Dopo Ventotene, un altro caso giudiziario che ha terremotato anni fa il comune di Ponza ha conosciuto nella giornata di martedì la parola che si coniuga con la lentezza del sistema giudiziario: la prescrizione. A far scorrere i titoli di coda su un procedimento legato ad un’inchiesta sviluppatesi nella seconda del primo decennio del 2000 e, più precisamente, nel 2007 è stato il collegio penale del Tribunale di Latina (presidente Natile) che ha dichiarato l’avvenuta prescrizione del reato di concussione (nel frattempo oggetto di derubricazione) nei confronti di tre ex amministratori della principale isola pontina. E più precisamente l’ex sindaco Pompeo Porzio, difeso dall’avvocato Nicola Madia, e gli ex assessori ai lavori pubblici (per epoche diverse) Silverio Capone, difeso dall’avvocato Luca Scipione, e Mario Pesce, difeso dagli avvocati Dino Lucchetti e Massimo D’Ambrosio. Erano i tre superstiti – un quarto indagato, Gioacchino De Martino nel frattempo è deceduto – di un procedimento scaturito da uyn filone più ampio che comprendeva anche altre contestazioni a loro volta cadute per prescrizione. L’inchiesta era nata dalla denuncia di un imprenditore di Formia, C.B. che, parte offesa nel processo, aveva denunciato di aver ricevuto ripetute richieste di denaro e che doveva versare quei soldi, pena problemi o ritardi nei pagamenti per il servizio che conduceva per il Comune di Ponza. C.B. aveva affermato di aver avuto l’affidamento con procedure illegittime ma in seguito ciò lo aveva in qualche modo reso ricattabile e quindi gli venivano chieste somme di denaro in concomitanza con alcune festività, con la minaccia che altrimenti non sarebbe stato pagato per le tranches previste dal contratto di servizio poiché gli amministratori potevano incidere sulla tempistica. E poi ad alcune altre richieste di adempiere ai pagamenti l’imprenditore si sarebbe visto rifiutare o ricevere motivazioni pretestuose. Se la prescrizione per i tre è stata chiesta oltre che dalla difesa anche dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, il processo all’ex sindaco Porzio e agli assessori Capone e Pesce non è mai entrato davvero nel vivo. Con un’amara conclusione: l’intera vicenda resterà per sempre un buco nero su quanto avvenuto a Ponza, in termine di gestione degli appalti pubblici, tra il 2007 e il 2008.