Non sarà un commissario Prefettizio a guidare il comune di Sperlonga sino alle elezioni amministrative della primavera 2027 dopo la condanna a sei di reclusione, con l’ipotesi di corruzione, del sindaco e ex presidente della Provincia Armando Cusani. L’ha chiarito nella serata di mercoledì la Prefettura che ha specificato come il comune del borgo saraceno, alla luce della sospensione di Cusani per gli effetti della Legge Severino, avrà come sindaco facente funzioni l’attuale vice sindaco e assessore ai Servizi sociali Lorena Cogodda. Ad una delle più strette e fidate collaboratrici del sindaco condannato è stato già notificato il provvedimento del Prefetto Ciaramella che ha voluto ribadire come l’attività amministrativa (sedute delle commissioni, della Giunta e del consiglio comunale) debba continuare senza intoppi. La sentenza del Tribunale di Latina dopo nove ore di camera di consiglio – il secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Elena Nadile, a latere le colleghe Francesca Zani e Clara Trapuzzano Molinaro, è stato unanime sulle decisioni assunte? – ha creato un mix di clamore e di disorientamento a Sperlonga dove tutti mercoledì si interrogavano sul futuro.
Il Prefetto di Latina ha chiarito nominando Lorena Cogodda che sul piano amministrativo non cambierà nulla. Su quello processuale e giudiziario sì: i legali degli imputati condannati – gli avvocati Giovanni Lauretti, Vincenzo Macari, Luigi Panella e Gaetano Marino – dovranno attendere i prossimi 90 giorni per conoscere le motivazioni per proporre ricorso in appello con cui si è arrivati al pesantissimo epilogo di un processo che ha preso il nome dall’operazione Tiberio” che iniziò 9 anni anni – mica ieri – il 16 gennaio 2017 con l’arresto del sindaco di Sperlonga Armando Cusani. Resta il fatto che l’ormai ex primo cittadino è stato condannato a sei anni di reclusione. A otto anni Nicola Volpe e a sei anni Antonio Avellino, entrambi imprenditori; infine a sette anni Isidoro Masi, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sperlonga. Si tratta di condanne che hanno confermato integralmente le richieste del pubblico ministero Valerio De Luca che aveva formalizzato la sua requisitoria, dopo la prescrizione del reato di turbativa d’asta, sul contenuto dell’accusa rimasta in piedi, quella di corruzione.
Al centro dell’inchiesta, l’Hotel Grotte di Tiberio intorno al quale era scattata un’articolata indagine sul “mancato intervento da parte del Comune di Sperlonga” in relazione agli abusi edilizi della struttura ricettiva e sulla “inerzia dei responsabili dell’ufficio tecnico comunale” nell’avviare le procedure di ripristino dello stato dei luoghi. Ma le contestazioni riguardavano ance l’aggiudicazione di alcune gare d’appalto, tra cui quella da 700mila euro del complesso archeologico di Villa Prato a Sperlonga. In una lettera aperta ai cittadini di Sperlonga per il Partito Democratico la sentenza del processo “Tiberio” costituisce il “crollo di un regime durato quasi trent’anni” e ha “liberato il paese dalla morsa soffocante dell’arbitrio e dal peso dell’illegalità. Il sistema che ha tenuto Sperlonga prigioniera di interessi privati, di garbugli amministrativi e vili ricatti è ufficialmente crollato, trafitto dalla spada della Giustizia”.Per i Dem il processo “Tiberio” ha confermato “ciò che alcuni di noi, nelle vesti di consiglieri di minoranza, da tanti anni andavano denunciando tra l’incomprensione, la diffidenza, il silenzio complice di molti e gli attacchi e le accuse di sciacallaggio politico.
La sentenza del Tribunale di Latina ( per non parlare qui della recente inchiesta che ha portato ai pesanti provvedimenti cautelari emessi dal GIP Mara Mattioli) ha portato alla luce del sole che il sistema di illegalità e la corruzione non erano un’invenzione dell’opposizione, ma un metodo consolidato di governo. La pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici inflitta al sindaco di Sperlonga è il dato politico più rilevante: è una sorta di marchio indelebile con il quale viene segnato chi, avendo tradito la fiducia dei cittadini per favorire il proprio tornaconto, non potrà mai più rappresentare le istituzioni. Stiamo dunque finalmente assistendo alla fine di un’epoca e di un regime che ha scambiato il bene comune per un feudo personale. La sentenza del processo Tiberio – secondo il Pd – non ha condannato soltanto gli accusati, ma ha condannato un modo di intendere e di fare politica che ha umiliato la nostra comunità. Dunque, queste nostre parole non sono dettate né da un banale ed inutile senso di rivalsa, né dal miserevole piacere della condanna inflitta ad un uomo, ma solo e soltanto dalla gioia e dall’entusiasmo che ci genera l’idea che il nostro paese possa tornare finalmente ad una normale vita democratica, nel rispetto della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini”. Ancora il Pd: “Ora non possiamo non chiederci con quale coraggio il vice sindaco e i consiglieri di maggioranza intendano proseguire il loro mandato. Con spirito sereno e con umana comprensione verso il senso di imbarazzo che immaginiamo serpeggi nel loro animo, crediamo di poter dire che la loro scelta di dimettersi in blocco sarebbe un doveroso e apprezzabile gesto di rispetto verso i cittadini. Al contrario la loro permanenza in carica apparirebbe certamente come una insensata dimostrazione di arroganza personale e istituzionale. Tutti, nessuno escluso, ora devono dare il loro contributo all’avvio di una fase di ricostruzione morale del paese. Dobbiamo tornare a essere il borgo più bello d’Italia (lo è diventato forse a qualcuno?) non solo per il mare e i vicoli, ma anche per la trasparenza delle istituzioni”. Il partito democratico e la neonata associazione civica “Rinascita Democratica” (che accoglierà cittadini indipendenti o di differenti orientamenti politici) “si pongono fin da ora al servizio dei cittadini per favorire il risveglio democratico di Sperlonga. Vogliamo farlo aprendo le porte a tutte le forze sane del paese che vogliono un futuro libero da prepotenze, ricatti e favoritismi. Sperlonga torni ai cittadini!”.