MONTE SAN BIAGIO – Se è vero che piove sempre sul bagnato, continua l’”annus horribilis” per l’ex dirigente scolastica dell’Itis “Pacinotti” di Fondi, la professoressa Gina Antonetti. Ad un anno esatto dal suicidio di Paolo Mendico, il giovane studente frequentante la succursale di Santi Cosma e Damiano dell’istituto industriale che si tolse la vita perché vittima (secondo i suoi genitori) di atti di bullismo da parte di alcuni suoi compagni di scuola, la docente di Fondi il 1 settembre avrebbe dovuto prendere servizio alla guida di una realtà scolastica inferiore a quella di Fondi, l’istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di Monte San Biagio.
L’ex preside del “Pacinotti” era stata lei stessa a chiedere all’ufficio scolastico regionale (organo deputato a gestire le nomine e i trasferimenti dei dirigenti scolastici) di cambiare aria, sicuramente stanca per le polemiche derivanti dal suicidio di Paolo e delle pressioni mediatiche createsi dopo l’arrivo degli ispettori del Ministro Giuseppe Valditara e l’apertura di una delicatissima indagine – tutt’altro che conclusa – da parte della Procura della Repubblica di Cassino.
Quando era tutto pronto per l’arrivo nella vicina Monte San Biagio della preside Antonetti è arrivato un altro inatteso “altolà” decretato dal giudice del lavoro del Tribunale di Latina Simona Marotta, lo stesso magistrato che alla vigilia dell’inizio scolastico aveva reintegrato con una sentenza shock la dirigente dell’istituto omnicomprensivo “Giulio Cesare” di Sabaudia, Miriana Zannella.
La professoressa Antonetti a Monte San Biagio avrebbe dovuto prendere il posto della formiana Clara D’Ari che, diventata oggetto di una conflittualità interna con pezzi della sua ex articolazione scolastica e bersaglio di una conseguente velata di scudi di alcune organizzazioni sindacali, era finita anche lei, come il caso della preside Zannella, nel mirino dell’ufficio scolastico regionale. Questa presunta incompatibilità ambientale l’è costata inizialmente cara con il trasferimento presso “Vittorio Veneto-Salvenini” di Latina. Ma la professoressa D’Ari non è rimasta a guardare: ha impugnato l’ordine di trasferimento a Latina facendo rilevare che quella subita è stata una forzatura. Il motivo? E’ stato lo stesso invocato dalla collega Zannella: L’ufficio scolastico regionale avrebbe dovuto preventivamente prendere in considerazione, prima del provvedimento di trasferimento d’ufficio a Latina (pare sulla scorta di un quadro probatorio carente ed immotivato), la specifica distinta domanda di assegnazione/mutamento d’incarico per l’anno scolastico, il 2026/2027. La preside D’Ari vi aveva indicato altre sedi di preferenza per ragioni di salute personale (beneficiando dell’articolo 3, comma 1, della legge 104/1992) e per garantire l’assistenza ai genitori familiari disabili. Il giudice del lavoro Simona Marotta così ha messo all’angolo l’Usr riportando tutto allo status quo.
E dunque la professoressa D’Ari resta alla guida dell’Ic “Giovanni XXIII” di Monte San Biagio, la professoressa Giuseppina Izzo (che avrebbe dovuto rimpiazzare la professoressa Zannella a Sabaudia) è stata confermata al timone dell’Ic “12” a Borgo Faiti a Latina così come sono stati confermati altri avvicendamenti -questa volta fortunatamente senza appendici di natura legale – diventati esecutivi dal 1 settembre . E’ cambiata la governance del liceo artistico “Buonarroti” di Latina. Al posto della professoressa Anna Rita Leone è arriva l’ex dirigente dell’Istituto comprensivo “Volta” Gennarino Guarino. Il nuovo dirigente di quest’ultimo istituto del comune capuologo è la professoressa Giuseppina Rossi, sinora al comando del comprensivo “San Tommaso d’Aquino” di Priverno, ora guidato, grazie alla mobilità interregionale, dalla professoressa Rossana Gabrieli.
L’unica a rimetterci sul piano personale e professionale è stata la fondana Gina Antonetti: guiderà (a malincuore?) l’Istituto tecnico “Vittorio Veneto-Salvemim” di Latina mentre al suo posto alla guida dell’Itis “Pacinotti” è stata nominata la professoressa Daniela Franzino, dirigente scolastico sino al 31 agosto scorso dell’istituto comprensivo “Don Andrea Santoro” di Priverno. Quella della professoressa Franzino è stata senz’altro la nomina dirigenziale più importante formalizzata dall’ufficio scolastico regionale nell’ambito di un risiko degno, forse, di una seduta di psicoterapia. O almeno…