Processo chioschi di Sabaudia, accolta la costituzione in giudizio dell’imprenditore Gallo

SABAUDIA – Difese all’attacco nella seconda udienza del giudizio immediato in cui, davanti il giudice monocratico del Tribunale di Latina Elena Sofia Ciccone, devono difendersi dall’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti l’ex vice sindaco, l’ex assessore al demanio del comune di Sabaudia ed ex coordinatore comunale di Forza Italia Giovanni Secci e i dirigenti comunali Giuseppe Caramanica ed Elisa Cautilli. Accusati di aver pilotato nella tarda primavera 2025 l’esito di una gara d’appalto per la gestione di cinque chioschi, i tre imputati da lunedì sanno di avere un avversario in più sul piano processuale. Si tratta dell’imprenditore di Latina Fabrizio Gallo che, secondo le risultanze investigative di Carabinieri e Guardia di Finanza, sarebbe stato danneggiato dalla condotta del comune di Sabaudia.

Avv. Gianni Lauretti

Il Tribunale, dopo un minuto di raccoglimento in memoria dell’avvocato Angelo Palmieri deceduto domenica all’età di 93 anni, ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile dell’imprenditore presentata dall’avvocato Gianni Lauretti. Si sono opposti i difensori dei tre imputati, gli avvocati Renato Archidiacono, Massimo Signore, Giulio Mastrobattista e Francesco Fedele secondo i quali è pur vero che il Tar accolse il ricorso di Gallo contro l’iniziale sua esclusione – da qui scattarono le indagini penali della Procura di via Ezio – ma lo stesso imprenditore del capoluogo non avrebbe subito alcun danno diretto ed immediato e tantomeno non è stato considerato considerata parte offesa dal titolare delle indagini, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, nel suo articolato capo d’imputazione. Le indagini, infine, hanno contestato la scelta della Procura di svolgere il processo con il rito immediato, senza il passaggio filtro dello svolgimento dell’udienza preliminare.

Avv. Giulio Mastrobattista

Per l’avvocato Mastrobattista il decreto della Procura sarebbe nullo sulla scorta della pronuncia della Cassazione che ha annullato per la sua assistita, la dirigente Cautulli, l’ordinanza cautelare (emessa dal Gip Giuseppe Cario) di sospensione dal servizio per un anno per mancanza di indizi e quella ai danni dell’ex vice sindaco Secci, nonostante per quest’ultimo, a distanza di oltre 40 giorni, non siano state depositate le motivazioni per un nuovo pronunciamento da parte del Riesame.

Avv. Renato Archidiacono

Un ritardo censurato dal legale di Secci, l’avvocato Renato Archidiacono, e anche dal Pm Miliano, interessati a sapere se la misura cautelare per l’ex vice sindaco di Sabaudia – lunedì, a differenza dell’udienza del 13 luglio, ha potuto raggiungere con la sua auto il palazzo di giustizia di piazza Buozzi, non più scortato dagli agenti della locale tenenza della Guardia di Formia – sia stata annullata sui gravi indizi di colpevolezza o sulle esigenze cautelari.

Non è stato da meno il legale del dirigente formiano del comune di Sabaudia Giuseppe Caramanica. L’avvocato Massimo Signore ha evidenziato come si stia giudicando per turbata libertà degli incanti tre dei quattro indagati (Secci, Cautilli e, appunto, Caramanica) mentre si agirà separatamente per l’attuale sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, da sempre indagato per l’analogo reato ma a piede libero in questo contenzioso.

Avv. Massimo Signore

Dopo una breve camera di consiglio, il Tribunale ha respinto l’eccezione di svolgere o meno il rito immediato – gli è giunto in soccorso il Pm Miliano secondo il quale un giudice monocratico può chiedere il giudizio immediato al di là dei pronunciamenti del Riesame – e ha rinviato il processo al 21 settembre quando le difese decideranno se optare per riti alternativi (la difesa della Cautilli, secondo quanto trapelato, potrebbe chiedere l’abbreviato condizionato, per esempio) e probabilmente saranno sentiti due testi della Procura – due agenti della tenenza di Sabaudia della Guardia di Finanza – che svolsero le indagini. A settembre, dopo la pausa estiva, sarà nominato anche un perito fonico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali eseguire durante le indagini. Il rappresentante della pubblica accusa non a caso nelle fasi iniziali dell’udienza di lunedì ha chiesto l’acquisizione di documenti, l’esame di alcuni testimoni e imputati, oltreché che la trascrizione – come detto – di alcune intercettazioni che depositerà “perché sono utilizzabili”.

Non la pensano diversamente i legali difensori dei tre indagati e, soprattutto, ha meritato nuovamente la scena il legale di Secci. L’avvocato Archidiacono, dopo aver ricusato senza alcun esito il Gip Cario che aveva emesso le tre ordinanze cautelari prima e disposto il rito immediato poi, è tornato a chiedere – questa volta al giudice Ciccone – la revoca dei domiciliari per Secci con due motivazioni contemplate dal Codice: non può più reiterare il reato e tantomeno inquinare le prove. Il Comune di Sabaudia ha espletato già tutti gli atti di gara per i nuovi affidamenti dei chioschi sul lungomare. Vi hanno partecipato solo tre operatori e si è conclusa dieci giorni fa, lo scorso 17 luglio, e Secci era tranquillamente a casa sua, a Sabaudia.