sostenuta dal comune di Minturno, da parte di bambini aventi la stessa età di Flavia. La Garante Formisano ha chiesto delucidazioni al comune aurunco anche sulla veridicità di un altro aspetto evidenziato dalla mamma della piccola Flavia. Un operatore mentre impegnato ad interloquire con la signora sarebbe stato invitato dai vertici dell’associazione “a non perdere tempo”, a continuare il suo lavoro e, dunque, a desistere a fornire rassicurazioni alla famiglia dell’adolescente disabile sì ma dotata di “una capacità comunicativa straordinaria”.
Parallelamente alla Garante Formisano si è subito attivata l’assessore alle politiche sociali del comune di Minturno, Ilaria Pelle, che, informata come il sindaco Gerardo Stefanelli su quanto “gravemente accaduto”, ha garantito che si adopererà perché Flavia, come tanti bambini, disabili e non, partecipino ad un campo scuola così come garantito dalla concessione di un contributo economico dello stesso comune di Minturno.
Una durissima presa posizione è stata promossa anche dalla consigliera comunale del Partito Democratico al comune di Formia Imma Arnone: “Penso che, al di là di tutto quelle che possono essere le esigenze e le difficoltà di un’organizzazione, qui si è raggiunto, veramente, il fondo. Quando l’attenzione per l’altro, in più per l’altro in difficoltà, è ridotta a questo…Quando non vi è inclusione, ma si creano gabbie e recinti dove mettere le persone vuol dire che abbiamo perso tutti”. La dottoressa Arnone specifica come la permanenza di Flavia nel campo estivo di Scauri fosse limitata al solo mattino, “per lo più affidata alla sensibilità di qualche operatrice, che ancora oggi ringrazio”.
All’associazione organizzatrice “non sarebbe stato richiesto nessun inserimento come aiutante /assistente. La richiesta era molto più semplice e riguardava poche ore al mattino. Forse l’imbarazzo dell’operatore era legato, effettivamente, alla reazione del suo dirigente di lasciar perdere ed andare a sbrigare altre attività. Comunque, al di là di tutto e di tutte le criticità , le cose si spiegano bene e fino in fondo alle mamme, in particolare alle mamme di ragazzi più fragili. E penso che chiedere scusa e ammettere un errore, non può che fare onore a qualcuno”.