Ex Stazione di Gaeta, il processo si chiude con la prescrizione degli imputati rimasti

La vendita del piazzale dell’ex stazione ferroviaria di Gaeta non è più argomento di un processo penale davanti il Tribunale di Cassino. Lo ha deciso il collegio penale (presidente Iannitti, a latere Gioia e Passeri) che ha dichiarato la prescrizione per l’ultimo reato superstite rispetto a quelli evidenziati dal sostituto procuratore Chiara D’Orefice nel chiedere il processo per 13 tra amministratori, tecnici e funzionari dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino, del Comune di Gaeta e dirigenti della società “Cavour Immobiliare”. La richiesta di concedere la prescrizione ai vertici, tecnico-amministrativi, dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino e della Cavour Immobiliare è stata avanzata dalla stessa Procura di Cassino attraverso il sostituto procuratore Francesca Fresh e dal collegio difensivo formato dagli avvocati Macari, Renzi e Giannichedda. La vendita dell’area fu avviata con avviso pubblico del giugno 2019 ma senza adeguata pubblicità, contrariamente alle regole imposte dall’Anac, l’Autorità anti corruzione.

Ci fu una sola offerta, quella della “Cavour srl”, che comprò per soli 409mila euro non solo le particelle inserite nel bando semisconosciuto ma anche ulteriori pezzi inseriti direttamente nell’atto di alienazione stipulato il 15 gennaio 2020. Di qui la contestazione del reato di turbativa, ora cancellato perché i tempi della giustizia non sono stati tempestivi. La prescrizione era stata applicata anche ai tecnici e ai componenti della Giunta Municipale di Gaeta che sempre nell’estate 2019 avrebbero commesso il reato di lottizzazione abusivo. A cancellare l’abuso d’ufficio ci aveva pensato la legge che l’aveva abrogato. A seguito degli accertamenti della Guardia di Finanza del gruppo di Formia la Procura di Cassino aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per 13 persone tra cui nomi della politica che tranquillamente si possono definire eccellenti.