Il consiglio comunale di Gaeta approva la cittadinanza onoraria per il Pime

GAETA – Le elezioni amministrative di avvicinano anche al comune di Gaeta e la seduta consiliare di venerdì mattina ne ha risentito con una fortissima contrapposizione tra la minoranza del Pd e i vertici dell’amministrazione Leccese. La seduta sarebbe dovuta essere tecnica in vista di quella politica di venerdì 31 luglio per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio e l’unico momento distensivo l’ha registrato nelle fasi iniziali quando il quinto dei sei punti all’ordine del giorno, su richiesta del presidente d’aula Gennaro Dies, è diventato il primo: il conferimento della cittadinanza onoraria del comune di Gaeta al Pontificio Istituto Missioni Estere, il Pime, e l’autorizzazione all’apposizione di targa commemorativa presso il Santuario della Montagna Spaccata in occasione del centenario 1926-2026. Si è tratto di un riconoscimento meritorio a favore di un istituto religioso che, a Gaeta esattamente da un secolo, gli è stata riconosciuta la capacità, oltre a gestire il Santuario della Santissima Trinità e con esso un sito di inestimabile valore religioso, storico e paesaggistico qual è quello della Montagna Spaccata visitato all’anno da decine di migliaia di turisti proveniente da ogni parte del mondo, di “instaurare un legame indissolubile con la comunità gaetana”.

Il Pime nel 1926 cominciò a muovere i suoi primi passi ufficialmente grazie alla fusione di due storiche realtà missionarie italiane. I suoi missionari non si sono limitati a tutelare la memoria e la sacralità di luoghi iconici e di ineguagliabile fascino – come la Grotta del Turco o il giaciglio di San Filippo Neri – garantendone l’accessibilità a generazioni di residenti, fedeli e pellegrini. Hanno saputo, ben più profondamente, trasformare il complesso monumentale di Monte Orlando “in un vero e proprio faro di spiritualità, promuovendo parallelamente la cultura del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità all’interno dell’area Protetta, in piena sintonia con i valori moderni della tutela del creato. Il rapporto simbiotico tra Gaeta ed il Pime è profondamente intessuto di figure straordinarie e momenti dal forte valore simbolico. Tra questi spicca la figura del Beato Paolo Manna, fondatore della Pontificia Unione Missionaria e Superiore Generale del PIME che nel 1926 individuò fin da subito nella Montagna Spaccata il cuore propulsore dell’animazione missionaria in Italia, frequentando personalmente il Santuario e ispirando intere generazioni di giovani.

“Il Pime non lascia Gaeta e l’ha dimostrato avviando e completando nel giro di pochi mesi importanti interventi di restauro e riqualificazione del Santuario della Montagna Spaccata- ha dichiarato in aula consiliare, applauditi dai consiglieri presenti, il Rettore, Padre Daniele Belussi. Era accompagnato dal superiore provinciale Padre Mario Ghezzi e dal suo “vice” Padre Rogério Santana Neves. Hanno garantito che torneranno nel palazzo municipale di piazza XIX Maggio il 14 settembre, alle 10.30 giorno in cui si terrà la cerimonia ufficiale della consegna della cittadinanza onoraria. Che Gaeta debba tanto a questo istituto religioso presente con le sue missioni in ogni angolo del mondo l’ha sottolineato il sindaco Leccese secondo il quale il conferimento della cittadinanza onoraria al Pontificio Istituto Missioni Estere “rappresenta un atto solenne, profondamente sentito da tutta la nostra città, con cui intendiamo celebrare una storia d’amore, di fede e di servizio reciproco lunga cent’anni – ha detto Leccese – Dal 1926 a oggi, i padri missionari del Pime hanno fatto di Gaeta la loro casa e la loro base operativa, dimostrando una cura straordinaria per uno dei luoghi più suggestivi e sacri del nostro territorio. Il Pime non ha soltanto custodito un patrimonio di inestimabile valore storico, spirituale e naturalistico, ma ha spalancato le porte della nostra città verso il mondo, facendone un centro propulsore di solidarietà, cooperazione e dialogo tra i popoli. Ricordare il loro percorso significa anche onorare la memoria di chi è partito da questa terra per portare aiuto e speranza nelle periferie più complesse del pianeta. Il consiglio oggi ha suggellato ulteriormente un legame che è già parte integrante della nostra identità”.

Il resto della seduta è stato un continuo scontro verbale tra il gruppo consiliare del Partito Democratico da una parte, l’assessore al bilancio Luca Gallinaro ed il sindaco Cristian Leccese dall’altra.
I consiglieri Dem presenti Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis hanno cominciato ad affilare le armi in occasione dell’approvazione dell’adesione, al fotofinish, del comune alla rottamazione quinquies. Il Pd aveva provato a rinviare l’argomento in un Pec in cui giovedì sera lamentava la carenza della documentazione allegata alla delibera. In primis l’allegato che sintetizzasse l’importo delle carte rottamabili. Sul piano politico la maggioranza ha fatto fatica a nascondere il suo tentativo di non sovrapporre l’adesione alla rottamazione prevista dal decreto legislativa 38/2026 (poi convertito con la legge numero 88/2026) alla salvaguardia degli equilibri di bilancio in agenda nel consiglio di venerdì 31 luglio. Gallinaro questa adesione l’ha definita un’”opportunità da cogliere” ma sono stati i numeri, che l’assessore ha dovuto fornire, ad alimentare la polemica.

Il comune di Gaeta ha inviato in 23 anni, dal 2000 al 2023, richieste di pagamento, poi trasformate in cartelle esattoriali e dunque rottamabili, in poco meno di 50 milioni di euro. Ben 44 milioni sono derivanti dalla multe per le violazioni al Codice della stradale e i rimanenti 6 dal mancato introito di tributi comunali come la Tari (gestione del ciclo dei rifiuti), Imu (immobili) e Tosap (occupazione di suolo pubblico). Il Comune di Gaeta pensa di incassare da questa nuova rottamazione del governo Meloni il 30% di quello dovuto, 12 milioni che l’assessore Gallinaro ha portato a 15 “se saremo fortunati”. Duro l’attacco d’accusa politico dei consiglieri del Pd Scinicariello e De Angelis: “Quella proposta è una rottamazione elettorale. Se sinora è stato complicato incassare i 44 milioni derivanti dalle violazioni al Codice della strada perché commesse da automobilisti non residenti a Gaeta, in transito sulle nostre strade o da auto demolite, il comune per altri suoi tributi si è comportato come lo struzzo che ha volutamente messo la testa sotto la sabbia”. La delibera è stata votata dalla sola maggioranza di centro destra, il Pd si è astenuto per l’incertezza sino al voto del consiglio degli importi da rottamare e, un giorno, da incassare e “l’incapacità di operare una serie azione di riscossione ed una lotta ad altri due fenomeni – hanno concluso Scinicariello e De Angelis – che la stessa possibilità normativa della rottamazione ci ha dati: l’evasione e l’elusione tributaria”.

Il comune di Gaeta è uno dei comuni della provincia che fa fatica ad introitare i residui attivi, quelli legati ai tributi richiesti ma mai incassati per servizi svolti. Sono arrivati a superare i 40 milioni di euro ma nel corso degli ultimi esercizi finanziari sono diminuiti: “…Dobbiamo continuare su questa strada ma non mi piace per niente questa azione demonizzatrice della minoranza”. Lo svolgimento, poi, delle interrogazioni e delle interpellanze è stata ulteriore benzina sul fuoco e ad alimentarlo sono stati questa volta il sindaco Cristian Leccese e l’”odiatore seriale” Franco De Angelis del Pd. Quest’ultimo ha chiesto l’orientamento del comune a tutelare la sua immagine a fronte del contenuto di un post sui social che parlava apertamente di “un noto ‘camorrista’ locale che impedisce di manutenere il cimitero”. Di Leccese da parte di De Angelis è stata sottolineata un’altra “promessa non mantenuta” nell’estate 2025 quando, in un clima contrassegnato dalla commozione e dal cordoglio, aveva garantito che il comune si sarebbe costituito parte civile, “per i danni d’immagine ricevuti”, nel procedimento in corso davanti il Tribunale di Cassino nei confronti di un turista che per rivendicare un posto auto nel piazzale dell’ex vetreria Avir aveva aggredito ed investito un altro turista dei Castelli Romani deceduto dopo una breve agonia in ospedale. De Angelis ha fatto infine calare nell’aula consiliare un freddo siberiano, invocando un’”operazione verità, chiedendo chiarimenti sul contenuto di una delibera di Giunta, la numero 155 del 25 giugno, che ha approvato un “piano quadro di coordinamento urbanistico ed infrastrutturale riguardanti i comprensori C2 e C3 che in località Calegna sono soggetti a piani attuativi.
De Angelis innanzitutto ha fatto riferimento a “diversi componenti” della Giunta che non hanno partecipato esattamente un mese fa a quella seduta dell’esecutivo. Erano e sono incompatibili in relazione ad un nuovo piano insediativo in una delle realtà territoriali in fase di espansione a Gaeta?

A tentare di spegnere la polemica è stato il sindaco Leccese illustrando il contenuto del “Piano Quadro” così come illustrato nella delibera di Giunta di un mese fa: “Nell’ambito della normativa relativa agli atti di pianificazione urbanistica non assume il ruolo di strumento di pianificazione né di carattere generale né di carattere particolare ed attuativo, ma riveste un ruolo centrale a cui è demandata la esclusiva verifica della coerenza della pianificazione con le destinazioni del Prg del 1973 nonché della ordinata programmazione della quantità e qualità delle aree destinate a standards e del relativo rispetto delle prescrizioni del Decreto Ministeriale 1444/1968, e, non ultimo, anche al disegno ordinato della città”.

In aula consiliare nel frattempo è sopraggiunto il dirigente del settore Urbanistica Pasquale Serao. Perché? Con una sua determina il 5 giugno scorso aveva 0nominato un architetto di Formia per la redazione del Piano Quadro e lo stesso giorno, fors’anche prima della determina dirigenziale d’incarico, la professionista, dopo aver dichiarato la propria disponibilità ad assumere l’incarico con un affidamento diretto, depositasse al protocollo del comune lo strumento urbanistico “comprensivo degli elaborati tecnici, cartografici e normativi elencati in calce al presente provvedimento”, cioè alla delibera numero 155 del 25 giugno. “Davanti a questa magie – ha commentato De Angelis – ogni commento potrebbe risultare superfluo”.