Tritolo ed armi rinvenuti a San Felice Circeo e Latina, smantellato l’arsenale della criminalità

SAN FELICE CIRCEO, Tritolo – Un’operazione mirata e articolata ha permesso alla Polizia di Stato di Latina di smantellare un pericoloso deposito di armi ed esplosivi nascosto in alcuni appartamenti della provincia. L’attività, condotta nei giorni scorsi nell’ambito di indagini info-investigative, ha portato al sequestro di numerose armi da fuoco, anche clandestine, e di ordigni esplosivi di elevata potenzialità offensiva.

In particolare, gli investigatori della Squadra Mobile hanno effettuato un primo intervento in un appartamento in località Latina Scalo, dove è stata sequestrata una replica di pistola che potrebbe essere stata modificata per sparare. L’arma sarà ora sottoposta ad accertamenti balistici per verificarne la reale funzionalità.

Ancora più allarmante il quadro emerso durante una perquisizione in un appartamento a San Felice Circeo, dove è stato scoperto un vero e proprio arsenale. All’interno dell’abitazione sono state rinvenute sette pistole, di cui quattro semiautomatiche e tre revolver, un silenziatore, tre bombe carta di fattura artigianale — due del peso superiore a un chilogrammo e una di circa duecento grammi — oltre a un ordigno artigianale contenente circa 250 grammi di tritolo.

Considerata l’elevata pericolosità dell’esplosivo, l’ordigno è stato fatto brillare in sicurezza dagli artificieri della Polizia di Stato della Questura di Roma, all’interno di una cava situata nelle vicinanze del luogo del ritrovamento.

Sono attualmente in corso le indagini per risalire alla “paternità” delle armi e degli esplosivi sequestrati, dal momento che i proprietari degli immobili perquisiti sembrerebbero estranei ai fatti.

Prosegue intanto senza sosta l’attività della Polizia di Stato, sia sul fronte investigativo — coordinato dalla Procura della Repubblica di Latina — sia sul piano della prevenzione, con un rafforzamento dei servizi di controllo del territorio in tutta la provincia, al fine di intercettare ogni forma di criminalità e prevenire potenziali gravi pericoli per la collettività.

Secondo quanto apparso sul quotidiano Il Messaggero di oggi il ritrovamento sarebbe direttamente collegabile alla guerra tra gruppi criminali in corso a Latina ed agli arresti compiuti nei giorni scorsi nel corso dell’operazione Battaglia navale e ad altre indagini.