Contratto decentrato dei dipendenti Comunali di Formia, l’amministrazione latita

FORMIA, Dipendenti Comunali – Pronti ad incrociare le braccia per due ore per esternare ai cittadini, attraverso un sit in, il loro malessere. Ma prima di mettere in atto questa forma di protesta “vogliamo sapere cosa deciderà la politica e, soprattutto, le minoranze”. L’hanno fatto sapere la Funzione Pubblica della Cgil e della Uil dopo aver dichiarato, secondo prevede il secondo comma del secondo articolo della legge 146/1990, lo stato di agitazione dei dipendenti del comune di Formia. Questa forma di protesta scaturisce dalla partecipata assemblea del 9 febbraio in cui era stata evidenziata la mancata sottoscrizione del contratto decentrato entro lo scorso 31 dicembre “con le negative ricadute che tale fatto comporta nei confronti dei lavoratori dell’Ente”. Il sit in “informativo, di cui era stato per certi versi anticipato lo svolgimento da una lettera sottoscritta da Maria Porceddu e da Ottavio Mariottini, della Funzione Pubblica della Cgil e della Uil in una lettera al Prefetto Ciaramella, alla Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, al Sindaco di Formia Gianluca Taddeo e soprattutto alla segretaria Generale Marina Saccoccia nella veste di presidente della delegazione trattante del Comune di Formia, era stato congelato perché nel frattempo sulla scrivania del presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo era stata fatta recapitare una richiesta di consiglio comunale sottoscritta dai consiglieri comunali di opposizione della Lega, del Pd, di Guardare Oltre e di Un’altra città.

Tra i punti richiesti c’era proprio la dichiarazione dello stato di agitazione dei dipendenti del comune e soprattutto le più scottanti questioni amministrative sul tappeto, dall’affidamento in house alla municipalizzata Futuro Rifiuti zero della gestione delle strisce blù alla complicato decollo del Coises, il neonato consorzio pubblico – la sede è passata dal comune di Gaeta a quello di Formia – specializzato per il management delle politiche sociali. Le minoranze pensavano di affrontare lo stato di agitazione del personale del comune in un’interrogazione da inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale di sabato 14 marzo ma, essendo una seduta caratterizzata dall’esame e dall’approvazione del bilancio previsionale 2026 e di quello pluriennale, è praticamente impossibile. La Funzione Pubblica della Cgil e della Uil hanno deciso di attendere, di pazientare per lo svolgimento del loro sit in. Vogliono prima capire e verificare il tipo di risposte che l’amministrazione Taddeo fornirà alle opposizioni e poi decideranno il da fa farsi. Di certo le organizzazioni sindacali di categoria nella lettera in cui proclamavano lo stato di agitazione avevano rimarcato come l’amministrazione Taddeo fosse rimasta “sorda e muta “ rispetto alla mancata sottoscrizione del contratto decentrato entro lo scorso 31 dicembre “con le negative ricadute che tale fatto comporta nei confronti dei lavoratori dell’Ente. Nonostante ripetute richieste e solleciti, l’Amministrazione comunale di Formia non ha ritenuto di intervenire per la definizione di questa controversia – avevano specificato la Funzione Pubblica della Cgil e della Uil – Non ha ritenuto neppure di dover convocare le organizzazioni sindacali di categoria per trovare una soluzione condivisa che recuperasse le omissioni da parte dell’Amministrazione stessa. Tutto ciò in palese violazione della vigente normativa ed al corretto principio di buona fede e trasparenza alla base della gestione della pubblica Amministrazione”.

Le lavoratrici e lavoratori de Comune di Formia, “nonostante questo comportamento di chiusura”, hanno continuato con senso di responsabilità a garantire la regolare continuità dei servizi istituzionali di competenza dell’Ente, a favore dei Cittadini”. Il vaso della pazienza – avevano osservato Porceddu e Mariottini – è tracimato da tempo e così “abbiamo deciso di mettere in campo ogni azione di mobilitazione che la vigente normativa consente a tutela del futuro lavorativo e contrattuale dei lavoratori dell’Ente”. I sindacati hanno deciso sinora di gestire con la dovuta cautela questa velenosa controversia ma l’affollata assemblea tenutasi presso la sala “Falcone-Borsellino” del comune di Formia aveva provocato le reazioni delle minoranze. La prima in assoluto era stata la consigliera comunale del Partito Democratico Imma Arnone cui si sono aggiunti i componenti del gruppo consiliare ed il coordinamento comunale della Lega di Formia che avevano espresso “profonda e sincera solidarietà” ai dipendenti del comune di Formia.