FORMIA – Una tempesta in un bicchier d’acqua. Il condizionale è sempre un obbligo ma tra martedì o, al massimo, mercoledì dovrebbe iniziare il nuovo anno scolastico presso la scuola primaria “Gianni Rodari” che, ubicata nel quartiere di San Giulio a Formia, ricade sotto la giurisdizione di uno dei tre istituti scolastici della città, il “Pasquale Mattej”. Il Comune ha cercato di circoscrivere l’incendio scoppiato nell’ultimo fine settimana da una polemica lettera in cui i genitori degli alunni frequentanti questo plesso hanno rimarcato il mancato inizio dell’anno scolastico a causa dello svolgimento di alcuni lavori che, iniziati soltanto la scorsa estate, hanno avuto un’intera estate a disposizione per essere realizzati.
Le famiglie hanno appreso quasi casualmente, venerdì sera, dalla visione del registro elettronico, del rinvio di “un paio di giorni” dell’inizio del nuovo anno scolastico. Il Comune si è difeso lunedì affermando come siano sorti alcuni problemi tecnici che hanno impedito la conclusione dei lavori previsti – la ristrutturazione dei bagni e la tinteggiatura di alcune aree dell’edificio di via San Giulio – nei tempi previsti. In effetti i genitori non hanno contestato la necessità degli interventi, ma la loro tempistica: “Se questi problemi erano conosciuti già da anni, perché i lavori sono stati avviati soltanto sei giorni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico?”. La lettera dei genitori al sindaco Gianluca Taddeo ha posto altre criticità: la mensa è non ancora disponibile, diverse classi dovranno essere temporaneamente sistemate in altri spazi improvvisati ai quali gli alunni accederanno attraverso la scala antincendio, la previsione di tre sabati di lezione extra per recuperare giornate legate al calendario scolastico, orari rifatti a ridosso dell’inizio del nuovo anno scolastico e, più complessivamente, la carenza di confronto su queste e altre problematiche con le stesse famiglie.
Le famiglie erano state dure con l’amministrazione comunale chiamata, insieme al dirigente dell’istituto comprensivo “Pasquale Mattej”, ad individuare il funzionario che aveva definito la tempistica degli interventi avviati alla ripresa del nuovo anno scolastico e a definire un margine per eventuali ritardi. Con un obiettivo ben preciso: ottenere “responsabilità, programmazione, rispetto” perché dietro un alunno “c’è una famiglia, con orari di lavoro e impegni quotidiani”. La crociata dei genitori dei piccoli alunni della “Gianni Rodari” ha avuto subito il sostegno sui social dell’ex sindaco di Formia Paola Villa:”Lunedì è iniziato il nuovo anno scolastico per 8 milioni di alunni e alunne d’Italia…tranne che per i bambini della scuola primaria Rodari di Formia. Si sapeva che i lavori iniziati tardivamente il 7 settembre avrebbero messo a rischio l’inizio regolare dell’anno scolastico e ovviamente nessuno ha avuto la briga di informare questi genitori di dargli l’opportunità di organizzarsi, di poter avere meno “casini” possibili. Nessuno. La commissione consiliare “Scuola”, che non viene convocata da “illo tempore”, poteva essere il luogo idoneo per fare il punto sullo stato dei lavori dei nostri istituti e scolastici e anche comprendere come divulgare in modo tempestivo le giuste informazioni. Quello che ha avuto per vittima il plesso di San Giulio – ha concluso il capogruppo della lista Un’Altra città- è l’ennesimo esempio di improvvisazione, di menefreghismo e superficialità da parte dell’amministrazione formiana a cui non dobbiamo abituarci e soprattutto non dobbiamo chinare il capo. Quanta verità ci sono in quelle parole scritte nella lettera aperta dei genitori dei ragazzi. Non hanno chiesto un colpevole ma responsabilità, programmazione e rispetto”…quanta verità.”- ha concluso l’ex sindaco.