GAETA – “Ora è tutto chiaro”. La decisione della presidente della prima sezione di Latina del Tar del Lazio Fausta Imbesi di prendere atto della decisione del Comune di Gaeta di sbloccare l’iter per il rilascio del permesso a costruire alla “Pida immobiliare” per la realizzazione di una casa di riposo in località Calegna ha avuto subito un’eco negli ambienti politici della città. Uno dei tre consiglieri di minoranza del Partito Democratico, il presidente della commissione “Controllo e garanzia” del comune, Franco De Angelis, ha preannunciato la presentazione di un’interrogazione avente come destinatario il sindaco Cristian Leccese in qualità di delegato all’urbanistica. De Angelis ha preso atto che il Tar si pronuncerà il 26 marzo sul ricorso del legale della “Pida Immobiliare”, l’avvocato Mirko Di Biase, che ha chiesto l’applicazione del silenzio-assenso circa il mancato rilascio alla “Pida Immobiliare” del permesso a costruire “dopo un anno e mezzo di attesa”. De Angelis intende conoscere dal sindaco le “reali motivazioni” che sarebbero alla base di questo diniego ma una considerazione, inconfutabile, l’ha tratta: “Ora mi spiego perché in un anno e nezzo alla testa dello sportello unico delle attività produttive del comune si siano alternati tre dirigenti: Stefania Della Notte, Pietro D’Orazio e Annamaria De Filippis.”. Quella pratica era troppo scottante come una patata bollente? “Il ricorso del privato al Tar, secondo quanto riportato dalla stampa, è stato chiaro – ha aggiunto l’esponente Dem – La Pida immobiliare attende una risposta, legittima, da parte del Comune dal 24 agosto 2024 quando una timorosa maggioranza, anche se qualcuno ha alzato la voce (chiaro riferimento all’ex sindaco e ora neo assessore ai Lavori Pubblici Massimo Magliozzi) , ha approvato una discutibile variante al Prg trasformando l’area su cui dovrà nascere questa casa per anziani da zona “S (“edilizia scolastica”) a nuova zona “F (edilizia sanitaria). Il sindaco Leccese dovrà fornirci altri chiarimenti, uno dei quali riguarda la decisione del comune di Gaeta 24 ore prima della decisione del Tar di comunicare al privato di quantificare ora i canoni concessori che deve all’ente prima del rilascio, attraverso una convenzione disciplinata dall’articolo 28 bis del Dpr 380/2001, del permesso a costruire”. Il consigliere De Angelis su questo progetto ha chiesto l’intervento della Procura penale di Cassino e della stessa Corte dei Conti insieme agli altri due esponenti del Pd e ora attende riscontri dal sindaco Leccese relativamente al funzionario che dovrà terminare l’istruttoria del procedimento che secondo il Tar – contrariamente a quanto ha sostenuto l’avvocatura interna- spetta al comune di Gaeta, Secondo il consigliere De Angelis l’amministrazione Leccese ora, come non mai, deve fare ricorso al buon senso e alla diligenza del ‘buon padre di famiglia’: “Non ci risulta che il Seap del comune di Gaeta sia dotato di un numero infinito di funzionari. La dirigente De Filippis, dalle nostre informazioni, è affiancato da un solo istruttore che, in rapporto a questa pratica, è decisamente incompatibile. Siamo cderti che la politica dovrà fare altre scelte”. Franco De Angelis senza giri di parole si riferisce a Cristoforo Accetta che dell’amministratrice della “Pida Immobiliare srl”, la signora Michela Guglietta, è cognato. Al di là della polemica politica il privato è creditore nei confronti del comune di Gaeta che, dopo aver indetto e svolto una conferenza dei servizi e aver approvato una discussa variante al Prg nel corso di una tumultuosa seduta consiliare, è diventato latitante dall’agosto di due anni fa. La Pida è stata costretta a rivolgersi di nuovo al Tar chiedendo la nomina di un commissario ad acta per il rilascio del permesso a costruire. Ma questo soggetto terzo non si è mai insediato al quarto piano del palazzo municipale di piazza XIX Maggio perché – come detto – il comune, già condannato al pagamento delle spese legali, comunicò alla stessa Pida srl l’avvio del procedimento finalizzato a quantificare l’entità dei canoni concessori e, pertanto, al rilascio del permesso a costruire. Ma anche questo fu un’altra falsa partenza che ha costretto l’avvocato Di Biase il 6 novembre 2025 a presentare il terzo ricorso al Tar: se non ci pensa il comune, provveda un commissario ad acta. Lunedì l’inattesa svolta. Il comune per non incorrere in un’altra condanna e figuraccia, attraverso la dirigente del Seap Annamaria De Filippis, ha comunicato al Tar di essere pronto a concludere il procedimento con il rilascio del permesso a costruire. La presidente della prima sezione Fausta Imbesi ne ha preso atto e ha rinviato l’udienza al 26 marzo per la decisione finale. Ma prima di quella data il Dem vuole le “dovute risposte” nel posto più opportuno, il consiglio comunale di Gaeta