FORMIA, GAETA – Maranola – si sa – è sempre stata ricca di talenti che hanno celebre il borgo aurunco in ogni angolo del pianeta e uno di questi è un ingegnere che tanti anni ha lasciato la frazione più importante di Formia per diventare una “stella” del Mit di Boston, laddove lavora e studia il “gotha” della tecnica mondiale. L’ingegner Ottavio Forte di strada ne ha compiuta contribuendo al varo del programma “Apollo” grazie al quale il 19 luglio 1969 ha consentito all’uomo di raggiungere.

Sarà lui giovedì sera, alle 19,a tenere a battesimo, presso il centro “De Santis” , la settima edizione del premio “Don Paolo Capobianco”, il mite sacerdote di Gaeta ma a lungo “esiliato” dalle gerarchie a Ventotene nonostante fosse un raffinato studioso e uomo di cultura che fece della conoscenza e della valorizzazione del Mezzogiorno una parte fondamentale del proprio impegno.
All’ingegner Forte sarà consegnato il premio alla carriera e della sua esperienza umana e professionale alla Mit di Boston (e non solo) parlerà giovedì nel corso di una serata a lui dedicata cui parteciperanno, tra gli altri,il sindaco di Formia Gianluca Taddeo, il Presidente dell’Ente Regionale Parco Naturale dei Monti Aurunci Vincenzo Fedele, l’ingegner Claudio Severino Filosa, presidente dell’associazione Maranola Nostra e Giuseppe Treglia in rappresentanza del centro Anziani “Giuseppe De Meo”.
La vita e i traguardi professionali dell’ingegner Ottavio Forte saranno sintetizzate in una breve piece teatrale portata in scena dall’associazione “Il Setaccio”. Il premio “Don Paolo Capobianco”, organizzato dal Comune di Gaeta, dall’associazione “Terraurunca” e da “Webprogens”, entrerà nel vivo nella città che ha dato i natali al sacerdote. Il secondo appuntamento sarà dedicato alla musica e alla solidarietà. Venerdì 18 settembre, alle ore 18, l’aula Magna dell’Istituto Tecnico Nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta, ospiterà il concerto di Beneficenza in favore della Fondazione Don Cosimino Fronzuto. Quattro i pianisti protagonisti della serata: Marco Ciampi, Maria Ginevra Bisegna, Elda Ciampi e Mauro Spinosa. Si preannuncia un appuntamento che affianca alla dimensione culturale del Premio quella della solidarietà, trasformando la musica in occasione concreta di sostegno all’attività della fondazione. Il gran finale è in programma sabato 19 settembre. Alle 10.30, un tratto del belvedere di via Pio IX – Belvedere, nel quartiere medievale della città, sarà intitolato a Monsignor Capobianco, la cui opera e figura simbolicamente entreranno nella toponomastica della città, consegnando alla memoria collettiva il ricordo della sua figura e del suo impegno culturale.
La cerimonia conclusiva del premio, alle 18.30, si svolgerà presso l’aula Consiliare del Comune di Gaeta… Il riconoscimento – l’opera è realizzata dal maestro Massimo Patroni Griffi – andrà al professor Massimo Osanna, nato a Venosa, in Basilicata, archeologo e accademico di fama internazionale, oggi Capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura. E’ stato protagonista di una carriera che l’ha portato ai vertici dell’archeologia italiana e che resta indissolubilmente legata alla straordinaria esperienza di Pompei. Dal 2014 al 2020 Osanna ha infatti guidato il sito archeologico in una delle stagioni più importanti della sua storia recente. Gli anni della sua direzione hanno accompagnato il grande rilancio di Pompei, con restauri, nuovi scavi e scoperte capaci di richiamare l’attenzione della comunità scientifica e del pubblico internazionale.
Una vicenda che ha trasformato quella che per anni era stata raccontata anche attraverso emergenze e difficoltà in uno dei simboli più significativi della capacità italiana di tutelare, studiare e restituire al mondo il proprio patrimonio culturale. Concepita per mantenere viva l’eredità culturale di Don Paolo Capobianco e la sua attenzione verso la Questione Meridionale, l’iniziativa per tre intensi giorni rinnoverà anche nel 2026 la propria vocazione: “partire dal territorio senza rinchiudersi nei suoi confini, mettendo in dialogo le storie del Mezzogiorno con esperienze capaci di raggiungere una dimensione nazionale e internazionale”. Forte e Osanna lo testimoniano completamente.
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