FORMIA – E’ un quadro a fosche tinte quello che traccia il sindacato di Polizia Coisp sul conto dell’attuale funzionamento del commissariato di Formia, l’ultimo presidio territoriale della Questura di Latina sul territorio della provincia pontina. Il sindacato ha scritto al dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero degli interni, al Questore Fausto Vinci e al dirigente del commissariato formiano Paolo Gemma per denunciare ma anche stigmatizzare quello che definisce “un quadro di forte sofferenza operativa, determinato da una strutturale carenza di personale a fronte di un territorio complesso, con esigenze elevate di controllo, ordine pubblico, servizi di scorta, presidio ospedaliero h24 e attività investigative”.
Questa situazione, già deficitaria, appare ulteriormente “aggravata dalla significativa riduzione delle risorse disponibili, in particolare nei settori dell’anticrimine e della polizia giudiziaria, oggi fortemente depotenziato rispetto al recente passato”. Nella nota vengono richiamate anche le difficoltà connesse alla gestione dei servizi istituzionali, al crescente carico di lavoro e alle attuali condizioni dell’organico, già pesantemente compromesso da assenze prolungate, distacchi sindacali, prossimi pensionamenti e ulteriori limitazioni operative. Il Coisp non manca, poi, di evidenziare come sia “particolarmente delicato il contesto territoriale in cui opera il Commissariato”. Comprende i comuni di Formia, Minturno, Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia, oltre alle isole di Ponza e Ventotene, con la presenza di infrastrutture sensibili, strutture portuali, presidi sanitari, centri commerciali e altri obiettivi strategici. Si tratta di un assetto che impone “un impegno continuo e gravoso di risorse umane, oggi non più sostenibile con l’attuale dotazione organica”.
Non di meno è l’attuale condizione di sotto organico strutturale e di superlavoro prolungato che provocano – a dire del Coisp – un rischio organizzativo che l’Amministrazione ha l’obbligo di rimuovere o di gestire con misure adeguate, a partire da un serio rafforzamento del personale”. In quest’ottica la Segreteria Nazionale del sindacato ha chiesto un intervento urgente presso le competenti articolazioni del Dipartimento, affinché vengano adottate misure tempestive per garantire la piena funzionalità dei servizi, la tutela del personale e adeguati livelli di sicurezza sul territorio interessato. La lettera del segretario provinciale del Coisp Floriano Svolacchia è il resoconto di una partecipata assemblea svolta l’8 aprile scorso presso gli uffici del commissariato di via Olivastro Spaventola. Le istanze dei partecipanti sono state sintetizzate nel documento che chiede all’amministrazione della Pubblica Sicurezza del Viminale di assumere le iniziative di propria competenza per fronteggiare la carenza organica che affligge il Commissariato che, avendo giurisdizione su tutti i comune del sud pontino, è l’unico dell’intera provincia ad essere titolare del servizio Scorta che assorbe stabilmente unità operative che vengono così sottratte ai restanti servizi di istituto, acuendo ulteriormente la già critica carenza di personale disponibile per il controllo del territorio”.
Sotto il profilo sanitario e dell’ordine pubblico ospedaliero, il Commissariato di Formia gestisce il Posto di Polizia istituito presso l’ospedale “Dono Svizzero”, struttura che è l’unico Pronto Soccorso dell’area con operatività continuativa h24. “Conseguenza diretta ed immediata di questa organizzazione è il fatto che nelle ore notturne e festive l’intero bacino di utenza che comprende, come detto, anche dei comuni campani di Sessa Aurunca e Mondragone, converge sul Pronto Soccorso di Formia. Il Posto di Polizia istituito – ha aggiunto Svolacchia – ha una importanza fondamentale, non solo per le attività istituzionali ordinarie, ma anche perché opera come presidio di sicurezza per l’incolumità del personale sanitario, circostanza che però sottrae ulteriormente personale ai servizi ordinari di pattuglia e di pronto intervento sul territorio. A completare il quadro, nel comprensorio insistono altresì: una Stazione Ferroviaria, due strutture portuali, sette Case di Cura ospitanti soggetti sottoposti a misure di sicurezza, due centri commerciali e un Centro di Salute Mentale. Questa concentrazione di infrastrutture critiche e di servizi specialistici determina un fabbisogno operativo sul piano del controllo del territorio, delle scorte, dei servizi di Ordine pubblico, gestione dell’ordine pubblico ospedaliero, vigilanza ai soggetti sottoposti a misura di sicurezza, strutturalmente e oggettivamente superiore alla capacità del contingente oggi in servizio”.
La lettera affronta anche la carenza di personale che talmente grave “compromette la regolare erogazione dei servizi istituzionali”. Quattro unità operative risultano oggi assenti per malattia di lungo periodo, determinando una riduzione strutturale delle risorse disponibili per i turni operativi; un operatore è permanentemente in distacco sindacale; due sovrintendenti sono prossimi al collocamento a riposo, due operatori della Polizia Scientifica, sono competenti sia per il territorio di Formia che per quello di Gaeta, e non sono ordinariamente impiegabili nei servizi di ordine pubblico e controllo del territorio e 15 operatori fruiscono delle tutele (previste dalla legge 104/1992) “perchè si sono fatti carico di per assistere persona in situazione di handicap grave, con conseguente limitazione nella programmazione dei turni e nell’impiego nei servizi esterni. La composizione anagrafica dell’organico determina, sul piano fisiologico e organizzativo, una ridotta attitudine ai servizi più gravosi, con ricadute sulla programmazione dei turni” E’ in affanno anche il settore anticrime che “nel recente passato” contava su 16 unità operative e oggi risulta ridotto a 6 unità effettive, con una riduzione pari al 62,5% del personale. Due assistenti Capo Coordinatori sono impiegati in via prevalente in altri servizi (scorta, pattuglie volante, centralino, servizi di O.P., autista del Dirigente), risultando di fatto sottratti al settore di assegnazione; due Sovrintendenti fruiscono delle tutele previste sempre dalla legge 104/1992, uno dei quali con esenzione dai turni esterni “rendendone problematica la piena utilizzazione nei servizi ordinari”; due ispettori gestiscono l’intera attività operativa del Settore, comprese le deleghe dell’autorità giudiziaria, i procedimenti relativi ai Codici Rossi, le misure di prevenzione e di sicurezza, la gestione dei braccialetti elettronici, oltre ad essere inseriti nei turni di reperibilità nei giorni festivi e prefestivi. E poi quattro ispettori hanno ottenuto trasferimento dall’Ufficio Anticrimine, tre verso altri uffici e uno verso la Squadra Informativa dello stesso Commissariato formiano, “circostanza che evidenzia come il carico di responsabilità e di lavoro gravante su tale settore sia percepito come eccessivo e non adeguatamente compensato.
Il Coisp lamenta anche il tardivo riconoscimento del lavoro straordinario e lo ricorda al Questore Vinci: “Nonostante lei avesse assicurato che la retribuzione del compenso derivante dall’effettuazione di lavoro straordinario venisse effettuato in tempi decisamente più ridotti, tale affermazione però non trova riscontro nella realtà dei fatti perché ancora oggi in nessuna realtà italiana e tantomeno a Formia il lavoro straordinario viene retribuito nei tempi previsti ma con ritardi sistematici di oltre due anni rispetto alla maturazione del credito. Sotto il profilo della salute e sicurezza dei lavoratori, il datore di lavoro è obbligato a valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi incluso il rischio da stress lavoro-correlato. La condizione di sottorganico strutturale e di superlavoro prolungato che caratterizza il Commissariato di Formia integra una situazione di rischio organizzativo che l’amministrazione ha l’obbligo giuridico di rimuovere ovvero di adeguatamente gestire attraverso idonee misure di prevenzione, tra le quali l’incremento dell’organico costituisce la misura primaria e insostituibile”. La conclusione della lettera al Questore di Latina non è un inno all’ottimismo: “Tenere in vita servizi al cittadino in queste condizioni significa solo esporre il personale che tenta con abnegazione di dare un riscontro alle legittime aspettative di sicurezza a rischi specifici di una condizione lavorativa estremamente carente sul piano strutturale, scaricando su di esso responsabilità che appartengono invece a chi – termina Floriano Slovacchia – ha il dovere istituzionale di garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure e senza che a tale sacrificio corrisponda alcuna misura concreta di tutela, il che pone questa Amministrazione dinnanzi a una responsabilità che non può essere ulteriormente elusa o giustificata da parte di nessuno”.