Un altro capitolo – come da previsione – è stato scritto nelle ultime ore in merito al suicidio del 14enne Paolo Mendico, l’adolescente di Santi Cosma e Damiano che, in procinto di frequentare il secondo anno della locale succursale dell’istituto industriale Pacinotti di Fondi, si tolse la vita l’11 settembre a 24 ore dall’inizio del nuovo scolastico. Il Ministero dell’Istruzione e del merito, alla luce dell’attività di verifica svolta dai suoi ispettori, ha adottato altre due sanzioni disciplinari. Se la dirigente scolastica, la professoressa Gina Antonetti era stata sospesa per tre giorni – il provvedimento era stato rivelato dalla Flc Cgil scuola che ha prontamente preannunciato ricorso – il Ministro ha sospeso per 20 giorni la vice preside dell’istituzione scolastica di via Appia a Fondi e per 10 la responsabile della filiale di San Cosma e Damiano della stessa scuola.
I tre provvedimenti disciplinari sono stati adottati con due ordini di ragioni: se la professoressa Antonetti per il suo incarico apicale, la sua vice e la responsabile della scuola di San Cosma e Damiano si sarebbero rese protagoniste di “condotte omissivi” in relazione alla severa censura accusatoria mossa dai genitori di Paolo, quella di non aver messo in campo iniziative finalizzate a contrastare episodi e fenomeni di bullismo di cui il 14enne Mendico sarebbe stato vittima nel primo anno frequentato presso l’Itis e addirittura in precedenza. I tre provvedimenti di sospensioni sono stati definiti un pannicello caldo da parte del padre di Paolo, Giuseppe, e, annunciando bagarre in attesa di conoscere le motivazioni del Ministro, farà altrettanto la Flc Cgil che di sicuro promuoverà ricorso.
Le motivazioni le ha anticipate in una durissimo documento in cui aveva reso noto la sospensione della preside Antonetti. Aveva lamentato “una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità” – aveva dichiarato Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici Flc Cgil.
“Né è prova lampante – aveva osservato – la decisione di avviare la contestazione ancor prima dell’inizio dell’indagine ispettiva, destinata evidentemente a trovare una qualche giustificazione a un giudizio di fatto già scritto in una vicenda che ha creato allarme sociale e un giudizio negativo sull’impegno della scuola nell’affrontare le fragilità e le criticità delle relazioni fra adolescenti. Come Flc Cgil denunciamo, oltre alla violazione delle regole del procedimento, la totale mancanza di riscontro delle motivazioni della sanzione nella documentazione fornita dall’amministrazione, costituita esclusivamente dagli articoli di stampa pubblicati nell’immediatezza del drammatico evento, mentre è stato differito l’accesso alla relazione ispettiva, oggetto di discutibili anticipazioni a mezzo stampa, che l’interessata non ha ancora avuto modo di visionare e contestare”.
In effetti le due indagini penali in piedi non hanno portato ancora a nessuna conclusione. Nell’inchiesta della Procura ordinaria di Cassino al momento ufficialmente non ci sono indagati mentre quella dei Minorenni di Roma ha iscritto nel registro degli indagati quattro coetanei del povero Paolo Mendico.