Referendum 2026, l’analisi politica del voto in provincia di Latina

LATINA – Una provincia convinta della bontà della riforma sulla giustizia del Ministro Nordio ma il quesito referendario, se rapportato alle singole esperienze politico-elettorali, ha rilanciato alcune perplessità sulla gestione del referendum da parte di alcuni comuni a guida centro destra, soprattutto nel sud pontino. E’ la fotografia che si può scattare dopo la conclusione nel tardo pomeriggio di lunedì dello spoglio sul referendum costituzionale resosi necessario dopo le quattro letture della riforma del Guardasigilli da parte di Camera e Senato. Capitolo affluenza. Nelle 513 sezioni aperte domenica e lunedì sino alle ore 15 nei 33 comuni pontini hanno votato 251.805 dei 437.380 cittadini aventi diritto, pari al 57,57%. Una percentuale in media con quella nazionale che naturalmente – come capita in qualsiasi occasione elettorale – ha conosciuto “picchi” negativi e positivi. Se le più alte percentuali di partecipazione al voto referendario sono state registrati nei comuni di Cori (62,91%), Sperlonga (62,33%) e Latina (61,80%), la maglia nera in questa circostanza va attribuita al comune di Ponza. Ha votato solo il 41,80% dei cittadini aventi diritto – nella dirimpettaia Ventotene per maggiori sensibilità culturali ha votato il 53,48% , dunque elettori provenienti da Roma, Napoli e finanche dalla lontana Milano residenti nella seconda isola pontina – un dato decisamente preoccupante rispetto al comune, Maenza, in cui la percentuale (49,11%) è stato la seconda peggiore tra i 33 comuni della provincia. Il voto referendario ha visto prevalere il “NO” in 24 comuni che in ordine alfabetico sono stati Bassiano (389 voti pari al 59,66%), Campodimele (194-66,67%), Cisterna (9242-58,39%), Fondi (8246-59,87%), Latina (33.399-54,50%), Lenola (1104-61,47%), Minturno (4655-51,45%), Monte San Biagio (1626-65,09%), Ponza (615-56,37%), Priverno (3207-55,16%), Rocca Massima (307-63,3%), Roccagorga (947-52,42%), Roccasecca dei Volsci (285-58,64%), Sabaudia (5090-62,00%), San Felice Circeo (2416-62,33%), Santi Cosma e Damiano (1638-54,44%), Sermoneta (2571-54,59), Sezze (4257-51,88%), Sperlonga (917-57,64%), Spigno Saturnia (11.072-58,16%). Insomma il comune in cui la percentuale più alta per il SI è stato quello di Campodimele, la cui amministrazione comunale è guidata da uno dei sindaci più giovani in carica, Tommaso Grossi, civico ma con simpatie nei confronti dei Fratelli d’Italia.

Lo score del “NO” ha fatto rilevare le sorprese più interessanti se rapportate alle realtà territoriali locali coinvolte e ai possibili risvolti, presenti e futuri, di natura elettorale. I comuni in cui hanno prevalso i “No” sono stati – come detto – 9 e, più precisamente Aprilia (16.358 voti pari al 53,23%), Castelforte (983- 51,30%), Cori (2775 – 56,41%), Formia (8900 – 51,91%), Gaeta (4989-55,53%), Itri (2578-53,17%), Norma (964-56,37%) e Ventotene (179-61,72%). Se i cittadini di Ventotene sono stati i più detrattori della riforma sulla giustizia – e c’era da aspettarselo – hanno fatto rumore, a scrutinio ultimato, i dati usciti dalle urne di tre comuni del Golfo, a guida Forza Italia, Formia, Gaeta e Itri. Qui ha primeggiato a sorpresa il fronte del “NO” rispettivamente con il 51,91% (8900 voti), il 55,53% (4984 preferenze) ed il 53,17% (pari a 2578 voti) mentre quello del “SI” si è fermato al 48,09%(8246), al 44,47% (3991) e al 46,83%(2271 voti). Ma è stato il dato di Gaeta ha fatto rumore subito nella segreteria provinciale di Forza Italia perché il SI ha dilagato ovunque rispetto alla percentuale raccolta dal “SI” (59,87%, 10.613 voti) in un comune, Fondi, governato sempre dal partito del Senatore Claudio Fazzone. A rendere pan per focaccia al sindaco Leccese è stato il consigliere comunale del Pd Franco De Angelis: “Vincere le amministrative con il 70% e poi perdere il referendum con il 44,47% significa che qualcosa si sta muovendo . Come si giustificheranno il sindaco Leccese ed il consigliere regionale Cosimino Mitrano”. Che qualcosa non sia filato per il verso giusto l’ha scritto sui social anche il delegato all’housing sociale dell’amministrazione gaetana Mauro Pecchia: “Il fronte del “No” vince attraverso una propaganda più semplice e comprensibile (“vota contro Giorgia”, Difendiamo la Costituzione”, “Diamo un calcio alla destra”, “Siamo tutti antif@scisti”). Il fronte del “SI” perde a causa di una campagna debole che, basata sui tecnicismi, non si è impegnata a filtrare nel giusto modo questioni difficili da decifrare immediatamente. Il mio pensiero va ai tanti membri del centro destra locale che nel corso delle elezioni comunali portano i propri elettori a votare perfino in carriola. In questi casi si scordano che esiste la vera politica che va oltre la propria piccola carriera personale. Riflettiamo. Anzi riflettete”. A stretto gira di posta è arrivata la controreplica del Dem De Angelis: “Caro Mauro, la critica che fai è corretta ma devi farla iniziando dal tuo sindaco. Il suo santo protettore (chiaro il riferimento al consigliere regionale Mitrano) evidentemente questa volta era occupato in altre questioni e Leccese ha dimostrato tutti i suoi limiti e pochezza politica”.

Se a Gaeta volano gli stracci, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, il Senatore Nicola Calandrini ha cercato con successo, da parte sua, i panni di Don Chisciotte: “In provincia di Latina si è delineata una vittoria del Sì, con una percentuale intorno al 53%, un dato in controtendenza rispetto al quadro nazionale che merita attenzione e rispetto. Particolarmente significativo è il dato del comune capoluogo di Latina, dove la percentuale dei Sì supera il 54%, un risultato ancora più rilevante rispetto alla media provinciale e che conferma la forte adesione del territorio alle ragioni del referendum. Si tratta di un risultato che testimonia il grande lavoro svolto in queste settimane da tutti i partiti della coalizione di centrodestra e dai comitati civici per il si. Ci tengo inoltre a ringraziare, per il lavoro svolto – ha aggiunto Calandrini – tutta la classe dirigente, i militanti di Fratelli d’Italia e i giovani di Gioventù Nazionale. Compagini che con impegno e determinazione hanno portato avanti una campagna capillare, raggiungendo anche i centri più piccoli del territorio. A tutti loro va il mio plauso sincero per la dedizione e la passione dimostrate, che hanno contribuito a costruire questo risultato. Resta naturalmente il rammarico per un esito nazionale che appare diverso, ma il rispetto per il voto degli italiani viene prima di ogni considerazione. Ora è il momento della responsabilità: continueremo a lavorare con serietà e determinazione nel solco del mandato ricevuto dai cittadini” – ha concluso il segretario provinciale di Fdi.