FORMIA – “Si, lo confermo. Mi sono rivolto ad un noto avvocato amministrativista per impugnare al Tar quel rifiuto. Attendere 36 anni mi è sembrato un po’ troppo, però”. Rocco Palazzo è da sempre un personaggio molto noto in campo musicale, non tanto a Formia dove ha cominciato a suoi primi passi anche nell’attività didattica quanto in alcuni paesi dei Balcani e dell’est europeo (Albania e Romania) dove, grazie alla sua società discografica, la Roxyl Music, organizza gli equivalenti di quelli che in Italia sono il festival di Sanremo ed X Factor, dopo essere stato davvero qualche anno fa di salire sul palco dell’Ariston e dirigere l’orchestra in occasione della più importante rassegna canora europea.
Di Palazzo si è tornati a parlare dal 9 settembre quando, alle 11.33 del mattino, il dirigente del Settore 7, quello che raggruppa l’Edilizia Privata, l’urbanistica, il demanio ed il ”Sue” (lo sportello unico per l’edilizia),Pietro d’Orazio, ha firmato la seconda ordinanza shock in 48 ore: il diniego numero 29 relativamente ad una domanda di condono che è vecchia quanto l’era geologica in cui scomparsi i dinosauri: il 17 gennaio 1995, 36 anni fa. Il provvedimento “definitivo” di diniego numero 29 dell’ingegnere D’Orazio ha fatto rumore perché il provvedimento di rigetto del condono edilizio, presentata ai sensi della legge 724/94 (insomma il primo dei due approvati dal governo Berlusconi) riguarda “le opere abusive consistenti nell’ampliamento edilizio di un’abitazione al primo piano di un edificio residenziale riguardante l’unità immobiliare sita all’interno di uno stabile ubicato in via Vindicio (oggi via Giorgio La Pira) e censita catastalmente nel foglio 13/FOR, particella 1165, sub.9 (ex sub 9)”.
L’ordinanza di rigetto dell’istanza di sanatoria di D’Orazio non è passata inosservata perché ha riguardato un immobile realizzato nello stesso foglio numero 13 e nella stessa particella 1165 in cui sono stati collocati i subalterni numero 2, 3,5,6,7 confiscati alla criminalità organizzata alla famiglia Bardellino (sarebbero dovuti diventare grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto dal Commissario Prefettizio Silvana Tizzano nel 2021 alloggi per gli agenti in servizio presso la sezione navale della Guardia di Finanza) e altri due immobili – i subalterni numero 1 e 4- che, non ricompresi nell’elenco dei beni finiti confiscati dall’Anbsc (l’agenzia nazionale competenti), devono essere demoliti perché in contrasto con il Prg del comune di Formia e poi perché diverse volumetrie non sono sanabili.
L’amministrazione formiana ha, come tutti gli enti pubblici, i suoi tempi e non è venuta meno a questo cliché prima respingendo lo scorso marzo la richiesta di condono della famiglia Bardellino presentata 22 anni fa, nel 2024, e , il 9 settembre, quella di Rocco Palazzo che naturalmente non è rimasto fermo. “Il provvedimento di diniego -ha commentato il musicista – è al vaglio dei miei legali ai quali ho espresso la mia ferma volontà di ricorrere al Tar. Devo prendere atto che il Comune ha impiegato 31 anni per dare una risposta, arrivata a pochi giorni da quella riservata ad un altro ricorrente. I miei acquisti sono stati rogitati da un notaio e sono noti come lo è stata la mia attività professionale e musicali”
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