GAETA – Ma Gennaro Dies è davvero il presidente di tutti i consiglieri comunali di Gaeta o di quelli della sola maggioranza di centro destra? E’ un atto d’accusa gravissimo, al limite di una sorta di sfiducia (l’unica che può mandare a casa una figura di terzietà), quello che il gruppo consiliare del partito Democratico ha formalizzato alla vigilia del consiglio comunale in programma giovedì 30 luglio alle 15.30. La notizia del giorno è una soltanto: la minoranza non ci sarà in aula consiliare – all’ordine del giorno ci sono la salvaguardia degli equilibri di bilancio e l’approvazione di due debiti fuori bilancio “last minute” – confidando che quanto ha messo per iscritto arriverà alle orecchie del Prefetto di Latina Ciaremella. A spiegare come il motivo dell’assenza è duplice l’hanno anticipato due dei tre consiglieri Dem, il capogruppo Emiliano Scinicariello. Lo fanno arretrando le lancette dell’orologio a martedì 21 luglio, in occasione della conferenza dei capigruppo a cui avevano partecipato per la minoranza i Consiglieri Franco De Angelis e Sabina Mitrano.
Il presidente d’aula Dies aveva provato a sondare le disponibilità di tutti i Consiglieri per i due successivi consigli Comunali. Raccolse “le disponibilità, appunto, ma soprattutto le indisponibilità, definiva che le sedute si sarebbero svolte venerdì 24 e venerdì 31 luglio. Peraltro con l’avallo del Sindaco, presente in quella circostanza, che riteneva ci “fossero i numeri” indifferentemente per qualsiasi dei due giorni. Sin qui tutto nella norma: soprattutto in riferimento al secondo Consiglio Comunale, il più delicato, quello, appunto, con gli “equilibri” e “debiti fuori bilancio”, il Presidente Dies aveva appurato che giovedì 30 tutti i consiglieri di minoranza, ciascuno per motivi diversi, sarebbero stati impossibilitati a partecipare. Il presidente Dies se n’era fatta una ragione e inviò appena finita la seduta, un messaggio su whatsapp al Consigliere Scinicariello, che non aveva partecipato alla Conferenza dei Capigruppo, per avvisarlo di ciò e confermargli la data di venerdì 31 luglio.
E invece al Comune di Gaeta quello che fa la mano destra è ignorato da quella sinistra. Con l’inevitabile sorpresa accolta con sarcasmo e delusione dai consiglieri Scinicariello e De Angelis: “Sembrava quindi, o forse ci stavamo illudendo, che il dottor Dies avesse scelto di essere il presidente di tutti i consiglieri. Invece no! Dopo appena un giorno, contrordine! Il Consiglio Comunale è convocato per giovedì 30 luglio, con la motivazione “altrimenti non ho i numeri”. Così facendo, il Dottor Dies ha scelto di non essere il Presidente del Consiglio e di tutti i Consiglieri, ma solo della sua maggioranza. A cosa può essere dovuta questa improvvisa giravolta? – si sono interrogati Scinicariello e De Angelis – Forse qualcuno può aver suggerito a Dies che l’occasione di non avere tutta la minoranza fosse troppo ghiotta per non essere colta. Così, una volta assicuratosi di questa indisponibilità, e dopo aver garantito tutti sulla data di venerdì 31, il dottor Dies, ben (o mal) consigliato, ha pensato che non ci fosse miglior soluzione di un Consiglio con “equilibri di bilancio” e “debiti fuori bilancio” senza l’opposizione. A fine luglio poi… Complimenti davvero, ennesima grande prova di democrazia e rispetto delle parti”.
Si tratta di una brutta pagina nella recente attività consiliare del comune di Gaeta, un’involuzione rispetto alla gestione del precedente presidente Davide Speringo che, pur appartenente ad una maggioranza consiliare, gli impegni con le minoranze del Pd (dalle quali ha ricevuto il voto favorevole in occasione della sua elezione nel giugno 2022) li manteneva, pur se a conoscenza della presunta mancanza di qualche collega di maggioranza. Il presidente di un consiglio comunale deve gestire i lavori d’aula. A Gaeta sta avvenendo purtroppo il contrario quando eventuali assenze (o voti contrari) devono essere gestiti dai capigruppo o dal sindaco. I raffronti sono dolorosi ma vanno correttamente fatti: in due mandati di Cosimino Mitrano con la presidenza di Pina Rosato l’opposizione non è mai salita sull’Aventino. Che lo faccia ora la conclusione è una ed amara: la politica, quella vera, non è più di casa nel palazzo municipale di piazza XIX Maggio. Purtroppo.