FONDI – Minoranze scatenate del comune di Fondi scatenate negli scampoli finali della consiliatura. I consiglieri Comunali Salvatore Venditti, Francesco Ciccone, Enesio Iudicone e Stefano Marcucci hanno inviato una nota ufficiale al segretario generale dell’ente per chiedere chiarimenti urgenti sulla procedura d’appalto per l’affidamento del delicatissimo servizio pubblico di igiene urbana ed ambientale del comune. Il 2 marzo scorso si sarebbe dovuto procedere con l’apertura della documentazione tecnica degli operatori economici partecipanti alla licitazione promossa dalla Giunta Maschietto. Con una nota del 27 febbraio il Responsabile della procedura ha comunicato che “l’operazione è posticipata a data da destinarsi” e che la nuova data sarebbe stata successivamente indicata. “Un rinvio che già di per sé solleva interrogativi. Ma ciò che appare ancora più grave è che l’atto non riporta alcuna motivazione – sostengono i consiglieri Venditti, Ciccone, Iudicone e Marcucci – Si tratta di un fatto difficilmente giustificabile sul piano amministrativo: ogni provvedimento della pubblica amministrazione deve essere motivato. Rinviare una gara pubblica, per di più la più importante e costosa dell’Ente, senza spiegarne le ragioni è un’anomalia che non può essere ignorata.
A questo si aggiungono ulteriori elementi che rendono il quadro ancora più preoccupante. La nuova data di apertura delle buste è stata infatti comunicata soltanto il giorno precedente, senza nemmeno 24 ore di preavviso. Inoltre questa comunicazione è arrivata dopo la chiusura di una manifestazione di interesse per il completamento della commissione giudicatrice, pubblicata solo successivamente all’avviso di rinvio. Una sequenza di atti e tempistiche che appare quantomeno confusa e che, nel suo insieme, fa emergere più di un dubbio sulla gestione della procedura. Troppe coincidenze, troppi passaggi poco chiari, proprio mentre si tratta della gara d’appalto probabilmente più rilevante e onerosa per il Comune di Fondi. È legittimo, a questo punto, chiedersi se tutto stia procedendo nel modo corretto. Perché quando si accumulano ritardi, rinvii senza motivazione, comunicazioni last minute e atti che si susseguono in modo disordinato, il sospetto che qualcosa non stia funzionando diventa più che fondato”. I consiglieri Venditti, Ciccoe, Iudicone e Marcucci ritengono “inaccettabile che, in piena campagna elettorale, si registrino simili anomalie su una gara così delicata”. Si tratta di un appalto che il comune di Fondi avrebbe dovuto bandire all’inizio del 2025 e che invece, proroga dopo proroga, ha già garantito alla società appaltatrice undici mesi in più rispetto ai termini previsti, con scadenza ora fissata al 30 aprile 2026. “Qui non è in discussione solo una procedura amministrativa, ma la credibilità stessa dell’Ente. Chiediamo risposte immediate – hanno concluso i quattro consiglieri di minoranza – trasparenza totale e il rispetto rigoroso delle regole, perché in ballo c’è un servizio essenziale per la qualità della vita della città di Fondi”.
Gli stessi esponenti della minoranza (tranne Marcucci di Fdi) hanno chiesto “chiarezza” dopo alcune anticipazioni della stampa secondo la quale l’ex consigliere comunale di Latina Ivano Di Matteo, nella veste di funzionario presso la Camera di Commercio Latina Frosinone, è indagato per corruzione. C’entra in questa vicenda il comune di Fondi perché Di Matteo è il presidente del Collegio dei Revisori dell’ente: “Da tempo denunciamo un’anomalia politica evidente: il ruolo di controllo affidato a una figura che non ha mai nascosto la propria vicinanza al centrodestra e a Forza Italia, cioè alla stessa area politica che dovrebbe essere oggetto di quel controllo. Una situazione che, già sul piano dell’opportunità, solleva più di una perplessità — come se, in questa provincia, il senso stesso dell’opportunità istituzionale fosse ormai venuto meno”.
Per i consiglieri Venditti, Ciccone e Iudicone “colpisce, tra l’altro, che si tratti dello stesso Ivano Di Matteo che nel 2016 sollevava pubblicamente presunti conflitti di interesse perché, all’interno del MOL (Mercato ortofrutticolo di Latina), qualcuno aveva espresso sostegno all’allora candidato sindaco Enrico Forte. Evidentemente, ciò che ieri veniva denunciato con tanta solerzia oggi non merita la stessa attenzione, nemmeno quando riguarda ruoli ben più delicati e istituzionali. Oggi però il quadro si aggrava ulteriormente.
Non siamo più soltanto di fronte a una questione politica, ma a un fatto giudiziario serio, legato a ipotesi di reato gravi come la corruzione. È chiaro che in uno Stato garantista come il nostro vale la presunzione di innocenza e non saremo certo noi a esprimere giudizi sul piano giudiziario. Tuttavia, il ruolo di Presidente del Collegio dei Revisori è troppo delicato per essere svolto in una situazione come questa, che rischia di compromettere la credibilità e la serenità dell’azione amministrativa”. I consiglieri Venditti, Iudicone e Ciccone ritengono questa vicenda “estremamente preoccupante e incompatibile con il ruolo delicato e fondamentale di garanzia che il Presidente del Collegio dei Revisori è chiamato a svolgere”. In questa prospettiva è stato chiesto “con forza” al Comune di Fondi e agli organi competenti di “fare immediata chiarezza su questa vicenda e di assumere tutte le iniziative necessarie a tutelare la credibilità e la trasparenza dell’ente. Le istituzioni devono essere al di sopra di ogni sospetto”.
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