Disabili assistiti dall’Istituto Sacro Cuore di Formia, l’appello della Fondazione Fronzuto

GAETA – Manca solo l’ufficialità. L’istituto del Sacro Cuore nel quartiere di San Giulio di Formia non sarà più un centro diurno capace di ospitare le 15 donne con disabilità di diversa età. Per le famiglie si è aperta una fase difficilissima dopo la decisione dell’ordine religioso proprietario dell’immobile di trasformarlo in una residenza sanitaria per anziani. E mentre si attendono le ispezioni dell’Asl per autorizzare questa trasformazione, i genitori e i familiari delle 15 donne “sfrattate” hanno inviato una lettera aperta al Comune di Formia sottolineando soprattutto le loro difficoltà acuitesi dopo essere venuto meno un punto di riferimento della loro vita già complicata. Rimanendo nella stretta e difficile situazione.

“Non lasciamo sole le famiglie dei cittadini con disabilità” è lo slogan-appello lanciato dalla fondazione “Don Cosimino Fronzuto” indirizzato alle istituzioni pubbliche, sia locali che nazionali. Si tratta – come detto – di un “appello urgente alle istituzioni, agli enti locali e all’intera comunità: la disabilità non può e non deve essere lasciata senza risposte”. Da tanti anni la Fondazione segue 25 persone con disabilità, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, provenienti dai comuni di Gaeta, Formia e Itri, offrendo loro un luogo di accoglienza, socialità e supporto quotidiano. “È importante chiarire che la Fondazione non è un centro diurno accreditato, ma una realtà di volontariato che, grazie all’impegno dei suoi operatori e volontari, cerca di rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, senza sostituirsi ai servizi pubblici. – si legge nella lettera-appello – Il territorio oggi si trova ad affrontare una vera e propria emergenza sociale. Nel nostro comprensorio, in questi ultimi mesi, hanno chiuso diversi centri diurni accreditati, lasciando decine di famiglie improvvisamente prive di un punto di riferimento fondamentale. Per molte di loro, quei centri rappresentavano l’unico spazio sicuro in cui i propri familiari con disabilità potessero trascorrere parte della giornata, socializzare e sentirsi parte della comunità. Si tratta di una ferita sociale che colpisce le persone più fragili e i loro caregiver, spesso costretti a rinunciare al lavoro, alla vita sociale e persino alla serenità quotidiana per supplire a servizi che non esistono più.

La Fondazione “Don Cosimino Fronzuto”, pur animata da un forte spirito di solidarietà e responsabilità sociale, non può far fronte da sola a questa situazione: le risorse economiche sono limitate e gli spazi disponibili non consentono di accogliere un numero maggiore di persone, nonostante le richieste continuano ad aumentare”. Commovente il monito del presidente della fondazione Davide Piras: ”Non possiamo voltare lo sguardo dall’altra parte – ha concluso – Chiediamo un intervento concreto delle istituzioni e il sostegno della cittadinanza affinché nessuna famiglia venga lasciata sola e affinché il diritto alla dignità e all’inclusione delle persone con disabilità venga garantito”. La Fondazione ha rivolto infine un invito alla solidarietà: cittadini, associazioni, imprese e istituzioni possono fare la differenza sostenendo le attività di volontariato, offrendo collaborazione, spazi o risorse. Anche un piccolo gesto può contribuire a costruire una rete di supporto più forte e inclusiva, capace di restituire speranza alle famiglie e dignità alle persone con disabilità.