FORMIA – Caparbietà e resilienza. Formia, e con essa, il suo centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli”, ha riabbracciato nelle ultime ore, Dariya Derkach, l’atleta ucraina di nascita ma italiana di adozione (vi è giunta nel 2002 per abbracciare sua mamma Oksana che si era trasferita per lavoro in un bar di Pagani, vicino Salerno, e cittadina italiana dal 2013) vincitrice, a 33 anni, all’Alexander Stadium di Birmingham del titolo europeo nel salto triplo, una specialità in cui soltanto nel 2010 la siciliana Simona La Mantia agli europei di Barcellona di quell’anno aveva conquistato una splendida medaglia d’argento. Dariya l’altra sera ha fatto meglio : è stata la prima triplista azzurra a vincere una manifestazione internazionale con il uovo primato personale di 14 metri e 60 centimetri monopolizzando una gara dall’inizio alla fine che nessuno, ma proprio nessuno dei più ottimisti, aveva sperato che effettuasse in rapporto al 2025 che aveva dovuto sostenere per il continui andirivieni in sala operatoria. La Derkech a Formia è stata per poche ore per disfare la sua vigilia e farne un’altra per trascorrere alcuni giorni di riposo prima di partecipare ad alcuni meeting, in Italia e all’estero, “in cui sono stata invitato dopo il titolo europeo dell’altra sera”. La bella Dariya appena è stata avvistata davanti la sua abitazione formiana in una traversa non molto lontano dal centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli” manifestava gioia da tutti i pori per aver colto,da dominatrice,un successo internazionale in cui nessuna delle tripliste azzurre era riuscita da sempre.
“Dopo tre interventi chirurgici ai tendini d’Achille – ha detto la neo campionessa europea del triplo – non può chiedere nulla al tuo fisico. Ho covato dentro di me una giusta rabbia che è diventata ben presto una fiamma che si è alimentata pia pianino da quando uscivo dagli allenamenti contenta del fatto che i miei tendini non mi davano fastidio. Devo questo risultato ad una città che mi ha accolto senza tentennamenti quando sono arrivata da Pagani. Non ho finito di aprire whattsapp per leggere i tanti messaggi che, istituzioni, cittadini comuni, podisti amatori e tanti bambini mi hanno inviato per farmi le felicitazioni. Li raccoglierò e li conserverò gelosamente perché mi ha fatto un piacere infinito sapere che il mio successo è stato definito anche il loro. La stagione 2026 non è ancora terminata e vorrei concluderla al meglio perché, dopo un breve riposo, ci sarà da preparare i mondiali del 2027 a Pechino, l’antipasto delle Olimpiadi che nel 2028 che, dopo 44 anni, torneranno a disputarsi a Los Angeles”.
Dariya non sa quando potrà essere la protagonista di una meritata festa che l’amministrazione comunale ed il Cpo “BruniZauli” intendono oganizzare per festeggiare lo storico oro di Birmingham. La triplista non lo dice ma spera in cuor suo che possano raggiungerla a Formia i suoi genitori, papà Serhiy specializzato nelle prove multiple e ora allenatore in Cina e mamma Oksana, triplista con un personale di 14,09 che la figlia ha migliorato solo nel 2016. Mamma Oksana cominciò a coltivare il sogno italiano, una vita migliore per sua figlia (che le assomiglia come una goccia d’acqua) quando lasciò – come anticipato in un precedente servizio – Vinnycja,un paesone di campagna a 200 chilometri dalla capitale Kiev. Dariya non vuole approntare la lista dei partecipanti alla sua festa ma si prodigherà perché vi possa prendere parte chi, dopo papa Serhiy, le fece scoprire l’atletica agonistica, Giovanni Ferrigno, direttore tecnico dell’Atletica Vis Nova Salerno presieduta dalla moglie Anna Pergola.
“Mi invitarono al campo di Pagani in veste di presidente del comitato provinciale di Salerno – ha raccontato Ferrigno ad alcuni organi di stampa del salernitano – e vidi questa signora ucraina che saltava come una cavalletta sotto gli occhi del marito e della figlia. Pensai subito di tesserarla per la mia società visto che con un record di 14,09 riusciva a fare ancora 13 metri. Le offrii un ruolo di atleta-istruttrice per venirle incontro economicamente considerato che dovevano trasferirsi quasi ogni giorno in pullman nei 30 km che separano Pagani da Salerno. Con lei c’era il marito ma soprattutto questa bambina di 11 anni che tesserammo nel 2004 e cominciò a vincere tutto nel lungo, triplo e prove multiple consentendoci di vincere un titolo italiano allieve. Che ricordi ho di Dariya da piccola? Era la fotocopia della madre e non stava mai ferma, soprattutto aveva imparato subito a parlare perfettamente l’italiano con un bel caratterino determinato, evidenziato dalle sue risposte secche e senza fronzoli”.
Dariya Derhack, volgendo lo sguardo, all’indietro è grata – qualità non riscontrabile in tutti gli atleti professionisti – nei confronti di quei tecnici e dirigenti mentre si divideva fra sport e studio (liceo scientifico) godendosi il clima dell’agro nocerino-sarnese famoso per i pomodori di San Marzano. La famiglia si era trasferita da Pagani a Sant’Egidio del Monte Albino ma aveva deciso di collocare il suo quartier generale allo stadio Vestuti di Salerno dove papà Serhiy, impegnato anche nel tennis, allenava la figlia sempre grazie all’impegno (anche economico) della Vis Nova, un trampolino di lancio determinante prima di approdare nel2011 all’Audacia Record Atletica, poi all’Acsi italia e nel 2014 l’ingresso nell’Aeronautica Militare. I tempi erano maturi per il trasferimento alla fine del 2014 a Formia, un anno dopo l’arrivo della cittadinanza italiana maturata nel 2013 grazie ai 18 anni di età e ai dieci anni di residenza dei genitori.
A Formia si trasferirono anche il papà allenatore e la mamma, fino all’esordio in nazionale ai campionati europei a squadre di Gateshead 2013 arrivando sesta nel salto in lungo. La successiva carriera sportiva di Dariya è nota ma la cavalletta venuta dall’Ucraina la scelta più difficile, che ha pagato, ci fu quando decise di lasciare la guida tecnica dei genitori per passare sotto quella di Alessandro Nocera che già collaborava con la famiglia e ha cominciato a fare la spola fra Torino e Formia. Quest’ultima, insieme e Pagani e a Salerno, si sta contendendo Dariya anche per ragioni di immagini e per attribuirle un ruolo di promoter. Si è infilato, zitto zitto, anche il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli che ha pubblicato sui social un foto con la nuova medaglia d’oro nel salto triplo agli Europei di atletica:
“Ha segnato un altro bellissimo momento per lo sport italiano. Nel 2023 abbiamo avuto il piacere di averla come madrina alla gara di salto in lungo organizzata dall’Atletica Minturno “Salti sul Lungomare”: vederla l’altra sera sul gradino più alto d’Europa è un vanto anche per tutta la nostra comunità. Una campionessa che già allora aveva conquistato tutti noi: a Dariya va il nostro applauso più grande e l’augurio di continuare a volare sempre più lontano”. L’interessata pensa, anche grazie alle doti che le hanno trasmesso i suoi genitori e madre natura, anche ad un ruolo da protagonista nel cinema . Per il futuro immagina di compiere un salto triplo anche fuori dalla pista. Nel 2013 ebbe una piccola parte (naturalmente nelle vesti di saltatrice) accanto a Nicole Grimaudo nel film di Edoardo Leo “Buongiorno papà” candidato al David di Donatello e al Nastro D’Argento. La macchina da presa può attendere: i mondiali del 2027 a Pechino e le Olimpiadi dell’anno successivo a Los Angeles sono a portata di mano per compiere un fantastico “triplete”. E a Dariya,che ha dato il benservito con un calcio alla malasorte, tutto è possibile.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.