Tentata concussione a Ponza, D’Amico condannato dal Gup di Cassino

PONZA, condanna per tentata concussione – Arrestato in flagranza di reato il 22 giugno 2024 con l’accusa di tentata concussione mentre intascava da un imprenditore romano impegnato nei servizi di giardinaggio e di manutenzione del decoro urbano una bustarella contenente 5000 euro in contante, l’ex delegato ai Lavori Pubblici del comune di Ponza (di Fratelli d’Italia) Danilo D’Amico, di 35 anni, è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione oltre che al pagamento delle spese processuali. Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Cassino Maria Rosaria Santoni che, accogliendo la richiesta del rappresentante della Procura, ha interdetto D’Amico in perpetuo dai pubblici uffici e a contrattare con la pubblica amministrazione e al pagamento delle spese legali. D’Amico, poi espulso dal partito di cui diceva di essere rappresentante, fu costretto a rassegnare le sue dimissioni dall’incarico che l’aveva visto tra i più votati alle amministrative del giugno 2022. La decisione di D’Amico di abbandonare il consiglio comunale di Ponza e la lista di maggioranza “Cambiamo il vento” all’epoca fu finalizzata a chiedere, attraverso la sua difesa, la revoca della detenzione domiciliare sulla scorta del venir meno della reiterazione del reato che D’Amico avrebbe potuto ancora commettere se avesse continuato ad esercitare un ruolo istituzionale pubblico. I Carabinieri della Compagnia di Formia e della stazione di Ponza, coordinati all’epoca dal sostituto Procuratore Flavio Ricci, tentarono anche di verificare la durata ed il tipo di rapporto che D’Amico avrebbe instaurato con la ditta romana “Garden Nomentano” ed eventuali complicità che lo stesso consigliere, autodichiaratosi coordinatore comunale e dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, avrebbe beneficiato all’interno dell’apparato tecnico burocratico del comune di Ponza.