Scompare a 94 anni l’avvocato Angelo Palmieri, decano dei penalisti del Foro di Latina

LATINA – Considerava la difesa quale principale garanzia della libertà di tutti. Diversificando il concetto biblico, anche Caino – soleva dire – ha diritto alle sue ragioni e non è giusto che Abele, “utilizzando” la sua morte, aumenti ulteriormente i propri “tifosi”. Il panorama culturale della provincia di Latina e, in particolar modo la sua avvocatura, in queste ore è in lutto per la scomparsa a 94 anni del suo elemento più rappresentativo, più noto ed apprezzato. Il “maestro” Angelo Palmieri – perché tale è stato nei suoi 60 anni che ha indossato la toga, la sua seconda pelle – se n’è andato, circondato sì dall’affetto dell’adorata moglie Liliana, del figlio d’arte Oreste, della figlia Donatella e dei nipoti Giorgia e Angelo, lasciando l’avvocatura pontina un po’ più impoverita e orfana di un personaggio capace di scalare le gerarchie del settore anche se non era di Latina.

Il “Maestro” Angelo Palmieri era nato, infatti, a Sperlonga, un borgo ora meta di turisti provenienti da ogni angolo dal mondo ma quasi un secolo fa formato da contadini e pescatori. L’avvocato Palmieri era temuto anche dalla magistratura alla quale ricordava – sin dai tempi del processo nel 1976 davanti la Corte d’assise di Latina per l’eccidio del Circeo (ha difeso uno dei suoi autori, Gianni Guido, condannato in appello a 30 anni dopo il risarcimento danni riconosciuto alle vittime in seguito alla condanna all’ergastolo in primo grado)- che la difesa, quando svolge il suo ruolo, è sinonimo di civiltà e un elemento in grado di rendere più adulta la società, aiutandola anche a correggere i suoi “umani” errori. In sintesi, anche il mostro ha bisogno di giustizia, di una giustizia giusta, in grado di esercitare lo stesso ruolo al pari dell’accusa.

E proprio i Pm della Procura di Latina erano, quantunque possa apparire paradossale, i suoi principali estimatori perché l’avvocato Palmieri credeva – e l’ha fatto sino alle sue ultime apparizioni nel palazzo di giustizia di piazza Buozzi – nell’etica del diritto e in quella beatitudine evangelica che si chiama giustizia che è tutt’altra cosa rispetta alla vendetta e al tifo…
Protagonista dei più importanti processi svolti nel secondo dopo guerra a Latina ma anche a Frosinone e a Roma, il “maestro” Palmieri ha deciso di seguire con la sua attenta e puntigliosa difesa, sino a quanto ha potuto, l’ex sindaco del suo paese d’origine, Armando Cusani.

Le sue considerazioni sulle vicissitudini giudiziarie dell’uomo politico più bersagliato della magistratura pontina devono rimanere chiuse a quattro mandate nei ricordi di chi scrive. Il decano dell’avvocatura di Latina credeva nella separazione delle carriere dei magistrati perché la stessa giustizia deve essere “limitante” per evitare di diventare potere assoluto…senza freni. Altri due meriti di Angelo Palmieri sono stati quelli di aver contribuito alla crescita, umana-professionale e culturale, di una serie infinita di giovani toghe e di non aver reciso mai il cordone ombelicale con il suo paese natale. Non è un caso che i funerali del “maestro” si svolgeranno lunedì 27 luglio, alle ore 16.30, presso la chiesa di S.Maria Assunta di Sperlonga e ad officiarli sarà il parroco del borgo saraceno e Vicario generale dell’Arcidiocesi di Gaeta, don Mariano Parisella. E saranno centinaia le toghe del foro di Latina ma di quelli di Cassino, Frosinone, Velletri, Roma e Santa Maria Capua Vetere a parteciparvi , gli stessi che gli renderanno omaggio con un minuto di silenzio nei dibattimenti in programma nei rispettivi Tribunali nella mattinata di lunedì.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO
Sono stati tanti e significativi i messaggi di cordogli espressi subito dopo la diffusione della notizia della scomparsa di quello che è stato considerato per decenni il legale più rappresentativo dell’avvocatura pontina. Il più bello è dell’attuale presidente dell’ordine degli avvocati di Latina, Gianni Lauretti, considerato uno dei migliori allievi del “Maestro”. “Il Foro pontino perde un grande protagonista della scena giudiziaria italiana e un vero punto di riferimento per molte generazioni di avvocati. Angelo Palmieri era il decano dei penalisti premiato dall’Ordine degli Avvocati con la Toga per sempre, perché ha continuato a frequentare le aule del Tribunale anche dopo aver compiuto i novant’anni. Ha partecipato ai più grandi processi celebrati nell’aula della Corte di assise di Latina ed ha difeso con grande passione ogni suo assistito, di qualunque estrazione sociale. Ha insegnato la professione a decine di colleghi e – ha osservato Laurettio – è stato un esempio di rara dedizione al lavoro ed allo studio del processo penale. Si è impegnato anche nella politica forense, ricoprendo la carica di Consigliere dell’ordine degli avvocati e di Presidente della Camera penale di Latina. Ha dato lustro al nostro Foro in tutti i maggiori tribunali italiani e sarà sempre ricordato per le sue doti di simpatia, cordialità ed attenzione per le giovani generazioni”.

Il direttivo della Camera Penale di Latina, intitolata ad un altro monumento del foro di Latina Giorgio Zeppieri,non è stato da meno: “Riconosciuto come uno dei più autorevoli penalisti italiani, l’avvocato Palmieri ha scritto pagine indelebili della storia della professione forense, distinguendosi per l’altissimo profilo giuridico, il rigore intellettuale e la straordinaria dedizione alla tutela dei diritti e delle garanzie. La sua figura – ha aggiunto il presidente dei penalisti di Latina Maurizio Forte – ha rappresentato, per intere generazioni di avvocati, un punto di riferimento umano e professionale. Ha esercitato la professione con competenza, autorevolezza e profondo rispetto dei valori della difesa, contribuendo in modo determinante alla crescita della cultura penalistica e del Foro pontino. Il suo esempio, la sua passione per il diritto e il suo instancabile impegno resteranno patrimonio prezioso dell’Avvocatura. Con la sua scomparsa, il Foro italiano perde uno dei suoi Maestri più illustri. La Camera Penale di Latina, nel ricordarne con commozione e riconoscenza l’eccezionale profilo umano e professionale, – ha concluso l’avvocato di Fondi – si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia, dei colleghi Oreste e Giorgia e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne le straordinarie qualità”.

A rappresentare la politica è stato il Senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Latina di Fratelli d’Italia: La scomparsa dell’avvocato Angelo Palmieri rappresenta una grave perdita per l’intera comunità pontina. In oltre sessant’anni di professione ha segnato la storia dell’avvocatura e della giustizia nella nostra provincia, distinguendosi per competenza, cultura giuridica, autorevolezza e straordinarie capacità oratorie – ha aggiunto il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama – È stato protagonista di importanti pagine della vita giudiziaria italiana e un punto di riferimento per generazioni di avvocati. Resteranno il suo insegnamento, la passione con cui ha indossato la toga e la sua profonda convinzione nel valore irrinunciabile del diritto alla difesa”.Alla moglie, ai figli, ai nipoti dell’avvocato Angelo Palmieri e all’intero Foro di Latina giungano le più affettuose condoglianze della nostra redazione.