SABAUDIA, Inchiesta chioschi – Se il Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario può essere ricusato nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri Forestali e della Guardia di Finanza, culminata mercoledì con la concessione degli arresti domiliciari ai danni dell’ex vice sindaco ed assessore alla cultura del comune di Sabaudia oltre che coordinatore comunale (sospeso) di Forza Italia Giovanni Secci e dei dirigenti dei settori Lavori Pubblici e demanio dello stesso comune, il formiano Giuseppe Caramanica e la privernate Elisa Cautilli si saprà tra un mese esatto. Lo ha stabilito giovedì 19 febbraio la quarta sezione penale della Corte d’appello, chiamata, tra il clamore generale, a discutere l’istanza di ricusazione presentata dal legale di Secci, l’avvocato Renato Archidiacono. Innanzitutto la Corte ha definito “ammissibile” la richiesta ma il rinvio al 19 marzo è stato provocato dalla richiesta formalizzata dal Procuratore generale Erminio Amelio che intende – come ha preannunciato – valutare l’intero e voluminoso fascicolo, soprattutto nella parte in cui il Gip Cario – è questa la principale doglianza della difesa di Secci – concedendo le proroghe agli inquirenti per la registrazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali ai danni dei tre indagati affermava già la “sussistenza di gravi indizi”. Insomma, secondo l’avvocato Archidiacono, il Gip Cairo avrebbe violato l’’articolo 37 del Codice di procedura penale andando oltre con considerazioni spettanti, semmai, ad una magistrato inquirente. La discussione dell’istanza di ricusazione ha fornito un altro elemento interessate.
Il Pg ha chiesto al Tribunale di Latina copia dell’ordinanza con cui il Gip Cario il 17 febbraio – anche se la misura era stata firmata il 2 – ha disposto gli arresti domiciliari a Secci oltre che ai dirigenti Caramanica e Cautilli. Il procuratore generale vuole capire se il Gip di Latina avrebbe potuto disporre o meno una misura cautelare nei confronti dei tre indagati quando era già a conoscenza di un’istanza di ricusazione ai suoi danni che lo stesso avvocato Archidiacono aveva presentato in Corte d’appello 24 ore prima dello svolgimento degli interrogatori preventivi secondo quanto prevede la riforma Cartabia. Cosa potrebbero succedere ora? Se i giudici d’appello dovessero accogliere l’istanza di Archidiacono, dovranno essere rifatti gli interrogativi preventivi e a svolgerli dovrà essere un Gip diverso dal dottor Cairo nominato dal Tribunale di Latina. I legali di Caramanica e Cautilli, gli avvocati Massimo Signore e Giulio Mastrobattista, hanno già confermato di presentare altrettanti ricorsi al Riesame contestando la presunta grave ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti. I due dirigenti, oltre all’ex sindaco di Sabaudia di fatto, sono accusati di aver pilotato nel maggio 2025 – secondo l’ipotesi della Procura – l’assegnazione di cinque chioschi sul lungomare di Sabaudia a imprenditori ritenuti familiari o conoscenti degli ex operatori balneari a cui era scaduta nel 2024 la concessione demaniale. Il ricorso al Riesame lo presenterà lo stesso avvocato Archidiacono per conto di Giovanni Secci. Vi aggiungerà un elemento in più: l’istanza di ricusazione nei confronti del Gip Cario che si discuterà il 19 marzo prossimo.