Gaeta / Concessioni balneari, il Tar annulla gli atti: il Pd chiede un consiglio comunale straordinario

GAETA – Il rilascio delle concessioni demaniali per la gestione degli stabilimenti balneari di Gaeta deve avvenire attraverso un confronto pubblico e trasparente e l’amministrazione Leccese convochi un consiglio comunale straordinario e renda operativa una richiesta che, sinora ignorata, si concretizzi con l’insediamento di tavolo di intesa con associazioni, cittadini, sindacati, operatori del settore e le stesse forze politiche. E’ la richiesta avanzata dal Partito Democratico di Gaeta all’indomani della prevedibile sentenza del Tar del Lazio che, accogliendo uno specifico ricorso dell’Autorità per la concorrenza ed il libero mercato, ha annullato le delibere consiliari riguardanti l’approvazione, tra l’agosto 2024 ed il febbraio 2025, di ben 12 progetti di finanza, e la determina dirigenziale del 1 aprile 2025 che prorogava sino al 30 settembre 2027 le concessioni balneari sul territorio di Gaeta.

Per la neo segretaria Dem Chiara De Conca la sentenza numero 562/2026 del Tar del Lazio “rappresenta una bocciatura politica e amministrativa pesantissima per la gestione delle concessioni balneari da parte dell’amministrazione comunale di Gaeta. Per anni il Sindaco Leccese e la maggioranza di centro destra hanno sostenuto che i project financing promossi dal Comune rappresentassero una soluzione capace di garantire stabilità e continuità al comparto balneare. Oggi, invece, emerge chiaramente ciò che il Partito Democratico denuncia da tempo: è stato costruito un impianto fragile, privo di una reale prospettiva giuridica e incapace di mettere in sicurezza il futuro del settore”
La neo segretaria chiede all’amministrazione Leccese di uscire da una situazione di “ambiguità” perchè “i primi ad essere danneggiati da queste scelte scellerate sono proprio i balneari e gli operatori del comparto. Per anni sono stati spinti a credere che questa fosse la strada giusta, alimentando aspettative e convinzioni che oggi vengono clamorosamente smentite dalla sentenza del Tar pubblicata nella giornata di lunedì 11 maggio”.

L’amministrazione ha costruito un clima di falsa sicurezza che ha finito per esporre gli stessi concessionari ad una situazione di incertezza ancora più grave. Chi oggi governa la città non ha tutelato davvero il comparto balneare: lo ha trascinato dentro una strategia politica e amministrativa sbagliata, che rischia ora di produrre conseguenze pesanti per imprese, famiglie e lavoratori. Per questo crediamo sia arrivato il momento di interrompere definitivamente quel rapporto di subordinazione politica che in questi anni si è creato tra amministrazione e comparto balneare. Un legame che non ha prodotto soluzioni, ma soltanto contenziosi, tensioni e instabilità. I balneari di Gaeta non possono continuare ad essere utilizzati come strumento di consenso politico né essere lasciati soli davanti agli effetti di decisioni amministrative rivelatesi inconsistenti. Serviva un percorso serio, condiviso, trasparente e costruito nel rispetto delle norme. Invece si è scelta la propaganda, rinviando i problemi senza affrontarli davvero. Ancora più grave è il fatto che, mentre si alimentava questa illusione, nulla è stato fatto per tutelare le lavoratrici e i lavoratori del comparto balneare. Nessuna clausola sociale, nessuna garanzia occupazionale, nessuna strategia per assicurare continuità lavorativa e diritti nelle future procedure di affidamento”.

Insomma la ‘ricetta” del partito Democratico è chiara da tempo: il futuro delle concessioni balneari non può essere deciso “nelle stanze chiuse della politica” ma “deve passare attraverso un confronto pubblico e trasparente con la città”. La neo coordinatrice Dem di Gaeta De Conca sottolinea come la richiesta avanzata dall’ex segretaria Marilisa Di Mille “sia ancora più urgente” con il futuro del demanio marittimo che segua questi “principi chiari”; legalità e trasparenza; tutela del lavoro e delle imprese sane del territorio; applicazione dei contratti collettivi nazionali; regole certe e sostenibili; accessibilità e fruizione pubblica delle spiagge ed equilibrio tra sviluppo turistico, ambiente e interesse collettivo”. Per il Pd gaetano le spiagge cittadine “sono un patrimonio della comunità e devono essere governate con responsabilità, non attraverso scorciatoie amministrative o operazioni pensate esclusivamente per rinviare il problema.

La richiesta di una convocazione del consiglio comunale straordinario, “aperto alla città, agli operatori balneari, alle associazioni di categoria e ai sindacati”, serva all’amministrazione Leccese per riferire pubblicamente quali saranno le conseguenze della sentenza del Tar, quali responsabilità politiche e amministrative emergono; quali strumenti intenda adottare per tutelare imprese e lavoratori e quale percorso trasparente e legittimo voglia finalmente costruire per il futuro delle concessioni balneari” . Per il Pd Gaeta “ha bisogno di verità, serietà e trasparenza. Continuare ad alimentare illusioni o scaricare le responsabilità sarebbe un danno ulteriore per l’intera città e per gli stessi operatori balneari. La sentenza del Tar segna la fine di una stagione politica fallimentare. Adesso è il momento della responsabilità istituzionale, del confronto pubblico e delle scelte costruite davvero nell’interesse della comunità gaetana”.

 

LECCESE NEL MIRINO DOPO LA DIFESA D’UFFICIO

Il sindaco di Gaeta sino a lunedì non era mai intervenuto dopo i pronunciamenti negativi del Tar nei confronti dei vari ricorsi ai progetti di finanza per il rilascio delle concessioni demaniali a favore degli stabilimenti balneari. I giudici amministrativi di Latina hanno contestato soprattutto l’attuazione dei projecting financing che ha creato qualche malumore nella magggioranza Leccese, esternati a più riprese da un operatore del settore che aveva anche l’onore di presiedere il consiglio comunale come Davide Speringo. Il sindaco Leccese nella sua imprevista presa di posizione ha detto alcune cose, difendendo a monte l’operato della sua Giunta tal riguardo e specificando come non sia stato bloccato l’intero percorso di assegnazione delle spiagge anche se il Tar con la sua sentenza è stato sin troppo chiaro: le concessioni si possono dare, ma con gare trasparenti, criteri chiari e procedure pubbliche. Con il comunicato di lunedì pomeriggio il sindaco di Gaeta ha tentato sin troppo affannosamente di trasformare una sconfitta parziale in una conferma politica della nuova linea del Comune, chiamato ora, pena il coinvolgimento del Pd alla Procura della Repubblica di Cassino e a quella regionale della Corte dei Conti, a chiamare metodo attenendosi a procedure molto più rigide e trasparenti per evitare altri ricorsi dell’Agcm.

Il capo dell’amministrazione gaetana non può piàù sbagliare perché altri e negativi pronunciamenti della magistratura amministrativa potrebbero condizionare pesantemente lo svolgimento dell’ultimo anno di consiliatura, la sua (naturale) ricandidatura e, di conseguenza, la sua rielezione. A fare le pulci alla difesa d’ufficio del sindaco Leccese è l’appena costituito movimento “Faro su Gaeta”. Ha deciso di fare un’esegesi alle dichiarazioni rilasciate con un’innaturale fretta dal capo dell’amministrazione rispetto alle 157 pagine della sentenza sottoscritta dalla presidente della seconda sezione del Tar di Latina Ines Simona Immacolata Pisano. Primo appunto: Leccese ha sottolineato con molta decisione come i giudici amministrativi non abbiano intaccato la delibera di Giunta 143 del giugno 2024, quella che definiva i criteri per lo svolgimento successivo dei progetti di finanza. “E’ un’interpretazione inesatta – tuona sui social “Faro su Gaeta. La lettura della sentenza evidenzia che il Tar non si è pronunciato nel merito della legittimità della Delibera 143/2024. Il ricorso dell’Agcm relativo a questo specifico punto è stato dichiarato improcedibile per un vizio formale e procedurale (la mancata impugnazione della successiva Determinazione dirigenziale n. 554/2025). Pertanto, il tribunale non ha certificato la delibera come “pienamente legittima”, ma si è astenuto dal giudicarla in questa sede”. Capitolo-rigetto dei Project Financing. Il Sindaco ha sottolineato che “la censura non ha colpito l’istituto del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) in quanto tale, bensì le modalità di sviluppo dell’iter amministrativo”.

Per “Faro su Gaeta” il concetto di Leccese è veritiero ma decontestualizzato: “L’affermazione è tecnicamente corretta in via generale. Il Tar non ha dichiarato illegittimo l’uso del project financing in astratto per le concessioni demaniali. Tuttavia, la dichiarazione omette la portata specifica della sentenza per il Comune di Gaeta. Il dispositivo ha infatti annullato ben 12 delibere di Consiglio Comunale (numeri 41-45/2024 e numeri 14-26/2025), accogliendo le tesi dell’Agcm secondo cui l’iter amministrativo adottato concretamente dall’Ente si risolveva in una elusione della normativa sulla concorrenza”. Per la tutela della stagione balneare 2026 il Sindaco ha concluso affermando l’intenzione di proseguire “tutelando il regolare svolgimento della stagione balneare e la prosecuzione degli iter di pubblicazione”. Per “Faro su Gaeta” questa dichiarazione di Leccese è “incompleta”.

Il comunicato stampa del comune di Gaeta omette un passaggio fondamentale e immediatamente esecutivo del dispositivo del Tar: l’annullamento della determina dirigenziale del dottor Pietro D’Orazio del 1 aprile 2025 con cui era stata disposta la proroga generalizzata di tutte le concessioni demaniali a scopo sportivo e turistico-ricreativo ricadenti nel territorio del Comune di Gaeta fino al 30 settembre 2027. Di conseguenza, per effetto della sentenza pubblicata lunedì questa proroga dell’ex dirigente del settore Demanio cessa di esistere, creando un immediato vuoto normativo sui titoli concessori per l’imminente stagione estiva, aspetto su cui il comunicato non fornisce indicazioni procedurali.

 

Il CONSIGLIERE DE ANGELIS (PD) SENZA FRENI

Durissimo e caustico contro Cristian Leccese è stato sui social il consigliere del Pd e presidente della commissione “Controllo e Garanzia” Franco De Angelis: “Il sindaco o ci fa o ci è. Perché se “ci fa”, ha preso in giro tutta Gaeta. Se “ci è”, ha fatto un danno a Gaeta. In tutti e due i casi la soluzione è una: devono andare a casa, lui e i consiglieri comunali che hanno votato a favore dei Project Financing. Noi tre consiglieri del Pd- io e i colleghi Sabina Mitrano ed Emiliano Scinicariello – avevamo detto ‘No’. Il Tar con la sentenza pubblicata lunedì ha stabilito che quel “No” avrebbe salvato il Comune da numerosi e costosissimi contenziosi. Chi pagherà tutto questo?”. La Corte dei Conti ha tempi di elaborazione più lunghi ma, a differenza della magistratura penale, prima o poi arriva (sempre) a dama.