Project financing, il quotidiano Italia Oggi bacchetta il comune di Gaeta

GAETA, project financing – In prospettiva del pronunciamento del Tar che nel merito dovrà pronunciarsi sui ricorsi dell’Autorità nazionale per la concorrenza ed il libero mercato, della presunta illegittimità si è occupato nell’edizione di mercoledì 22 aprile il secondo quotidiano economico italiano. “Italia Oggi” nelle pagine dedicate a “Giustizia e società” affronta la querelle dei progetti di finanza che, varati attraverso la deliberazione di Giunta numero 143 del 19 giugno 2024 e le deliberazioni numero 41-42-43-44 e 45 del 19 giugno 2024, sono finalizzati al rilascio delle concessioni demaniali della durata ventennale per la gestione degli stabilimento balneari. L’articolo, firmato da Alberto Grifone, ricorda come la scelta dell’amministrazione Leccese abbia “incontrato la netta opposizione dell’Agcm che, dapprima con parere motivato del 18 febbraio 2025 e poi con ricorso del 2 dicembre 2025, ha evidenziato criticità rilevanti sul piano della concorrenza. In particolare, il meccanismo della prelazione riconosciuto al promotore del progetto è stato indicato come un possibile fattore di distorsione del mercato, in quanto rischia di favorire il proponente iniziale rispetto ad altri operatori, limitando di fatto la parità di condizioni nelle procedure di gara, in contrasto con l’articolo 12 della direttiva servizi. Le osservazioni dell’Autorità – aggiunge ancora Italia Oggi nel servizio dal titolo “Concessioni balneari, gare con regole più chiare”, si “concentrano anche su aspetti operativi che incidono direttamente sull’attività dei gestori. Tra questi, la necessità che le amministrazioni definiscano in modo puntuale e preventivo le caratteristiche delle aree in concessione: non solo dimensioni e localizzazione, ma anche destinazioni d’uso, possibilità di attività accessorie e presenza di servizi. Si tratta di informazioni essenziali per costruire piani economico-finanziari attendibili e comparabili. La mancanza di questi elementi, oltre a ridurre la trasparenza, rischia di incidere sul valore economico delle concessioni e di creare incertezza per gli operatori. Non è quindi possibile, secondo l’impostazione emersa, definire le modalità di utilizzo delle aree solo dopo l’affidamento: il perimetro dell’attività deve essere stabilito a monte dall’ente concedente. Un ulteriore elemento rilevante riguarda il rapporto tra concessione e opere pubbliche – osserva il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi – I progetti di finanza devono mantenere un legame diretto con il bene oggetto di concessione e non possono essere utilizzati per finanziare interventi estranei all’area demaniale”.
Sul piano giurisprudenziale, il Tar con la sentenza numero 701 del 10 settembre scorso ha aggiunto un passaggio importante: il piano economico-finanziario presentato dai proponenti “deve essere verificato in modo autonomo dall’amministrazione, anche se già verificato da un professionista. Per i gestori degli stabilimenti balneari, il quadro che emerge è chiaro. Le future procedure richiederanno maggiore attenzione nella costruzione delle proposte e nella valutazione dei bandi, in un contesto in cui trasparenza e concorrenza saranno sempre più centrali. Allo stesso tempo, diventa fondamentale che le pubbliche amministrazioni – è il monito di Alberto Grifone – definiscano regole chiare e complete, così da garantire condizioni di partenza certe e favorire investimenti sostenibili”