Attrezzature balneari dissequestrate a Formia, per il Riesame “non precludevano la libera fruizione della spiaggia”

FORMIA – Le pedane e le attrezzature balneari sequestrate dalla Guardia Costiera l’11 luglio scorso sulla spiaggia di Vindicio di Formia torneranno ai legittimi proprietari. Il Tribunale del Riesame di Frosinone ha accolto l’istanza avanzata dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giovanni Valerio, dichiarando illegittimo il sequestro operato, dopo la presentazione di un esposto, ai danni di due imprenditrici aggiudicatarie della gestione di un tratto di spiaggia libera attigua allo chalet “Lo Smeraldo” sul litorale di ponente di Formia. I

Avv. Pasquale Cardillo Cupo

Inizialmente il Gip del Tribunale di Cassino Antonella Basilone aveva convalidato il provvedimento con cui erano stati sequestrati 165 lettini, due sdraio ed un contenitore di metallo all’interno del quale erano stati sistemati 71 ombrelloni ravvisando l’ipotesi di reato di occupazione abusiva di demanio marittimo per l’assenza di ogni qualsivoglia autorizzazione amministrativa e la reiterazione del reato.

Seguivano il ricorso degli avvocati Cardillo Cupo e Valerio e il Riesame, in composizione collegiale (presidente Massimo Lisi, consiglieri Ida Logoluso e Francesca Proietti), dopo la discussione dei difensori e la camera di consiglio ha sciolto la riserva e disposto l’annullamento del sequestro della Guardia Costiera.

Il Riesame ha escluso alcuna forma di pre-posizionamento delle strutture balneari e alcuna occupazione abusiva. Gli assegnatari per di più sono titolati dal 2025, grazie alla determinazione dirigenziale numero 1309 del settore demanio del comune di Formia, ad occupare 25 metri quadrati di spazio demaniale per installare le attrezzature balneari.

Avv. Giovanni Valerio

Il Riesame sul fumus del reato sostiene pure come la documentazione fotografica prodotta dalla Guardia Costiera “non è sufficiente a dimostrare l’occupazione abusiva dell’arenile pubblico” e che il posizionamento sulla spiaggia dell’attrezzatura balneare “non ha arrecato alcun pregiudizio all’utenza in quanto non preclude l’accesso in spiaggia né ostacola la libera fruzione dell’arenile”.

Per i giudici del Riesame la condotta della concessionaria destinataria del sequestro iniziale della Guardia Costiera “è stata in sintonia col dettatio del regolamento regionale e degli atti del comune di Formia poiché la pedana ed il cassone contenente l’attrezzatura balneare, come verificabile dalla documentazione fotografica , sono di facile rimozione e realizzate apparentemente con materiali eco-compatibili”. Non si è fatta attendere la caustica presa di posizione dell’avvocato Cardillo Cupo polemizzando direttamente, pur senza mai citarla, con l’ex sindaco e consigliera comunale di Un’altra città Paola Villa: “Ancora una volta le inutili sobillazioni social di qualcuno hanno partorito il solito topolino. Ciò che stupisce, tuttavia, non é questo ma chi ancora continua a dare credito a deliri di vario genere senza eseguire alcun accertamento sugli atti amministrativi presupposti.”