Formia ha bisogno di una viabilità e di una mobilità alternativa in attesa della realizzazione della strada Pedemontana che, secondo le ultime stime (Carenti per difetto), ha sfiorato quota 600 milioni sfiorando la previsione di spesa che, interamente garantita dal governo locale, è andata in frantumi per i capricci di una certa politica locale. A denunciarlo sono le associazioni “Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri e Confronti” ed il comitato “Incolumità Stradale Cittadini di Formia” che, mentre sottolinea come il nuovo progetto segua l’iter con l’ottenimento del parere favorevole del Ministero dell’Ambiente per quanto concerne la Valutazione d’Impatto Ambientale, attaccano frontalmente i comuni di Formia e Gaeta che “restano in silenzio”. Perché? Insieme alla Provincia di Latina, le amministrazioni guidate dai sindaci forzisti Gianluca Taddeo e Cristian Leccese avevano sottolineato ed espresso, nella fase preliminare del progetto, alcune forti criticità circa l’assenza di una “visione comprensoriale dell’opera”. Anche la Regione Lazio si era mossa sulla stessa linea. In particolare, nel carteggio procedurale, aveva dichiarato “non risolutiva” la previsione adottata di far tornare i flussi di traffico sulla Flacca, alle spalle della spiaggia di Vindicio e all’ingresso dell’abitato di Gaeta, scartando l’ipotesi dell’incanalamento nella via dell’Agricoltura (strada consortile), cosi come era stato richiesto dai comuni di Formia e Gaeta. Queste osservazioni, reiterate a settembre 2025, sono state respinte ora dall’Anas con la motivazione che non erano compatibili con il contratto sottoscritto. “Stiamo parlando di un progetto imponente, del costo di circa 600 milioni di euro, che – osservano le associazioni “Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri e Confronti” ed il comitato “Incolumità Stradale Cittadini di Formia”- riguarda prevalentemente il territorio di Formia- Purtroppo le amministrazioni del golfo continuano a non dare segni di vita, neanche di fronte all’approssimarsi dell’11 aprile quando scadrà il termine per un eventuale ricorso al Tar sul parere della Via. Cosa faranno Formia e Gaeta, decideranno di ricorrere difendendo le osservazioni al progetto, oppure lasceranno fare?”. A dire delle tre realtà associative la vicenda della strada Pedemontana , oltre al danno che procureranno a coloro che nell’immediato si troveranno i beni vincolati, distoglie l’attenzione sull’annoso problema del traffico litoraneo, ancora irrisolto, ma divenuto ormai insostenibile. Infatti la mancata separazione del traffico di transito da quello locale provoca un groviglio dal quale non si riesce a venirne a capo”. Nel frattempo ponte Tallini resta chiuso e … “appeso”. Il progetto di ripristino è cambiato in corso d’opera e quando si tratterà di rimuovere il tratto sulla litoranea “non è dato sapere come si farà per evitare interferenze con il traffico. I lavori andranno per le lunghe e aumenteranno vertiginosamente i costi. Anche in questo caso c’era un’alternativa, e con costi minori, ma la miopia in tema di viabilità sembra ormai una costante. I progetti e i lavori della nuova strada Pedemontana richiederanno tempi lunghi e le tre associazioni tornano a sollecitare “quattro interventi semplici e dai costi relativamente contenuti. Si tratta della realizzazione di una rotonda a Vindicio con l’eliminazione dei semafori; il riordino della rotonda dei carabinieri, con l’eliminazione del semaforo pedonale, la realizzazione di un sottopasso pedonale a via San Giulio e di un’altra rotonda in località Acqualonga nel tratto iniziale della Variante Formia Garigliano. “Evidentemente troppo poco costosi rispetto ai 600 milioni della pedemontana – le associazioni “Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri e Confronti” ed il comitato “Incolumità Stradale Cittadini di Formia”- Questa potrebbe essere l’amara considerazione”.