Olio d’oliva, dieta mediterranea e prevenzione, confronto presso il frantoio Pietra Erta di Formia

FORMIA – Il ruolo dell’olio extra vergine d’oliva nella dieta mediterranea e nella prevenzione croniche. Che il rivoluzionario frantoio “Pietra Erta” di Formia non rappresenti solo un inimitabile (sul territorio del Golfo) esempio di innovativo coraggio imprenditoriale ma anche un laboratorio di natura culturale e formativa le riprove sono arrivate da due iniziative organizzate negli ultimi giorni. L’ultima, in rigoroso ordine cronologico, c’è stata sabato mattina quando la dinamica associazione culturale ”Salute Donna” di Gaeta ha deciso di organizzare un momento di confronto presso l’attività olearia realizzata tra mille sacrifici economici e con un’apprezzata audacia imprenditoriale dalla famiglia Simeone.

E’ stata una mattinata intensa di contributi scientifici e medici monopolizzati che, dopo i saluti della presidente Lidia Grosso, è stata caratterizzata dagli interventi del dottor Maurizio Simeone, presidente del Consorzio di Tutela e valorizzazione dell’Oliva di Gaeta Dop e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela e valorizzazione dell’Olio extra vergine di Oliva “Colline Pontine Dop”, dal cultore di storia locale Carlo Di Nitto e dalla nutrizionista Patrizia Pasanisi che ha illustrato gli ultimi risultati scaturiti dagli studi sul rapporto tra l’olio extravergine d’oliva, la dieta mediterranea e la lotta alle malattie cronico-degenerative. E l’ha spiegato ai numerosi partecipanti all’incontro ribadendo come la dieta Mediterranea sia riconosciuta a livello mondiale “un modello alimentare che riduce significativamente il rischio di malattie cronico-degenerative e cardiovascolari grazie all’apporto di antiossidanti, grassi sani e fibre…

Intanto una delegazione del frantoio “Pietra Erta “ ha partecipato nei giorni scorsi ad un seguitissimo corso per tecnico di Frantoio che, organizzato da Acap in collaborazione con la “Capol” di Latina, si è rivelato essere “un percorso intenso, ricco di competenze, confronto e passione per l’olio extravergine di qualità! Il corso si è snodato lungo 40 ore di formazione specialistica dedicate alla corretta conduzione del frantoio oleario, alle innovazioni tecnologiche, alla qualità sensoriale, alla sostenibilità, alla normativa e alla valorizzazione dell’olio extravergine. Si è trattato, insomma, un “percorso pensato per aggiornare gli operatori del settore e mettere insieme teoria, esperienza sul campo e nuove tecnologie, con un obiettivo preciso: ottenere il meglio dalle olive e trasformarlo in un prodotto di qualità, sostenibile e capace di creare valore. L’iniziativa è stata tenuta da diversi docenti e professionisti che hanno messo a disposizione competenze ed esperienza.

Tra questi il professor Maurizio Servili, docente presso il dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, ⁠Sofia Luchetti,del Gruppo “Pieralisi”; ⁠Maria Rita Strappatelli, Product Manager “Hielscher”; ⁠Alissa Mattei, Capo Panel ed esperta nel settore ricerca, sviluppo e qualità; ⁠Giacomo Costagli, Business Center Manager; ⁠Romeo Vanzini, Funzionario del Ministero dell’Agricoltura ,della Sovranità Alimentare e delle Foreste e responsabile del registro Sian, ⁠Giorgio Mori, del “Mori Tem Srl”; ⁠Giulio Scatolini, Presidente dell’Acap, Capo Panel e Responsabile del corso e, infine, ⁠Alberto Grimelli, Direttore del “Teatro Naturale”.

Avevano partecipato al corso 20 frantoiani provenienti dal Veneto, dalla Puglia, dal Lazio, dalla Toscana, dalla Campania dalle Marche, dal Molise e addirittura dalla Turchia. L’iniziativa era stata inaugurata con una didattica e collettiva degustazione su pregi, tipicità, ma anche difetti, della grande biodiversità degli oli italiani guidata dai presidenti di Acap e Capol, Giulio Scatolini e Luigi Centauri.

La giornata finale, prima della consegna dei diplomi di partecipazione, era iniziata con un saluto e una lectio magistralis del direttore di Teatro Naturale Alberto Grimelli, dedicata a: “Comunicare l’eticità e la qualità dell’olio” molto utile in questi tempi torbidi (non filtrati, non trasparenti). “Proprio da competenza, aggiornamento e confronto che può continuare a crescere la qualità della nostra filiera olivicola”- ha commentato Maurizio Simeone – Il corso è terminato, il lavoro sulla qualità continua senza soste”.