Riacquisizione piazzale stazione di Gaeta, la proposta di delibera è regolare, si va in consiglio

A metà febbraio sarà convocato un consiglio comunale monotematico a Gaeta per l’approvazione o meno della delibera di iniziativa popolare con cui il cui si impegnerebbe a promuovere la proceduta al proprio patrimonio immobiliare del piazzale dell’ex stazione ferroviaria venduto nell’estate 2019 dall’allora Consorzio di sviluppo industriale del sud pontino alla neonata società “Cavour Immobiliare”. L’hanno annunciato il sindaco Cristian Leccese ed il presidente del consiglio comunale Gennaro Dies ricevendo in Comune una delegazione del comitato civico che, presieduto dal professor Damiano Di Ciaccio, ha raccolto oltre mille firme di cittadine (cinque volte di più rispetto al termine fissato dall’articolo 12 dello Statuto comunale) perchè la strategica area, a metà strada tra il centro urbano e la spiagga di Serapo, torni nella disponibilità del comune di Gaeta. Che ci siano riscontri perché la delibera di iniziativa popolare – presentata lo scorso 21 novembre e prevista anche dall’articolo 8 del Tuel – approdi nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale l’ha fatto intendere lo stesso presidente Di Ciaccio:” L’incontro si è svolto innanzitutto in un clima di confronto e collaborazione. Il Sindaco ha rassicurato il comitato circa l’esito della proposta, scusandosi per il ritardo dovuto ad altri obblighi istituzionali ed ha dichiarato che verso la metà del corrente mese verrà convocato un consiglio ad hoc per discutere la proposta di delibera presentata dal comitato”. L’altra buona notizia il comitato civico dell’area antistante il piazzale dell’ex stazione ferroviaria l’ha ottenuta dal presidente d’aula Diesa: “Ci ha dichiarato – ha aggiunto il professor Di Ciaccio – di aver acquisito il parere di ammissibilità della proposta da parte della Segretaria Comunale e si impegnato ad acquisire gli altri pareri. se dovuti, per procedere alla convocazione del consiglio. Intanto tutti i cittadini firmatari della proposta di iniziativa popolare sono stati messi a conoscenza degli atti che hanno dato origine alla proposta e della sua finalità – ha concluso il presidente Di Ciaccio – che ha chiesto di avere copia del verbale dell’incontro organizzato secondo la tempistica dello Statuto del comune di Gaeta. Attendiamo a questo punto una seduta costruttiva e una favorevole decisione da parte dell’intero consiglio comunale per il ripristino dell’uso pubblico del piazzale da parte della intera cittadinanza che ne è stata ingiustamente privata”.

Questa iniziativa potrebbe trovare una corsia privilegiata dopo quanto avvenuto giovedì 29 gennaio scorso davanti il Tribunale di Cassino. La vendita del piazzale dell’ex stazione ferroviaria di Gaeta non è più argomento di un processo. L’aveva deciso il collegio penale (presidente Iannitti, a latere Gioia e Passeri) dichiarando la prescrizione per l’ultimo reato superstite rispetto a quelli evidenziati dal sostituto procuratore Chiara D’Orefice nel chiedere il processo per 13 tra amministratori, tecnici e funzionari dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino, del Comune di Gaeta e dirigenti della società “Cavour Immobiliare”. La richiesta di concedere la prescrizione ai vertici, tecnico-amministrativi, dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino e della “Cavour Immobiliare” era stata avanzata dalla stessa Procura di Cassino attraverso il sostituto procuratore Francesca Fresh e dal collegio difensivo formato dagli avvocati Macari, Renzi e Giannichedda. La vendita dell’area fu avviata con avviso pubblico del giugno 2019 ma senza un’adeguata pubblicità, contrariamente alle regole imposte dall’Anac, l’Autorità anti corruzione. Ci fu una sola offerta, quella (appunto) della “Cavour srl”, che acquistò per soli 409mila euro non solo le particelle inserite nel bando semisconosciuto ma anche ulteriori pezzi inseriti direttamente nell’atto di alienazione stipulato il 15 gennaio 2020. Di qui la contestazione del reato di turbativa, ora cancellato perché i tempi della giustizia non sono stati tempestivi. La prescrizione era stata applicata anche ai tecnici e ai componenti della Giunta Municipale di Gaeta che sempre nell’estate 2019 avrebbero commesso il reato di lottizzazione abusivo. A cancellare l’abuso d’ufficio ci aveva pensato la legge che l’aveva abrogato. A seguito degli accertamenti della Guardia di Finanza del gruppo di Formia la Procura di Cassino aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per 13 persone tra cui nomi della politica che tranquillamente si possono definire eccellenti.