Referendum sulla giustizia, le iniziative a Formia e nel Sudpontino

FORMIA – S’infittiscono le iniziative a Formia e nell’intero sud pontino in vista dell’appuntamento referendario del 22 e del 23 marzo prossimi sulla giustizia. Lodevole il contenuto dell’appuntamento promosso dai “Giovani di Azione Cattolica per il bene comune” della Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” – Villaggio Don Bosco di Formia, in collaborazione con l’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Gaeta e l’Associazione Culturale diocesana “Vittorio Bachelet”. L’evento, intitolato “Verso il Referendum sulla Giustizia – Per un voto consapevole”, si terrà lunedì 9 marzo alle ore 21 in modalità on line. L’iniziativa è stata organizzata con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’occasione di informazione chiara e qualificata, favorendo una comprensione più consapevole dei quesiti referendari e delle loro possibili ricadute. La serata sarà aperta dal saluto del Professor Giuseppe Casale, Presidente di Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Gaeta. A seguire, Ester Tomao e Matteo Marcaccio, giovani di Azione Cattolica, guideranno un dialogo tra due autorevoli rappresentanti del mondo giuridico: l’avvocato Gianluca Giannicchedda, Presidente della Camera Penale di Cassino, che presenterà le ragioni del “Sì”, e il dottor Lucio Aschettino, Presidente del Tribunale di Cassino, che illustrerà le ragioni del “No”. La partecipazione è aperta a tutti, previa iscrizione tramite il modulo online dedicato che si può trovare sulle pagine social delle associazioni organizzatrici e che si inoltra di seguito, unitamente alla locandina dell’evento. Agli iscritti verra’ inviato il link della piattaforma meet per partecipare. Intanto a Formia si è costituito il Comitato per il NO al referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Il primo, appuntamento, riuscito, è svolto sabato pomeriggio in piazza della Vittoria, per l’avvio ufficiale della campagna e per raccogliere nuove adesioni. Si tratta di una “coalizione ampia e trasversale – sindacati, forze politiche, associazioni – che ha deciso di mettersi insieme per spiegare nel merito “perché questa riforma non affronta i problemi reali della giustizia italiana: non riduce i tempi dei processi, non interviene sulla carenza di personale, non migliora i servizi per i cittadini. In compenso interviene sulla Costituzione, modifica l’equilibrio tra i poteri dello Stato e indebolisce l’autonomia della magistratura, senza toccare i veri nodi del sistema. La giustizia ha bisogno di funzionare meglio, non di essere riscritta per interessi politici. Il 22 e 23 marzo si decide su un passaggio che riguarda l’assetto istituzionale del Paese. Noi abbiamo scelto di esserci” – hanno spiegato i promotori. Il comitato di Formia per il No al referendum sulla giustizia ha organizzato per il prossimo 7 marzo un incontro pubblico presso la Sala Falcone e Borsellino del palazzo Municipale facendo ricorso ad un impegnativo slogan “Se si indebolisce la Giustizia, si indeboliscono i diritti di tutti… anche i tuoi”. Sono previsti gli interventi di Lucio Aschettino, Presidente del Tribunale di Cassino, Glauco Zaccardi, presidente di Sezione del Tribunale di Cassino, Fausto Basile, giudice del Tribunale di Roma, Maria Teresa Amici della Direzione nazionale del Pd, Nello Trocchia, giornalista del quotidiano “Domani”. All’incontro, moderato dalla collega di Latina Oggi Graziella Di Mambro, parteciperanno, tra gli altri, gli avvocati Mattia Aprea, Alessandra Ciccolella, Raffaele Manfellotto, Gianfranco Testa con presentazione dell’avvocato Patrizia Menanno. “In gioco non c’è la separazione delle carriere ma i diritti ma la Costituzione. Il referendum è lo strumento che la Costituzione da ai cittadini per dire No ad una legge approvata dalla sola maggioranza. Questa legge cancella controlli e regole con il risultato che la legge non sarà più uguale per tutti” si sottolinea nel documento firmato da un lungo elenco di avvocati di Formia.
Alcuni loro colleghi – Patrizia Menanno, Mattia Aprea, Alessandra Ciccolella, Marco D’Onofrio, Gianluca Giattino, Luigi Atrei Garofalo, Rosaria Battaglia, Giuseppe Bortone, Emanuela Di Marco, Claudia Magliuzzi, Raffaele Manfellotto, Erminio Neri, Lino Magliuzzi, Orazio Picano, Luca Di Mascio, Luigi Scipione, Dalila Scarpellino, Ernesto Schiano, Stefano Scipione – hanno sottoscritto un documento in cui bocciano il contenuto dei quesiti referendari. La Legge, proposta dal Consiglio dei Ministri e recentemente approvata con voto di fiducia, “senza il benché minimo confronto nel Parlamento”, modifica alcuni articoli della Carta Costituzionale circa l’organizzazione della Magistratura e non affronta i problemi “reali” della giustizia: non rende più veloci i procedimenti, non incide sui carichi di lavoro, non adegua gli organici, non l’organizzazione dei tribunali, la digitalizzazione dei fascicoli. Non aggiunge un euro di risorse per rendere più efficiente la Giustizia. Anzi prevede ulteriori spese: due Csm e l’Alta Corte Disciplinare. La vera posta in gioco non riguarda la separazione delle carriere, poiché già ora sono pochissimi i passaggi da magistratura inquirente (Pm) a giudicante, e viceversa. Attualmente si può effettuare una sola volta il cambio nell’intera carriera. I dati sono questi: Nel 2019 sono stati 24 (5 da giudice a Pm e 19 viceversa), nel 2020 sono stati 25 (10 e 15), nel 2021 sono stati 31 (15 e 16), nel 2022 sono stati 25 (8 e 17), nel 2023 sono stati 34 (8 e 26). Si tratta di pochissime decine su 9600 magistrati. Questi sono i numeri e i fatti. La composizione dei due Csm – si legge anciora nel documento sottoscritto da alcuni legali di Formia – con magistrati tirati a sorte mentre i laici sono designati dalla maggioranza parlamentare di turno, indica chiaramente la volontà di sottomettere la magistratura alla politica. Il governo Meloni ha già cancellato il reato di abuso in atti d’ufficio ed ha ridotto l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini. Ha inoltre modificato l’assetto e l’organizzazione della Corte dei Conti, riducendo le sanzioni di danno erariale ai funzionari pubblici e agli amministratori. Il tetto massimo previsto non potrà essere superiore al 30% del danno accertato, con un massimo di due annualità di stipendio. E’ chiara la direzione che si vuole intraprendere: cancellare controlli e regole con il risultato che la Legge non sarà uguale per tutti. La Costituzione è di tutti e non di una parte sola. La riforma della Giustizia, ivi compresi gli articoli della Costituzione, doveva essere ben altra e votata da una maggioranza più ampia del Parlamento. Il Referendum non è confermativo della riforma Nordio ma è lo strumento che la Costituzione affida ai cittadini per dire NO ad una Legge approvata solo dalla maggioranza”.
Il Percorso culturale dell’Azione Cattolica di Formia, con la collaborazione della libreria “Tuttilibri” e il patrocinio del Comune, organizza un incontro pubblico con Gherardo Colombo, in programma a Formia presso la Chiesa di Santa Teresa martedì 3 marzo alle ore 19. L’appuntamento con il più raffinato pm del pool “Mani Pulite di Milano rappresenta “un’importante occasione di riflessione sui temi della legalità, della giustizia e della responsabilità personale e collettiva, a partire dall’esperienza e dall’impegno civile di Gherardo Colombo, già magistrato e oggi attivamente impegnato nella diffusione della cultura della Costituzione e dell’educazione alla cittadinanza, con riferimento all’ultimo libro “La giustizia italiana in 10 risposte” edito da Garzanti”. Attraverso il dialogo con i partecipanti, l’incontro del 3 marzo intende promuovere “una maggiore consapevolezza dei principi costituzionali, stimolare il senso critico e favorire una partecipazione attiva alla vita democratica”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di approfondimento culturale che l’Azione Cattolica delle Parrocchie di Formia promuove “con l’obiettivo di offrire alla comunità momenti qualificati di confronto su temi di attualità e rilevanza sociale. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.
A farsi promotore per il “Si” al referendum sulla giustizia è l’intero centro destra di Minturno (Fratelli e la Lega sono all’opposizione mentre Forza Italia fa parte della maggioranza che con il Pd e alcune liste civiche sostiene il secondo mandato del sindaco Gerardo Stefanelli) che, ad un anno dalle elezioni amministrative, tornerà a sedersi allo stesso tavolo. L’occasione sarà un’iniziativa referendaria che, in programma domenica 1 marzo, alle ore 11, presso lo stabilimento balneare “Scauri” di Scauri, vedrà i dirigenti e i consiglieri comunali in carica (in testa il presidente del consiglio comunale, l’azzurro Massimo Signore) sostenere il voto favorevole ai referendum confermativi a fianco di alcuni deputati e parlamentari del territorio e non solo. Se questa ritrovata unità sarà applicabile dal 24 marzo prossimo, la materia sarà il pane companatico per il migliore Nostradamus….