GAETA – Prime prese di posizioni dopo l’arrivo al comune di Gaeta di una severa lettera con cui la responsabile della direzione “Concessioni e servizi pubblici locali” dell’Agcm – l’’Authority per la concorrenza ed il libero mercato – ha chiesto espressamente al sindaco Cristian Leccese l’applicazione o meno della sentenza numero 562 dell’11 maggio scorso con cui erano stati bocciati molti progetti di finanza approvati tra l’agosto 2024 ed il maggio dello scorso anno per la futura e ventennale gestione degli stabilimenti balneari. A dare una propria e pesante interpretazione alla lettera sottoscritta dalla dottoressa Claudia D’Amore dell’Agcm è l’associazione “Mare Libero” che torna a cavalcare un suo vecchio cavallo di battaglia: il comune di Gaeta è obbligato – e la sentenza del Tar dell’11 maggio l’ha confermato – ad espletare gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni demaniali per la gestione di strutture turistico-ricettive, insomma dei più conosciuti stabilimenti balneari. “Mare Libero” ricorda di aver inviato esposti e segnalazioni all’Antitrust per denunciare “le ennesime, intollerabili proroghe delle concessioni balneari portate avanti per quest’estate. Il ricorso al meccanismo delle “istanze di parte” e l’utilizzo strumentale dei project financing sono comportamenti inaccettabili e in totale contrasto con la legge.
Il Comune di Gaeta deve promuovere gare aperte e trasparenti”. L’operato dell’amministrazione Leccese – secondo l’associazione ambientalista – va contro la sentenza dello scorso maggio con cui il Tar di Latina – come detto – “ha già duramente condannato il Comune di Gaeta per aver concesso proroghe illegittime fino al 2027. La verità, sancita dai giudici, è che le concessioni sono tutte scadute il 31 dicembre 2023. Stanno lavorando tutti con concessioni non valide, e il Comune – semplicemente- glielo permette, dimostrando di essere palesemente appiattito sui privilegi della categoria anziché tutelare l’interesse pubblico. I nostri esposti – aggiunge Roberto Del Bove – hanno colto nel segno e hanno fatto perdere la pazienza all’Autorità Garante. Di solito, in questi casi, vengono concessi 60 giorni di tempo per rispondere. Ebbene stavolta l’Antitrust è andata dritta al punto: in piena estate ha dato al Comune solo 15 giorni (a decorrere dal 16 luglio scorso, ndr) per fornire tutta la documentazione, e chiedendo i nomi precisi dei dirigenti responsabili”. “Mare Libero” si dichiara “curiosa” su “come l’amministrazione riuscirà a uscire da questo ginepraio. Una cosa è certa: finché non si decideranno a fare gare pubbliche, trasparenti e imparziali, continueranno a prendere sonore batoste dai tribunali. E sapete chi paga le parcelle degli avvocati per queste cause perse in partenza? Ebbene sì: sempre e solo i contribuenti, i cittadini di Gaeta che – davvero non me lo spiego – queste amministrazioni comunali continuano a votarle con percentuali bulgare. Negli ultimi anni, in tutte le cause su questo tema che li hanno visti confrontarsi con l’Antitrust (anche grazie alle segnalazioni di Mare Libero), il Comune è sempre risultato soccombente. Forse è arrivato il momento di smetterla con i giochetti e iniziare a rispettare le regole”.
Con la sua lettera al sindaco Leccese la dottoressa D’Amore ha chiesto innanzitutto se il comune di Gaeta abbia seguito o meno alla sentenza del Tar numero 562/2026 e di avere “copia della documentazione e delle eventuali deliberazioni assunte sull’assegnazione delle concessioni demaniali marittime mediante ricorso allo strumento del project financing, specificando ogni informazione utile ai fini della valutazione del caso”. L’Agcm non sembra scherzare nel momento concede al comune di Gaeta un termine più breve del solito, 15 giorni (dunque scadrà a fine luglio) per avere l’eventuale documentazione prodotta dalla Giunta e di inviarla alla “Direzione Concessione e servizi locali” dell’Agcm con un numero di procedimento ben chiaro: “S4921G”. Insomma l’Agcm chiede di sapere cosa stia facendo il Comune per l’assegnazione delle concessioni, nonché se sono state assegnate, o se sono in corso, procedimenti di assegnazione delle concessioni, tramite progetti di finanza.
Il Tar aveva annullato una pioggia di delibere consiliari riguardanti l’approvazione dei progetti di finanza ed il sindaco aveva anticipato di voler dare seguito alle indicazioni dei giudici amministrativi. Se la dottoressa D’Amore è tornata alla carica, è possibile, forse, che qualche promessa non sia stata rispettata… almeno nei termini stabiliti dalla sentenza del Tar.