Interruzioni idriche frequenti, i sindacati chiedono l’intervento della prefettura di Latina

LATINA – Sulla grande sete che sta interessando il comune capuologo ma anche altre realtà territoriali della provincia pontina intervenga a questo punto il Prefetto Ciaramella. È la richiesta che hanno avanzato, dopo l’ultimo black out idrico registrato nella notte e nella mattinata di giovedì, le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil che, a fronte dei numerosi disagi subiti da famiglie, anziani e attività commerciali impossibilitate a svolgere le più elementari attività quotidiane, hanno stigmatizzato quella che hanno definito la “sistematicità” di un fenomeno che, un tempo straordinario, “si ripete con una frequenza ormai insostenibile”.

Cgil, Cisl ed Uil mettono sul banco degli imputati la rete idrica che alimenta il comune di Latina, è la stessa a causa della quale sono “allo stremo da settimane” i residenti di Aprilia, Cisterna, Anzio, Priverno e Bassiano. I segretari delle tre organizzazioni sindacali, Giuseppe Massafra, Roberto Cecere e Luigi Garullo sottolineano, poi, un elemento emerso nelle commissione Trasparenza del comune di Latina in cui il responsabile della segreteria tecnico operativa dell’Egato 4, Umberto Bernola ha reso noto di aver trasmesso una contestazione formale ad Acqualatina per la riduzione volontaria della pressione idrica finalizzata a contenere le perdite di rete. Per Cgil, Cisl ed Uil questo aspetto della Carta dei Servizi dell’ente gestore sarebbe consentita solo in presenza di reali emergenze. “Se questa ricostruzione fosse confermata- aggiungono Cgil, Cisl ed Uil – ci troveremmo davanti a una gestione ordinaria del servizio che scarica sui cittadini le inefficienze della rete, mentre l’azienda continua comunque a recuperare i mancati incassi attraverso i meccanismi di conguaglio tariffario.

Acqualatina gestisce un servizio pubblico essenziale in un regime di monopolio, e proprio per questo la responsabilità di vigilanza e di indirizzo non può ricadere soltanto sui cittadini esasperati o sui singoli comitati, ma chiama in causa direttamente il Comune di Latina, che siede nell’assemblea dei soci della società”. Le organizzazione sindacali invocano un più efficace intervento del comune di Latina, il più importante tra i soci di parte pubblica della società idrica, per “chiarire pubblicamente quali iniziative intende assumere in qualità di socio rispetto alla gestione del servizio idrico e ai continui disservizi che si trascinano ormai da mesi, di fare piena luce sulla vicenda della riduzione della pressione segnalata dall’Ato 4 e su eventuali responsabilità legate alla mancata vigilanza, e di garantire che il costo di queste inefficienze non continui a ricadere, in bolletta, sui cittadini che pagano regolarmente il servizio”. Massafra, Cecere e Garullo chiariscono di non “limitarsi a registrare il disagio dei cittadini” ma vogliamo “andare fino in fondo e capire davvero le cause di una crisi che si ripete troppo spesso. Un servizio pubblico essenziale gestito in regime di monopolio impone trasparenza, responsabilità ed efficienza, e su questo pretendiamo risposte concrete e non più semplici rassicurazioni. I cittadini della provincia di Latina meritano di sapere chi decide, chi controlla e chi, alla fine, si assume la responsabilità di questa situazione”.