GAETA – Una giornata, due diversi paesi, due riconoscimenti internazionali: sabato 12 settembre 2026, il poeta saggista e drammaturgo Alessandro Izzi ha ricevuto, quasi in contemporanea, il Premio Speciale “Montignoso” (riconoscimento assegnato all’interno del Premio Internazionale di poesia “Gabriele Galloni”) a Valderubbio (Granada, Spagna), e il Primo Premio assoluto per la poesia inedita al 51° Premio Letterario Internazionale Casentino, consegnato nell’auditorium di Pieve di San Pietro di Romena Pratovecchio Stia (Arezzo).
A Valderubbio, la cerimonia premiativa si è svolta nella suggestiva cornice della casa della famiglia di Federico Garcia Lorca, ed è, in realtà, la seconda tappa (dopo quella svoltasi a Montignoso, in provincia di Massa Carrara, il 5 settembre) della seconda edizione del Premio Gabriele Galloni, un riconoscimento, intitolato al giovane poeta romano scomparso nel 2020, che già dalla sua prima edizione ha dimostrato un respiro autenticamente internazionale, con la partecipazione di poeti dal Portogallo, alla Spagna, da Israele alla Grecia, fino ad arrivare al Giappone e alla Colombia. Il premio è stato fondato dal poeta spagnolo Joan Josep Barcelo, e si avvale di una giuria di grande spessore culturale capitanata dal poeta Silvio Raffo.
Ad Alessandro Izzi è stato conferito il Premio Speciale Montignoso per la silloge inedita dal titolo “Nudi passanti”, un’opera di vocazione etico sociale costituita da quasi novanta liriche inedite scritte nel corso degli ultimi anni.
Ma è in Toscana che la giornata di Izzi ha trovato il suo momento più intenso. Il premio letterario Casentino, promosso e organizzato dal Centro Culturale di Lettere, Arti ed Economia “Fonte Aretusa” presieduto da Maria Eugenia Miano, è infatti uno dei concorsi letterari più longevi d’Italia. Il premio fu fondato negli anni 40 del ‘900 da tre giganti: Carlo Emilio Gadda, Nicola Lisi e Carlo Coccioli. Con la cinquantunesima edizione il premio ha confermato la propria vitalità sotto la Presidenza del professor Giorgio Calcagnini, magnifico rettore dell’università di Urbino, e con giurie tecniche di enorme prestigio accademico e universitario che annoverano nomi come Marino Biondi, Giovanni Capecchi, Pierpaolo Orlando e Silvio Ramat.
Nell’auditorium di Pieve di Romena, Alessandro Izzi è stato insignito del Primo Premio per la sezione Silvio Miano – Poesia inedita, un riconoscimento che la giuria ha motivato sottolineando la scelta del ricorso al sonetto come forma consapevolmente “intempestiva” in cui l’autore “affida alla solidità della forma classica un’indagine intima, attraversata dal tema della fragilità e del riconoscimento di sé […] i versi hanno una dimensione quasi senza tempo. Izzi coniuga così disciplina metrica e sensibilità contemporanea, trasformando inquietudini private in immagini di intensa forza evocativa”. I tre sonetti premiati sono parte di una silloge sulla quale l’autore di Gaeta sta lavorando da diverso tempo. Ma non sarà questa l’opera che verrà pubblicata (il primo premio consiste infatti nella pubblicazione di una silloge poetica dalla casa editrice Helicon di Arezzo). “Il testo,” conferma Izzi, “è ancora in fase di elaborazione e io sono molto lento nella stesura. Ad essere pubblicato sarà “Canto della Terra”, un testo molto più breve, fondato sulla simbologia della Cabala ebraica e sulle Sacre Scritture, sulla quale avevo cominciato a lavorare già ai tempi di “La valigia dei destini incrociati”, quindi quasi quindici anni fa”.
Sempre alla Pieve di Romena, infine, Alessandro Izzi riceve anche la menzione d’onore per la narrativa con il volume “Fondi di caffè” (edizioni Il Papavero, 2025), premiato nell’ambito della sezione dedicata alle opere edite di narrativa.