Sezze perde il finanziamento da 2 milioni per l’Anfiteatro: il Comune deve restituire 200mila euro alla Regione

SEZZE – Il Comune di Sezze dovrà restituire alla Regione Lazio i 200mila euro ricevuti come anticipazione per la riqualificazione dell’Anfiteatro e perde il finanziamento complessivo da due milioni di euro destinato al completamento della struttura. È quanto emergerebbe da una determinazione regionale, sulla quale interviene Sezze Progetto Comune, il movimento politico che sostiene la candidatura a sindaco di Andrea Campoli.

Secondo quanto denunciato dal gruppo, alla base della revoca vi sarebbero la mancata presentazione del progetto entro i termini stabiliti e l’assenza di riscontro ai solleciti inviati dagli enti sovraordinati. Inadempienze che avrebbero determinato non soltanto la perdita delle risorse ancora da erogare, ma anche l’obbligo di restituire la somma già trasferita nelle casse comunali.

Sezze Progetto Comune considera la vicenda il risultato di una gestione amministrativa incapace di assicurare la necessaria continuità agli interventi finanziati.

«Quattro anni fa la nostra comunità aveva riposto fiducia in Lucidi, che annunciava un percorso di rinnovamento fondato sulla serietà, sull’ascolto e sulla responsabilità», sostiene il movimento. «Molti cittadini avevano creduto che Sezze potesse finalmente rialzarsi, recuperare credibilità e ricostruire un rapporto sano con le istituzioni. Oggi, però, la realtà impone una riflessione severa sulle responsabilità politiche di chi amministra».

Al centro della contestazione c’è il futuro dell’Anfiteatro, considerato un luogo dal forte valore simbolico per la città. I due milioni di euro avrebbero dovuto consentirne il completamento e la restituzione alla comunità come spazio destinato alla cultura, alla socialità e agli eventi.

«La revoca del finanziamento è un fatto gravissimo», prosegue Sezze Progetto Comune. «La mancata presentazione del progetto nei tempi previsti e l’assenza di risposte ai solleciti non possono essere considerate semplici difficoltà tecniche. Sono fallimenti politici e amministrativi che ricadono direttamente sulla comunità, privandola di una risorsa strategica e imponendo persino la restituzione di 200mila euro già erogati».

Il movimento inserisce quanto accaduto in una critica più ampia all’operato dell’amministrazione comunale. Nel documento vengono richiamate le opere rimaste incompiute, gli interventi realizzati ma successivamente trascurati e le opportunità di finanziamento che, secondo il gruppo, non sarebbero state adeguatamente presidiate.

«Di fronte a una perdita di questa portata, la città vive un sentimento di profonda amarezza. Non si tratta di alimentare polemiche, ma di prendere atto dei fatti», affermano i rappresentanti della formazione politica. «Quanto accaduto mostra una mancanza di controllo, vigilanza e responsabilità verso un bene pubblico che avrebbe potuto diventare un luogo di cultura, socialità e identità collettiva».

Sezze Progetto Comune chiede quindi che siano chiariti tutti i passaggi amministrativi che hanno condotto alla revoca del contributo e sollecita l’assunzione di una responsabilità politica da parte di chi ha gestito il procedimento.

«Sezze merita un’amministrazione capace di proteggere ogni euro destinato alla comunità, rispettare le scadenze, seguire i procedimenti e rispondere agli enti che finanziano le opere. Ogni opportunità deve essere considerata un dovere verso la città, non un dettaglio», conclude il movimento.

La vicenda è destinata ad alimentare il confronto politico cittadino, anche in vista della prossima competizione amministrativa. Resta ora da conoscere la posizione del Comune e verificare se esistano margini amministrativi o giudiziari per contestare la revoca, recuperare il finanziamento oppure limitare le conseguenze economiche derivanti dalla restituzione dell’anticipazione.