GAETA – Il titolo di una pellicola di 26 anni fa di Marco Tullio Giordana, “I cento passi”, irrompe nella campagna elettorale al comune di Gaeta. Rompendo gli indugi rispetto alla corsa decellerata del Pd rispetto alla realtà associativa “La Piazza”, il referente territoriale del Movimento Cinque Stelle Simone Avico, archiviata la festa di S.Anna nel popolare quartiere de La Pjaja (lo stesso del sindaco in carica Cristian Leccese) di cui è stato uno dei portatori della statua, ha deciso di inserire la prima marcia e di candidarsi, di fatto, alla carica di primo cittadino.
Ad Avico, primo candidato ufficiale delle amministrative del 2027, non erano piaciute le ultime iniziative della segreteria cittadina dei Dem Chiara De Conca che, in sostanza, aveva chiesto all’associazione “La Piazza” e, indirettamente , allo stesso dirigente pentastellato di attendere i tempi della politica per quanto riguarda la scelta del candidato a sindaco del fronte progressista perché, in sostanza, la “fretta quasi sempre fa brutti scherzi, fa partorire i gattini ciechi”.
Ora Avico ha detto basta di attendere: “i bizantinismi del Pd” – la definizione della proposta programmatica alternativa a quella (attuale) monocolore di Forza Italia ed un “passaggio” nelle segreterie provinciale e regionale del partito – “sono stati creati ad arte per depotenziare la mia corsa”.
Nel primo pomeriggio di martedì è comparso un post sui social in cui Avico spiega perché ha deciso di chiamare la sua personale sfida elettorale “I Cento passi per Gaeta”. L’ha fatto rievocando, in maniera un po’ esagerata, il bellissimo film plupremiato del 2000 in cui veniva ripercorsa la lotta alla mafia di Peppino Impastato (interpretato da un sempre raffinato Luigi Lo Cascio) contro il boss di Cinisi, don Gaetano Badalamenti, una storia vera ma offuscata dalla data del suo tragico epilogo, il 9 maggio 1978, coincidente del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro nella Renault 4 fatta trovare dalle Brigate Rosse in via Caetani a Roma, a metà strada da Piazza del Gesù e via delle Botteghe Oscure
Avico esordisce subito specificando come la sua decisione di candidarsi a sindaco – la chiama “notizia” – ha richiesto “nelle ultime settimane tempo ed impegno”. E sin qui i tempi sono sincronici, da quando la segretaria del Pd (forse spalleggiata dal suo capogruppo consiliare Emiliano Scinicariello) era uscita allo scoperto accusando lo stesso Avico di aver fotografato un documento politico sollecitato dagli emissari della segretaria De Conca, contenente chiarimenti e un freno al protagonismo dell’associazione “La Piazza”, di averlo veicolato su whattsapp per farlo arrivare naturalmente ai cronisti.
Dalla fatwa della segretaria del Pd il giovane Avico è uscito dai radar della politica gaetana, probabilmente per dare una mano ai festeggiamenti di Sant’Anna nel suo (e del sindaco Leccese) rione de La Pjaia.
“Si è creata intorno alla mia persona una proposta politica o, per meglio dire, una vera e propria comunità, un gruppo che definirei del tutto “civico” con cui proseguire e condividere il lavoro iniziato cinque anni fa e programmare nuovi obiettivi verso le prossime elezioni amministrative nell’interesse della nostra Città”. Simone Avico, insomma, ha fretta, ha fretta di svincolarsi dal Pd gaetano che, di fatto, gli aveva detto, a muso duro, di darsi una calmata. Avico ha deciso di svincolarsi da lacci e lacciuoli e di candidarsi a sindaco con un obiettivo dichiarato: candidarsi a sindaco con l’obiettivo (minimo) di approdare nel prossimo consiglio comunale. I precedenti non sono entusiasmanti.
Il Movimento cinque stelle, il partito di Avico, alle amministrative del 12 e 13 giugno 2022 – quelle vinte da Cristian Leccese al primo turno con il 64,85% – sosteneva la sfida dell’ex sindaco del Pds Silvio D’Amante portandogli in dote “soltanto” 209voti, pari al 1,92%. In quella circostanza il fronte progressista si era presentato con due aspiranti primo cittadino, Silvio D’Amante per l’appunto e la professoressa Sabina Mitrano – e questa atomizzazione, se non dovessero esserci fatti nuovi (non ce ne saranno per quel gene che si chiama masochismo, presente nel Dna progressista di Gaeta), potrebbe ripetersi
Simone Avico da qualche anno frequenta i palazzi della politica a Roma, conosce come le sue tasche l’ex premier Giuseppe Conte dopo aver detto respinto, al termine di un incontro che per lui non fu facile, le sirene del neo consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano che lo voleva nella sua segreteria alla Pisana. Il candidato di “Cento Passi per Gaeta” qualcosa ha imparato nonostante la sua giovanissima età (ha 25 anni ed è prossimo a laurearsi all’Università di Napoli) e mette in chiaro un carattere di quella che sarà la coalizione: “Attualmente non esistono sigle o loghi politici, né nominativi predefiniti ma, semplicemente, la volontà di condividere e costruire un progetto alternativo all’attuale, non solo nella sintesi finale dello stesso, ma anche nelle modalità e nell’impostazione. Non ho fatto altro che prendere atto dei numerosi attestati di vicinanza ricevuti negli ultimi mesi e ho provato a coniugare espressioni diverse, ma non contrastanti, della società civile verso un unico fine”.
Avico una precisazione è stato costretto a farla: “Sono e resto espressione del Movimento 5 Stelle sul territorio, ma insieme ai miei più storici compagni di viaggio abbiamo positivamente condiviso l’idea che promuovere una più ampia partecipazione possa rappresentare un’opportunità e un’ulteriore valorizzazione di quanto fin qui svolto. C’è una base solidissima da cui partire e con cui proseguire frutto del lavoro e delle esperienze maturate in questi anni.”
La sfida al Pd di Gaeta la lancia quando, pur non nominandolo mai, chiama in causa del “padrone” del partito cittadino, il capogruppo Scinicariello: “Il nostro è uno spazio aperto, democratico e inclusivo in cui non ci sono “capi” o “garanti”. In queste settimane ho sentito tante voci sulla mia persona: vi chiedo di non rincorrere e di non adagiarvi al solito gioco al ribasso della “caccia alle streghe” alla ricerca di chi supporta chi, di chi è dietro chi, a cui siamo da sempre abituati. Nella mia breve, ma intensa, esperienza di questi anni ho saputo dire dire “No” importanti e non semplici – chiara allusione al rifiuto di entrare in Forza Italia quando due consiglieri regionali eletti nelle fila del M5s dissero di sì alla avance del segretario regionale azzurro, il Senatore Claudio Fazzone – Lo dico per rassicurarvi sul fatto che niente e nessuno condizionerà l’orizzonte a cui aspiriamo.”
Avico nel suo post utilizza la seconda persona plurale, un “Voi” rivolto ad una comunità grazie alla quale “miei nuovi “amici” e “compagni” di viaggio, stiamo già raccogliendo idee per i prossimi eventi tematici dopo il primo sulle politiche sociali di maggio scorso. Al netto di quanto si dice, si è detto e si dirà, ad oggi l’unica certezza è che voglio continuare a scrivere i Cento Passi per Gaeta, un programma, un’idea di città da realizzare a tappe e condivisa insieme a quanti desidereranno parteciparvi. Fortunatamente non lo farò da solo. Vi aspetto, “è già adesso”!”
Claudio Baglioni 41 anni fa quando incise “Vita è adesso” Simone Avico non era ancora nato. Da martedì 28 luglio lo è sul piano politico elettorale dovendo superare due insidiosissime incognite. La prima sarà caratterizzata dal suo seguito che il candidato a sindaco definisce “numeroso”. La seconda riguarderà il tipo di reazione che avrà a questa sfida elettorale l’associazione “La Piazza” nelle cui file (e non nel M5S) ci sarebbero gli artefici di questa iniziativa politica che nel processo di atomizzazione senza freni del centro sinistra di Gaeta ha due bersagli da colpire: il Pd (con la sua nuova struttura politica dopo lo svolgimento dell’ultimo congresso politico) e Emiliano Scinicariello.
Il capogruppo consiliare in questi giorni è impegnato a fare altro. Domenica ha visto a lungo a Gaeta il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli. Poche ore prima in un post aveva chiesto alla segreteria provinciale guidata da Omar Sarubbo (“ho parlato anche con lui”) di accelerare le procedure per la definizione del ritorno nel Pd dell’ex presidente della Provincia. Scinicariello aveva lasciato un post per commentare un’intervista dello stesso Sarubbo chiarendo di essere “d’accordo con il segretario Sarubbo” quando ha affermato di come “Gerardo può rappresentare un importante valore aggiunto, politico ed amministrativo”. Scinicariello aveva concluso lanciando un monito allo stesso Sarubbo ad “assumere una decisione non più procrastinabile”.
Scinicariello è rimasto in silenzio dopo la discesa in campo del giovane Avico. Ora vuole temporeggiare e verificare se le avances” politico- elettorali” manifestate da pezzi del suo partito e della maggioranza Leccese (giovedì pomeriggio è in programma un importante consiglio comunale per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio ed in quella sede il ribelle Raffaele Matarazzo potrebbe portarsi definitivamente sull’Aventino uscendo di fatto dal centro destra di governo) relativamente ad una ricandidatura a sindaco di Sabina Mitrano. Quella della professoressa di lettere nel 2022 fu una scommessa vinta da Scinicariello nelle urne. La sua successiva attività amministrativa non è stata analoga all’esito delle elezioni. Questo il capigruppo lo sa, l’ha messo in conto e ora vuole attendere cosa succeda eventualmente nell’(apparente) maggioranza bulgara di Cristian Leccese. E una previsione qualcuno l’ha portata già presso uno studio notarile di Gaeta: toccherà a Scinicariello candidarsi per il campo largo ma orfano del “portatore di Sant’Anna” che vuole diventare …finalmente grande.
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